Solkide Auer, artista per caso
Al Porto dei Creativi abbiamo inaugurato cinque esposizioni di artisti di Second Life. Potete visitarle quando volete, naturalmente…intanto però abbiamo deciso di conoscere un po’ anche i creatori di queste opere. Cominciamo intervistando Solkide Auer, “artista per caso”, a cui abbiamo chiesto del suo percorso in Second Life…
Solkide Auer: Dopo essere entrato in Second Life l’ho girata in lungo e largo, e ne ho visto le potenzialità sue e mie: sono quindi andato a fare corsi per imparare a usare il build, ossia il sistema per costruire oggetti. Ho fatto un corso a Indire/secondlearning , la passione e la pratica hanno fatto il resto.
Mi divertivo a fare oggetti di uso meno comune, piccoli oggetti di pura estetica, poi un amico creò una piccola esposizione e mi chiese di realizzare qualcosa. La cosa cominciò a piacermi, visto anche il riscontro del pubblico. Da lì seguì una seconda mostra e così via…col tempo ho cominciato a creare quasi a tempo pieno oggetti considerate sculture. Nel frattempo mi sono dedicato anche ad aiutare persone a capire le basi del build, alcune di queste ora espongono con me.
D: So che sei arrivato ad esporre anche in land americane…come?
S.A.: Le mostre si sono susseguite a buon ritmo presentando sempre oggetti innovativi con particolari effetti visivi, finché una espositrice americana, invitata dalla mia collega Shellina, venne a visitare una mostra dove c’erano nostre opere e ci invitò a esporre in luoghi curati da lei in land americane. Da lì il raggio si è allargato: considera che mediamente una esposizione italiana riesce a raggiungere le 200/300 unita’ di visite, mentre nelle zone americane queste cifre arrivano a dieci volte tanto.
D: Di solito gli americani che fanno gli artisti lo sono anche in real life? Come vedono Second Life: un nuovo modo di esprimersi, di farsi conoscere?
S.A.: Ci sono due categorie: quelli che creano oggetti in sl e basta e quelli che creano opere in rl e le presentano qui, generalmente quadri creati in rl e texturizzati qui. Ci sono tantissimi posti così, anche in land italiane. Gli americani, però, sono un passo avanti perché danno la possibilità anche di acquistare proprio quel quadro in originale e spedirtelo a casa.
Gli artisti di professione in generale vedono sl come un luogo più che altro pubblicitario per loro; spesso guardano gli artisti di sl con occhio un po’ particolare, anche perché conoscono i limiti dello strumento. Le mie sculture, ad esempio, non potrebbero esser riprodotte in Poi c’è’ da dire anche questo, che non sempre gli artisti veri sarebbero capaci di fare queste cose. Una volta ho ricevuto i complimenti di un artista americano che ha immediatamente acquistato una mia scultura dicendomi che sarebbe stato bello poterla ricreare dal vero…in un secondo momento ho scoperto che questa persona aveva esposto anche al Museo Guggenheim di New York!
D: Secondo te, allora, cosa è la creatività?
S.A.:La creatività è un qualcosa che si ha dentro e che gli altri riescono a vedere attraverso le cose che crei, una emozione che ti può dare una scultura in questo caso, ma anche una musica. Si può essere creativi anche senza saperlo, ma rendendosi conto che comunque vedi la vita in un certo modo. Second Life mi ha dato questa possibilità.
D: E questa attività ti ha fatto venir voglia di iniziare un percorso artistico anche in rl o sono cose in qualche modo slegate?
S.A.: Io vivo Second Life in maniera completamente distaccata dalla mia vita quotidiana, dove faccio un lavoro completamente diverso. Devo dire una cosa però: comunque ora cerco di frequentare di più i musei o le mostre che ci sono nella zona dove vivo. Certo, l’arte mi è sempre piaciuta, anche prima di entrare in sl, ma ora vedo le cose con un punto di vista diverso, m’informo attraverso internet, cerco di capire meglio un po’ le cose dei “grandi”, insomma.
Io non mi ritengo artista, non lo sono, ma quando crei un qualcosa che più persone mostrano di apprezzare con entusiasmo…beh, questo sprona e ti fa capire che puoi fare veramente cose che possono esser considerate belle. Se capita vendo anche ma poca cosa, non è la cosa che mi interessa…
D: Alla fine quello che conta è divertirsi, insomma…
S.A.: Esatto, non sono qui per soldi o altro, ma per fare ciò che mi piace ed ho trovato questa strada. Il caso ha voluto che ciò che mi piace fare sia apprezzato anche ad altri.
D: Ideale, no?
S.A.: Beh, non a caso il sottotitolo del mio blog è “Artista per caso su secondlife”!


