L’inconsapevole comunità di Greensboro, North Carolina

scritto da admin il 30-06-2008

Qualche altro pensiero dal mio viaggio della scorsa settimana.

Alla conferenza - di cui ho parlato più sotto - ho rivisto Ed Cone, un giornalista di Greensboro, nel North Carolina – e quest’ultimo dato è importante: tre anni fa, mentre scrivevo la mia tesi di laurea, ho letto della comunità di blogger che stava sorgendo praticamente in modo spontaneo in quella città e ho cominciato ad informarmene, a partire dal blog di Ed, giornalista di tecnologia, blogger della prima ora e, non ne dubito, un po’ l’artefice di questo passaggio di competenze nella sua città di origine.

Alcuni membri importanti della comunità e semplici cittadini hanno avviato i loro blog sui temi più vari, quasi tutti accomunati da una particolare attenzione verso avvenimenti e problemi di questa cittadina di 240.000 abitanti. I cambiamenti sono arrivati già a partire dai media: il quotidiano locale ha addirittura iniziato a introdurre blog e altri strumenti nella propria redazione proprio a partire dall’esempio dei blogger.

Ho letto molto delle piccole e grandi storie che questa inconsapevole comunità ha generato, ma una di quelle che preferisco è la raccolta di fondi per Jinni Hoggard, una donna malata di cancro che necessitava di cure costose: non è stata una semplice colletta ma una vera e propria giornata di festa con musica e vendita di prodotti, ed è stata organizzata in pochissimo tempo tramite il passaparola di questa piccola nascente comunità on/offline.

Ma Jinni (che adesso sta bene) non è il solo risultato ottenuto: dal 2005 la città ospita una conferenza su tecnologia e impatto locale chiamata Converge South che negli anni è diventata un punto di riferimento e ha ospitato importanti relatori. La cosa che ho apprezzato di più è stato però il clima informale generale e le attività a margine della conferenza (primo fra tutti il barbecue immenso che Dave, il marito di Jinni, prepara ogni anno) che hanno creato un ambiente in cui professori universitari, politici locali e imprenditori si mischiano a imbianchini con la passione per la politica, musicisti, assicuratori e studentelli stranieri…come la sottoscritta!! Perché io, a Converge South, ci sono andata alla sua prima edizione, invitata da Ed (senza che ce ne fosse motivo, se non che poteva essere utile per la mia tesi) e ospite dell’organizzazione della conferenza.

Il mio viaggio lì, la gente che ho incontrato sono alcuni tra i migliori motivi che tutt’ora ho per credere all’importanza di quello che possiamo fare quando i nostri progetti e le nostre idee usano gli strumenti della Rete - spesso, facendoci fare degli incontri fortunati.



Selezionati i primi quattro progetti di Kublai

scritto da Alberto il 30-06-2008

Siamo pronti per partire con il coaching pilota!

A partire dalla prossima settimana un gruppo misto creativi/esperti di sviluppo locale del DPS (Dipartimento di politiche per lo sviluppo) del Ministero dello sviluppo economico lavorerà su quattro idee proposte da membri della community di Kublai. Mi sembra un buon momento per lasciare un messaggio di congratulazioni (e un augurio di buon lavoro, visto che ci sarà da lavorare) ai proponenti. I progetti selezionati sono:

Li discuteremo in due riunioni al Porto di Second Life, che saranno aperte a tutta la comunità e a cui ci auguriamo che vogliate partecipare in molti (le sta organizzando Criscia, che a breve ci farà sapere date e orari). Qui sotto trovate un documento di due pagine (anche scaricabile) che spiega cosa succederà esattamente durante l’attività pilota di coaching.

Read this document on Scribd: Kublai - Dalle idee al progetto (pilota)


Auguri e saluti per Marco

scritto da Alberto il 29-06-2008

Molte persone mi chiedono notizie del nostro Marco Colarossi, sparito dalla circolazione all’inizio di questa settimana. Purtroppo Marco è ricoverato in ospedale per un problema di salute; per fortuna non ha nulla di grave, e si sta già rimettendo; purtroppo non ha accesso a internet, e non può scrivervi, per ora. Ho aperto una discussione sul Ning dove chi lo desidera può lasciargli un messaggio di auguri.



Social engine party: kublaiani e altra gente interessante

scritto da Alberto il 28-06-2008

Giuseppe ha avuto un’idea semplice ed elegante: fare incontrare i gruppi della Second Life italiana, lasciare che si presentino gli uni agli altri e vedere se ne viene fuori qualcosa: collaborazioni, progetti comuni, amicizie. E, naturalmente, fare una festa. Quindi domani, dopo la finale, accorrete numerosi con me a Post Utopia a sostenere i colori di Kublai. Come sempre, vi raccomando di confermare la vostra adesione sul Ning.



