“Quello che manca sono le idee buone - e le persone per portarle avanti”

scritto da Alberto il 16-05-2008

In questi giorni ho quasi sempre una finestra aperta sul social network di Kublai, anche perché si avvicina il momento del primo incontro al porto dei creativi e sono molto contento di rivedere alcuni vecchi amici e di incontrarne di nuovi. Quindi ho potuto leggere quasi in tempo reale la discussione aperta da Philosofia con i diversi interventi. Dice Philo: io ho in testa un’idea che però coinvolge più territori di diverse regioni, questo è un problema?

La risposta di Tito va citata per la nettezza con la quale individua una direzione di lavoro per tutti i partecipanti alla community creativa:

[…] non è il momento di pensare ai vincoli. Quelli verranno dopo e sono in realtà anche molto minori di quello che si pensa. Ci sono programmi di finanziamento di tutte le scale: nazionali, regionali, e destinati a specifiche aree sub-regionali. Poi c’è il venture capital privato..
Quello che scarseggia veramente sono le idee buone mentre i fondi per il loro sviluppo - pubblici e privati - sono molto disposti ad adattarsi. Le idee buone però, anche questo lo stiamo verificando, sono inscindibili dalle persone disposte ad impegnarsi per portarle avanti.

Queste poche righe esprimono benissimo la nostra visione: le risorse ci sono, sia quelle pubbliche (di cui Tito e i suoi colleghi sono direttamente esperti) sia quelle private (ce ne parlerà presto Gianluca Dettori, imprenditore e seed capitalist). Quello che manca sono le idee, e la conoscenza - mi viene da dire la visione - per generarle. Per la prima volta nella storia del nostro scassatissimo paese, oltretutto, mi pare che ci sia un piccolo nucleo di soggetti che alle idee attribuiscono molta importanza, e che hanno un certo potere; e questo fa venire molta voglia di capire meglio e proporre cose sempre migliori, almeno a me.



9 risposte a ““Quello che manca sono le idee buone - e le persone per portarle avanti””

  1. philomène gattuso ha scritto:

    Alberto, come sai questo progetto mi ha subito coinvolto: lo trovo grandioso, proprio perchè è già un’esplosione di energie.
    Ho sempre dato grande importanza alle “idee”, che considero la ricchezza di base per innescare esperienze costruttive, e quello che tu chiami “piccolo nucleo di soggetti” emana una carica positiva e operativa incredibile, per me travolgente.
    Credo fortemente che le grandi cose, che poi sono cose semplici, nascano laddove uniti si opera con coraggio e intraprendenza pensando al bene che si può riversare anche in termini sociali: non c’è futuro e benessere, nè qualità di vita e di pensiero, laddove c’è egoismo e chiusura.

  2. philomène gattuso ha scritto:

    ah1 Philomène Gattuso sono io…Philosofia, ovviamente!

  3. Roxelo Babenco ha scritto:

    Mi intrometto in questa avvincente discussione, pur non avendo ancora mai partecipato attivamente ai confronti precedenti, ma le proposte avanzate mi stimolano molto e mi suggeriscono qualche riflessione, che molto umilmente mi accingo a condividere, anche per entrare meglio nello spirito di Kublai e comprenderne i contenuti. Certamente le idee buone sono determinanti per il progetto, ma non credo che queste mancheranno con tante belle menti in circolazione :)
    Alle idee tuttavia deve seguire l’attuazione, con la messa a punto di una sotto progettualità specifica per ogni campo o territorio di applicazione e con il presupposto di un forte e costante impegno.
    Se ho ben capito, si parla di progetti che saranno concepiti in Second Life per essere esportati sul territorio nazionale, in particolare nelle regioni del Sud.
    Il progetto della valorizzazione e/o recupero o solo conservazione del patrimonio culturale, storico artistico achitettonico, dei piccoli e medi centri, mi sembra di grande valore, costituiendo altresì un ottimo servizio a favore della collettività.
    Offro un altro imput alla discussione, richiamando l’attenzione sul concetto di fruizione del patrimonio storico architettonico delle nostre belle regioni, che dovrebbe essere più articolato, coniugando il piacere della visita al sito recuperato o conservato al piacere di fruirlo come luogo di cultura, quindi come teatro, come caffè letterario, come biblioteca, in relazione alla conformazione e capienza del sito stesso.
    Pertanto sviluppo del territorio, attraversola valorizzazione dei siti storici, non solo sotto il profilo architettonico, ma anche sotto il profilo della loro destinazione d’uso, che dovrebbe essere esclusivamente culturale, offrendo ai cittadini e ai turisti la possibilità di un doppio godimento e di una arricchimento personale.

