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	<title>Commenti a: Persone, progetti, speranza: dal Porto dei creativi all&#8217;università Federico II</title>
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	<description>Persone creative, progetti creativi, sviluppo del territorio</description>
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		<title>Di: Progetto Kublai &#187; Progetti della settimana - 15 dicembre</title>
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		<dc:creator>Progetto Kublai &#187; Progetti della settimana - 15 dicembre</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 23:57:25 +0000</pubDate>
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		<description>[...] sociale da far pensare a nuove prospettive future per Kublai stesso (ne abbiamo scritto qui, qui e qui), dopo che il nostro social network è stato pacificamente invaso dai (ma soprattutto [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] sociale da far pensare a nuove prospettive future per Kublai stesso (ne abbiamo scritto qui, qui e qui), dopo che il nostro social network è stato pacificamente invaso dai (ma soprattutto [...]</p>
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		<title>Di: Progetto Kublai &#187; Da Stefano Consiglio: sei ragioni perché Kublai funziona</title>
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		<dc:creator>Progetto Kublai &#187; Da Stefano Consiglio: sei ragioni perché Kublai funziona</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 11:01:35 +0000</pubDate>
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		<description>[...] la creatività progettuale negli studenti. Sull&#8217;onda delle buone vibrazioni suscitate dal seminario della settimana scorsa, mi ha scritto una breve riflessione su questa sua sperimentazione, e mi ha autorizzato a [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] la creatività progettuale negli studenti. Sull&#8217;onda delle buone vibrazioni suscitate dal seminario della settimana scorsa, mi ha scritto una breve riflessione su questa sua sperimentazione, e mi ha autorizzato a [...]</p>
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		<title>Di: marco</title>
		<link>http://www.progettokublai.net/2008/12/06/persone-progetti-speranza-dal-porto-dei-creativi-alluniversita-federico-ii/comment-page-1/#comment-7686</link>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 00:59:55 +0000</pubDate>
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		<description>caterina, grazie.
anche a me le due ore con i giovani creativi di stefano hanno lasciato una bellissima sensazione di 
rottura, anche se scatenata con un po&#039; di fatica. alberto, bravissimo, ma credo che la sequenza, 
il teamwork (non premeditato) del professore che si mette con gli studenti, del ministeriale che è capace di autocritica, 
del musicista ceh ce l&#039;ha fatta di colitavare una passione parallela per il cambiamento abbiano reso possibile
un&#039;esperinza divertente, interessante e formativa. per tutti, per me sicuramente.

p.s. per me che la conosco, che ha un benchmark molto (ma molto) alto, un apprezzamento di caterina vale per dieci.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caterina, grazie.<br />
anche a me le due ore con i giovani creativi di stefano hanno lasciato una bellissima sensazione di<br />
rottura, anche se scatenata con un po&#8217; di fatica. alberto, bravissimo, ma credo che la sequenza,<br />
il teamwork (non premeditato) del professore che si mette con gli studenti, del ministeriale che è capace di autocritica,<br />
del musicista ceh ce l&#8217;ha fatta di colitavare una passione parallela per il cambiamento abbiano reso possibile<br />
un&#8217;esperinza divertente, interessante e formativa. per tutti, per me sicuramente.</p>
<p>p.s. per me che la conosco, che ha un benchmark molto (ma molto) alto, un apprezzamento di caterina vale per dieci.</p>
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		<title>Di: caterina</title>
		<link>http://www.progettokublai.net/2008/12/06/persone-progetti-speranza-dal-porto-dei-creativi-alluniversita-federico-ii/comment-page-1/#comment-7671</link>
		<dc:creator>caterina</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 16:10:37 +0000</pubDate>
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		<description>ero anch&#039;io in aula, ed è con piacere che aggiungo commenti sparsi:

- sulla capacità di Marco di adottare un linguaggio &quot;non ministeriale&quot;, che era molto appropriato all&#039;occasione;

- su come il collegamento con SL abbia sciolto la barriera ghiacciata che, solitamente, cala in un&#039;aula quando -a fine intervento- si chiede se ci sono domande.

Ogni volta che ho ospitato all&#039;interno dei miei corsi degli &quot;estranei&quot; (nel senso di non frequentatori della didattica) a parlare c&#039;è sempre stato un momento (che nei casi fortunati è un momento, ma che nei casi disperati decreta la pausa caffè, dalla quale non tutti tornano) in cui ho visto apparire le immagini morettiane in cui si urlava &quot;NO, IL DIBATTITO, NOOO!&quot;

Bene, ieri il collegamento con Alberto ha risolto l&#039;imbarazzo.
Ed ha anche fatto di più, ha comunicato energia e voglia di fare.

La mia esperienza con gli studenti mi porta a dire che:
se, da un lato è vero, che gli studenti di design hanno una fiducia nel futuro (che non deriva dalle reali possibilità lavorative, ma dal fatto che l&#039;attitudine al progetto e la sua pratica portano inevitabilmente a immaginare la trasformazione del dato reale) maggiore rispetto a quella di altri studenti, è sempre pur vero che -spesso- desiderano &quot;troppo&quot; essere confortati nelle loro idee.

Dico queste cose perché ieri è venuta fuori una &quot;timidezza&quot; nel volersi/doversi confrontarsi con le esperienze di un mondo più adulto. 

Ed è per la sua opposizione all&#039;impaccio rispetto all&#039;autonomia e alla validità delle idee (rispetto alla forza delle idee) che l&#039;intervento di Alberto è stato GRANDE.
grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ero anch&#8217;io in aula, ed è con piacere che aggiungo commenti sparsi:</p>
<p>- sulla capacità di Marco di adottare un linguaggio &#8220;non ministeriale&#8221;, che era molto appropriato all&#8217;occasione;</p>
<p>- su come il collegamento con SL abbia sciolto la barriera ghiacciata che, solitamente, cala in un&#8217;aula quando -a fine intervento- si chiede se ci sono domande.</p>
<p>Ogni volta che ho ospitato all&#8217;interno dei miei corsi degli &#8220;estranei&#8221; (nel senso di non frequentatori della didattica) a parlare c&#8217;è sempre stato un momento (che nei casi fortunati è un momento, ma che nei casi disperati decreta la pausa caffè, dalla quale non tutti tornano) in cui ho visto apparire le immagini morettiane in cui si urlava &#8220;NO, IL DIBATTITO, NOOO!&#8221;</p>
<p>Bene, ieri il collegamento con Alberto ha risolto l&#8217;imbarazzo.<br />
Ed ha anche fatto di più, ha comunicato energia e voglia di fare.</p>
<p>La mia esperienza con gli studenti mi porta a dire che:<br />
se, da un lato è vero, che gli studenti di design hanno una fiducia nel futuro (che non deriva dalle reali possibilità lavorative, ma dal fatto che l&#8217;attitudine al progetto e la sua pratica portano inevitabilmente a immaginare la trasformazione del dato reale) maggiore rispetto a quella di altri studenti, è sempre pur vero che -spesso- desiderano &#8220;troppo&#8221; essere confortati nelle loro idee.</p>
<p>Dico queste cose perché ieri è venuta fuori una &#8220;timidezza&#8221; nel volersi/doversi confrontarsi con le esperienze di un mondo più adulto. </p>
<p>Ed è per la sua opposizione all&#8217;impaccio rispetto all&#8217;autonomia e alla validità delle idee (rispetto alla forza delle idee) che l&#8217;intervento di Alberto è stato GRANDE.<br />
grazie.</p>
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