Il subversive engineering: progettare e divertirsi

scritto da Antonella il 04-11-2008

Dopo un viaggio a Stoccolma, Alberto racconta sul suo blog di un fortunato incontro che ha fatto lì, una coreografa con cui ha parlato di subversive engineering. Cos’è? Alberto ce lo racconta:

Si tratta, essenzialmente, di fare progetti cool a costo quasi zero, fatti essenzialmente di tempo e divertimento (nell’Emilia metalmeccanica degli anni 70 si diceva “con lo sputo e il fil di ferro”). Ma perché farlo? “Prestigio”, “mi interessa”, “perché posso”, con un robusto contributo dello stato sociale svedese che garantisce una sicurezza economica minima. Qualcuno citava il divertente sismografo per iPhone, scritto proprio in Svezia in due settimane tanto per farsi due risate, aspettandosi 500 download, che invece sono stati 15000 nella prima settimana. Adesso stanno ragionando se fare pagare un dollaro per ogni download di sismografo 2, ma è chiaro che non si possono fare soldi veri con questa roba. E non è quello il punto.

L’argomento viene citato anche in un’attiva discussione sul nostro ning, legata al progetto Critical City.

Augusto, creatore di Critical City, obietta: “Secondo me il subversive engeneering non ha solo un obiettivo (risolvere un problema), ne ha anche un secondo: quali retribuzioni dare (materiali, o molto più spesso, immateriali) agli attori che risolveranno il problema?”

La discussione procede qui: voi che ne pensate?



Lascia una risposta