Dall’idea al progetto: principi generali per il coaching

scritto da Alberto il 26-06-2008

Se dovessi dire qual’è il cuore dell’attività di Kublai, probabilmente direi “il coaching”. Con questa parola intendiamo un processo attraverso il quale le idee dei creativi della rete vengono temprate, rafforzate, ottimizzate, e diventano progetti: da sogni nel cassetto a piani d’azione realizzabili. Come sapete, l’attività di coaching ad ampio raggio inizierà a ottobre: già da luglio faremo un coaching pilota su un piccolo numero di progetti.

Oggi abbiamo tenuto una riunione sul coaching alla presenza dello steering group di Kublai (Anna Natali; Tito Bianchi/Aglio Feld; Marco Magrassi/Kapok Brun). Ci siamo trovati d’accordo su alcune cose:

  • Kublai può essere pensato come una scuola di progettazione. Mette al centro dei processi di sviluppo locale non i beni - nemmeno quelli culturali o ambientali - ma le persone
  • l’attività di coaching deve essere a più voci. Non un unico tutor per ciascun progetto, ma più persone a discuterlo
  • tra i coach di un progetto possono esservi anche creativi “esperti” che fanno parte della rete di Kublai. Il confronto tra progettisti è molto utile.
  • gli uomini e le donne del DPS, tuttavia, devono mantenere una presenza forte in tutti i gruppi di coaching. E’ altrettanto utile il confronto tra progettisti e uomini delle istituzioni
  • l’attività di coaching deve essere aperta a chiunque ne faccia richiesta. Se la rete crescerà molto, questo potrebbe essere problematico!
  • l’attività di coaching si arresta quando il progetto è scritto: nella fase di realizzazione i proponenti non potranno contare su Kublai (il che non vuol dire che non ci si possa parlare, ovviamente). Questo consiglia di porre da subito il problema della ricerca di alleati sul territorio nel quale il progetto dovrebbe essere realizzato

A breve posteremo sul blog un documento sulle modalità e i tempi dell’attività di coaching pilota.



Personal Democracy Forum e l’investimento nelle idee

scritto da Antonella il 25-06-2008

(questo post è stato scritto prima sul mio blog personale. Riporto qui sotto i commenti miei e di David che sono stati scritti di là, spero sia interessante per chi legge)

Saluti a tutti da New York City, la citta’ che non dorme mai - e infatti il jetlag mi sta simpaticamente privando di sonno senza motivo apparente.

Come avevo detto, ho preso parte a una conferenza di due giorni che si chiama Personal Democracy Forum e parla di come la tecnologia sta cambiando la politica, sia per quanto riguarda le campagne elettorali che l’impegno civico, a livello nazionale e locale. Ho scritto alcune riflessioni sul mio blog e le riporto qui in parte (scusate la mancanza di accenti, problemi di tastiera). Non hanno esattamente a che fare con le nostre attivita’ di Kublai ma ci riguardano in qualche modo “laterale” - o magari un po’ di piu’.

Ho trascorso gli ultimi due giorni al Personal Democracy Forum, tra speaker interessanti, incontri ancora piu’ interessanti, suggestioni, idee su come la tecnologia sta cambiando la politica e la partecipazione.
Tutto ancora a spasso nella mia mente e nella mia agenda: sprovvista di computer, infatti, ho messo gli appunti su un molto tradizionale cartaceo quaderno. I miei compagni di viaggio Sergio e Antonio hanno egregiamente provveduto a scrivere impressioni e commenti live.

Sul piano della partecipazione la buona notizia e’ che non siamo poi molto indietro, o meglio, gli americani non sono molto piu’ avanti in termini di risultati.

La cattiva notizia per noi, se vogliamo, e’ esattamente la stessa: cioe’ in America non hanno niente piu’ di noi, hanno completato un primo passaggio che noi faticosamente stiamo intraprendendo (consapevolezza delle possibilita’ del mezzo, tentativi di mettere in pratica tali possibilita’ etc) ma ancora si stanno chiedendo “What’s next?”, anche se con ottimismo e la certezza che molto si potra’ fare e che le cose stanno per cambiare, ad ogni modo.
E per noi e’ una cattiva notizia perche’ il fatto che le nostre iniziative siano poche e non connesse vuol dire che non c’e’ ottimismo, ne’ (fatte le dovute eccezioni) voglia di fare se non ci sono risultati a breve termine.
Non c’e’ tanta attenzione a come si svolgono i processi, ne’ voglia di rischiare, non c’e’ investimento. E non parlo di soldi, cosa di cui spesso ci si lamenta (ed e’ un altro discorso ancora), parlo di idee.

E se non siamo disposti a investire tempo, impegno, passione…di cosa parliamo quando parliamo di idee?



Quattro idee che hanno funzionato: cosa possiamo imparare

scritto da Alberto il 23-06-2008

Concluso il primo ciclo di conferenze di Kublai, alcuni di noi hanno sentito il bisogno di uno sguardo dall’alto ai quattro progetti esaminati per trarne il massimo in termini della nostra capacità di fare progetti. Lo facciamo in modo più informale che con una conferenza vera e propria, sarà più una chiacchierata. A condurla sarò io. L’appuntamento è domani, 24 giugno, alle 17 al Porto (più precisamente al salotto open air ai docks). Se sei interessato/a ti chiederei di confermare la tua presenza sul Ning.