  4. pacio ha scritto:

    seguendo lo “spirito del luogo”, vi segnalo un doppio “http://” nel primo link del post… :-)

  5. Alberto ha scritto:

    Grazie, Pacio. Rimediato!

  6. Antonella ha scritto:

    Roxelo: grazie per il contributo. Sarebbe bello parlarne anche con gli altri sul Ning, che ne dici?

    Solo una piccola precisazione: i progetti non saranno concepiti in Second Life per poi essere esportati. In Second Life parleremo di casi di successo e di molti aspetti del progetto, sia attraverso le conferenze che faremo sia attraverso incontri e conversazioni informali. Non escludo che alcune idee e progetti possano nascere lì ma non è un passaggio obbligato.

  7. Rosanna Galvani ha scritto:

    Sì certamente, posterò anche nel ning. Grazie per il chiarimento.
    Roxelo

  8. lorenza Colicigno aka Azzurra Collas ha scritto:

    Mi si rivela una realtà impensata, ci sono i fondi pubblici e privati e non ci sono le idee? Evidentemente non ho mai avuto delle buone idee o non ho frequentato le persone giuste, visto che nella mia vita non breve di ideatrice e organizzatrice culturale, nonché di artista, in molte occasioni mi sono sentita rispondere la classica frase: Non ci sono soldi! Il bilancio delle mie attività culturali non è certo passivo, dal punto di vista delle soddisfazioni, dei riconoscimenti personali, dell’impatto culturale ed anche produttivo sull’ambiente locale. Ma forse è vero che molti soldi pubblici vengono spesi male, è anche vero che spesso gli operatori culturali operano nell’isolamento e nella frantumazione, che frantuma anche i fondi disponibili e li rende quasi invisibili. Un elemento che certo non favorisce lo sviluppo culturale e lo sviluppo economico ad esso collegato è una forma di competitività distruttiva che spesso si sostituisce alla sana normale competizione tra attori culturali, la competitività del mors tua vita mea, su cui molte generazioni di politici hanno costruito la loro fortuna, lasciando che i competitori si azzerassero l’un l’altro e lasciassero spazio ai loro amici più furbi, quelli che compaiono al momento più opportuno con il progetto più giusto. E’ sulla base di questo pessimismo dell’esperienza, che nel mio caso si è sempre tradotto in ulteriore energia creativa, che ho apprezzato moltissimo la scelta della Regione Basilicata di tentare con Visioni Urbane Basilicata, opera di Alberto Cottica & C. di invertire la tendenza descritta, cercando di costruire un “ambiente creativo” consapevole, coeso, competitivo in modo sano, più “scena” e meno “arena” creativa. E’ con lo stesso entusiasmo, con la stessa convinzione, e con le mie immancabili idee-progetto, che partecipo ora a Kublai, il porto dei creativi.

  9. Progetto Kublai » Appunti per la progettazione dal Master MMCM a Roma ha scritto:

    […] che lo promuovono (e viceversa): le persone sono uno degli aspetti cruciali (come diceva anche Tito qui) per valutare se un progetto può funzionare o no, è quindi fondamentale avere sempre risposte […]

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