“Qui dice che lei è stato decorato”
“Sissignore”
“E l’hanno trasferita in questo posto?”
“A dire il vero sono qui su mia richiesta…”
“E perché?”
“Volevo vedere la frontiera”
“Vuole vedere la frontiera??”
“Sissignore… prima che scompaia.” .
.
Al KublaiCamp di Roma, quest’anno, c’è stato un gruppo di ragazzi che ci ha parlato di sogni, e di frontiera, erano i ragazzi di Balla coi Cinghiali, un festival musicale gratuito a Bardineto, in provincia di Savona, nell’entroterra ligure.
Come l’anno scorso, conoscere kublaiani ha influenzato anche quest’anno le nostre vacanze (eravamo stati a Pisticci per LFF, dove quest’anno sono andati Marco e Walter) e ci siamo organizzati in gruppo per raggiungere il festival.
Il gruppo era eterogeneo e composto da kublaiani e non, milanesi ed emiliani, chi tornava dalle vacanze in Sardegna e chi da una settimana in Toscana, chi da due giorni nel mare ligure e chi direttamente da Ferrara.
Quattro tende, 15 persone, molti cellulari scarichi!
Potrebbero quindi esserci altrettanti racconti del festival, perché con molti non sono neanche riuscito a vedermi (Augusto, Giacomo e Simone).
Insieme ad Ottavia, di Film Voices, siamo arrivati al Festival venerdì pomeriggio, partendo da una costa che non prometteva niente di buono, le nuvole stabili sui primi rilievi mi facevano pensare ad un Bardineto arroccato tra i monti e percosso dalla tempesta.
Superate però le prime curve, e salendo di quota, scoprivamo un entroterra verde e soprattutto il sole, ed un paese veramente in festa, tantissimi ragazzi con tende e sacchi a pelo, un parcheggio pieno di Volskwagen d’epoca, con musica anni ’60, l’aria fresca della montagna, vecchiette alle finestre che sorridevano.
Robe strane, mancavano i folletti e gli animali parlanti.
Perso il passaggio degli asinelli (che aiutavano chi lo volesse a portare le tende fino all’area campeggio), ci siamo caricati tutto in spalla e ci siamo mossi verso l’area tende, dove abbiamo trovato Duccio e abbiamo installato il campo.
Poi via.
È tragico che debba raccontare io qualcosa del festival, quando il mio ultimo ricordo risale alle prime due bottiglie di vino bianco (rigorosamente DOC) che abbiamo preso come aperitivo, insieme a delle squisite panisse fritte (fatte di farina di ceci), in verità ricordo anche le 5 bottiglie di vino rosso (rigorosamente DOC) che abbiamo preso in seguito.
E devo dire che la serata è stata bellissima, tanta gente, musica divertente, persone che ridevano (e Piero che si era perso) siamo rimasti a ballare fino all’ultimo gruppo, che venerdì erano i Perturbazione, per poi ritirarci nelle tende.
Purtroppo il giorno dopo io e Ottavia siamo dovuti rientrare quindi, dopo un risveglio tipo Giardino dell’Eden (svegliarsi con quell’aria e con quel sole è stato veramente fantastico!) ed una colazione pantagruelica (pizza, brioche, pancetta e uova), abbiamo lasciato Bardineto.
Diverse le cose che mi hanno colpito del festival, e devo ammettere che non sono tutte positive.
La prima è il mix incredibile di età, sia nel pubblico, famiglie con bambini, signore anziane, ragazzetti, sia tra i volontari: si tratta di qualcosa che coinvolge tutto un paese ed è in grado di interessare tante tipologie di persone, magari per motivi diversi (il cibo, lo skate park, le bancarelle, le musiche).
La seconda è il rispetto: Duccio mi ha raccontato del discorso che Roberto ha fatto prima del concerto dei Motel Connection, sabato sera, e mi ha detto che ha spesso utilizzato questa parola, nessuno si è fatto male nonostante tutte le bevande fossero servite in bottiglie di vetro (ai concerti in genere le bottiglie sono ammesse solo se di plastica e senza tappo, che viene sequestrato), c’è un atteggiamento di fondo verso il festival e chi organizza, di interazione positiva e rispetto reciproco.
La terza è stato il grande numero di persone presenti (si parla di circa 60.000), che però ha sorpreso l’organizzazione, almeno per quanto riguarda il campeggio: i servizi igienici erano inservibili e sottodimensionati (sebbene fosse stato pagato un obolo per l’accesso all’area) ed il controllo abbastanza scarso (diversi cani giravano liberi).