Un salto…del continente! :)

scritto da Antonella il 20-06-2008

Signori e signore,

vi saluto! Beh…solo per una settimana di ferie, eh!

Domattina parto per trascorrere una settimana in un posto dove ho vissuto e che amo moltissimo, New York!

Tra le varie cose parteciperò a una conferenza sul rapporto tra tecnologia e politica chiamata Personal Democracy Forum: ci saranno delle gran belle teste, lo so, e ci sarà un bel confronto. L’attivismo politico e sociale degli Stati Uniti mi incuriosisce e mi affascina…chissà che non ci sia modo di scambiare qualche idea anche su quello che stiamo facendo qui su Kublai… Vi racconterò al mio ritorno!

Intanto qui il posto non resta certo vuoto, adesso che Kublai entra in una fase operativa ci sarà ancora di più da raccontare, anche con la vostra voce…anzi, perché non cominciamo a parlarne qui nei commenti?

Sono sicura che il primo ciclo di conferenze, conclusosi con Paco Taibo II e la Semana Negra, vi ha lasciato moltissime suggestioni e, sicuramente, nuove idee! Perché non ce ne parlate?

See you soon! ;)


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Perché la Semana Negra è sviluppo locale…

scritto da Marco il 19-06-2008

… lo spiegano molto bene le slide di Alberto, che ripercorrono passo dopo passo (quelli di Kublai) i vari aspetti di questo festival della letteratura popolare che ha saputo “andare per le strade” (senza barricarsi nelle stanze delle élite culturali, come dicono chiaramente i numeri: 1 milione di persone, 160 “chiacchierate letterarie”, importanza centrale dei punti e momenti di incontro informale - i bar - e di intrattenimento - le giostre, i giochi, le parate degli elefanti, la radio, le idee strane come la poesia a mezzanotte, i fuochi d’artificio…):

Tantissimi gli argomenti interessanti trattati
- la capacità dei progetti e delle persone creative di provare nuove strade, e con queste ripensare il territorio (ogni territorio a suo modo, e quindi con un festival o progetto diverso);
- l’importanza di trovare il modo di avere una relazione positiva con le istituzioni per realizzare grandi progetti (anche se la Semana è passata dal 100% di finanziamento pubblico iniziale al 50% attuale, e quello del Comune dal totale iniziale al 10% attuale): fondamentale all’inizio l’appoggio di pochi funzionari e il sindaco, poi col tempo e i risultati è venuto il resto…;
- l’importanza di un bravo/grande direttore di festival che ha la capacità di costruire attorno a se un grande gruppo di lavoro collettivo;
- la capacità di un’esperienza di successo (/progetto bandiera) di generare nuove idee e progetti (simili in altri contesti - ad es. Barcellona Negra -, collegati nello stesso - come la Semana Grande -, o del tutto nuovi) e collegare persone (come Sepúlveda che ha deciso di trasferirsi a Gijón), oltre che di affermarsi fra la gente che sempre più ci si identifica (”all’inizio eravamo visti come marziani in città, ora credo sarebbe difficile immaginarsi Gijón senza la Semana Negra);
- e infine le lezioni apprese, della possibilità di “portare la rivoluzione nel quotidiano”, facendo cose (come nella filosofia del Fuori Orario raccontata da Franco), molto concrete, e leggere (”la letteratura può essere molto divertente”), e scendendo per le strade, fra la gente della tua terra.

Vorremmo ringraziare Paco, ma in modo particolare anche Elena/Martha (la nostra kublaiana volontaria per la traduzione in simultanea) per la disponibilità e l’impegno, nonostante le difficoltà dovute a problemi di lag e audio per la presenza di molte persone nell’auditorium di Kublai ieri sera… e tutti voi che avete partecipato, fatto domande, e magari sognato di andarci, alla Semana Negra.



Kublai notes, 19 giugno

scritto da Antonella il 19-06-2008

La mappa di Kublai. Per conoscerci e “trovarci” più facilmente ho creato una mappa con la localizzazione di tutti i membri della community di Kublai…è stato un bel lavoro, eh, siamo in 120, sapete? :)

Ogni nome ha il link al suo profilo nel nostro social network (ho anche inserito il corrispondente nome dell’avatar, dove disponibile).


Visualizzazione ingrandita della mappa

Adesso è possibile anche vedere la distribuzione dei Kublaiani in Italia. L’organizzazione è fatta per città, quindi troverete molti nomi in corrispondenza di quelle più grandi.
Ho però cercato di inserire i nomi in corrispondenza anche di città più piccole, dove era indicato.
Alcuni nomi mancano, quelli di coloro che non hanno indicato la loro provenienza geografica: vi invito a farlo quindi!!

p.s. se ci sono inesattezze o se non sei presente sulla mappa avvisami!


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