Perché la Semana Negra è sviluppo locale…

scritto da Marco il 19-06-2008

… lo spiegano molto bene le slide di Alberto, che ripercorrono passo dopo passo (quelli di Kublai) i vari aspetti di questo festival della letteratura popolare che ha saputo “andare per le strade” (senza barricarsi nelle stanze delle élite culturali, come dicono chiaramente i numeri: 1 milione di persone, 160 “chiacchierate letterarie”, importanza centrale dei punti e momenti di incontro informale - i bar - e di intrattenimento - le giostre, i giochi, le parate degli elefanti, la radio, le idee strane come la poesia a mezzanotte, i fuochi d’artificio…):

Tantissimi gli argomenti interessanti trattati
- la capacità dei progetti e delle persone creative di provare nuove strade, e con queste ripensare il territorio (ogni territorio a suo modo, e quindi con un festival o progetto diverso);
- l’importanza di trovare il modo di avere una relazione positiva con le istituzioni per realizzare grandi progetti (anche se la Semana è passata dal 100% di finanziamento pubblico iniziale al 50% attuale, e quello del Comune dal totale iniziale al 10% attuale): fondamentale all’inizio l’appoggio di pochi funzionari e il sindaco, poi col tempo e i risultati è venuto il resto…;
- l’importanza di un bravo/grande direttore di festival che ha la capacità di costruire attorno a se un grande gruppo di lavoro collettivo;
- la capacità di un’esperienza di successo (/progetto bandiera) di generare nuove idee e progetti (simili in altri contesti - ad es. Barcellona Negra -, collegati nello stesso - come la Semana Grande -, o del tutto nuovi) e collegare persone (come Sepúlveda che ha deciso di trasferirsi a Gijón), oltre che di affermarsi fra la gente che sempre più ci si identifica (”all’inizio eravamo visti come marziani in città, ora credo sarebbe difficile immaginarsi Gijón senza la Semana Negra);
- e infine le lezioni apprese, della possibilità di “portare la rivoluzione nel quotidiano”, facendo cose (come nella filosofia del Fuori Orario raccontata da Franco), molto concrete, e leggere (”la letteratura può essere molto divertente”), e scendendo per le strade, fra la gente della tua terra.

Vorremmo ringraziare Paco, ma in modo particolare anche Elena/Martha (la nostra kublaiana volontaria per la traduzione in simultanea) per la disponibilità e l’impegno, nonostante le difficoltà dovute a problemi di lag e audio per la presenza di molte persone nell’auditorium di Kublai ieri sera… e tutti voi che avete partecipato, fatto domande, e magari sognato di andarci, alla Semana Negra.



Una risposta a “Perché la Semana Negra è sviluppo locale…”

  1. Progetto Kublai » Un salto…del continente! :) ha scritto:

    [...] sicura che il primo ciclo di conferenze, conclusosi con Paco Taibo II e la Semana Negra, vi ha lasciato moltissime suggestioni e, sicuramente, nuove idee! Perché non ce ne [...]

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