Due, infine, le cose certe: la prima è che spero (magari partendo da questo report e dai racconti paralleli che possono nascere come commenti) che la discussione sul progetto all’interno del Ning si animi e che lo stesso possa crescere e migliorare, la seconda è che l’anno prossimo ci tornerò e per tre giorni interi esplorerò la frontiera, che non credo scomparirà presto!
.
P.S. resoconti più approfonditi sul Reti Glocali Camp realizzato all’interno di BCC li potete trovare sul blog di Enrico e di Reti Glocali
Inizia oggi il festival Balla coi Cinghiali a Bardineto di Savona in Liguria, che quest’anno ospiterà anche il Reti Glocali Camp organizzato da Enrico e Reti Glocali.
Per l’occasione stanno confluendo in Liguria anche il gruppo di Critical City (Augusto, Matteo e Duccio), Ottavia di Film Voices e moltialtrikublaiani che si sono conosciuti allo scorso Kublai Camp e avevano da tempo fissato questo appuntamento per rivedersi.
Ci hanno promesso un resoconto della tre giorni, lo aspettiamo con impazienza. Per ora in bocca al lupo e lunga vita ai cinghiali liguri!
Due anni fa Kublai era appena iniziato e un piccolo problema di salute mi aveva impedito di partecipare al nostro primo mini-tour del Mezzogiorno, che prevedeva una tappa al Lucania Film Festival e visite ad altri progetti poi raccontati nei video realizzati con Jokino (aka Giovanni di Kinovan). Al festival erano andati Alberto ed Antonella, che non mancarono poi di riportarci ricchi resoconti di viaggio. A me però era rimasto il rammarico dell’occasione mancata, e ogni volta che sentivo Max gli ripetevo che prima o poi ce l’avrei fatta ad andarci.
L’occasione si è finalmente presentata quest’anno, e un paio di settimane fa ho sentito Walter per organizzare: “Che ne dici se ti passo a trovare un paio di giorni e facciamo un salto assieme al Lucania Film Festival?”
Detto, fatto. In mezz’ora di chiacchierata in skype il viaggio era organizzato: prima tappa la festa del Salento Fun Park in piazza a Mesagne il 9 agosto, poi il 10 e l’11 si va a Pisticci.
E così è stato, in un paio di giorni a ritmi serratissimi abbiamo prima incontrato Titti, Omar, Giampaolo e tutti i ragazzi del Salento Fun Park il 9 sera, poi rotta verso casa di Walter e la mattina dopo giro in centro a Taranto con visita alla Villa Peripato (questo nome vi ricorda qualcosa? ) dove gli aristocratici tarantini insegnavano passeggiando come nell’omonima scuola ateniese di Aristotele. Dai giardini del Peripato siamo poi passati ai quartieri popolari più difficili del centro storico, sempre con Walter che mi faceva da Cicerone in trincea. Nel pomeriggio la partenza alla volta della Basilicata.
.
Passeggiando per i quartieri di Pisticci nei giorni del festival c’è la sensazione di un salto spazio-temporale: in pochi metri si passa da piccole strade vuote con casette basse bianche (le lammie), porte aperte con le tende, anziani che chiacchierano stando rigorosamente sulla propria sedia posizionata davanti casa, poi quasi all’improvviso, girato l’angolo, si arriva al rione Terravecchia, dove è tutto un fiorire di colori, tappeti rossi, strumenti musicali, ragazzi con accenti diversi, le immagini del cinema che la sera diventano ancora più magiche con lo sfondo della Chiesa Madre di Pisticci, la vallata coi calanchi sulla destra, le lampade della città vecchia, la folla che riempie le stradine del borgo fin su al castello.
I numeri raccontano di un festival in continua crescita: all’undicesima edizione, circa 10.000 presenze in 4 giorni, oltre 600 opere pervenute da tutto il mondo, una web tv che segue l’evento giorno per giorno in diretta, presente anche la traduzione in inglese per gli eventi principali, rapporti istituzionali sempre più solidi (dal 2006 Pisticci è “città del cortometraggio”), appena inaugurata anche la (più ambiziosa) sezione lungometraggi, sta diventando anche vetrina per realtà produttive del territorio, e ci sono altri progetti in cantiere legati alla riqualificazione urbana; la sensazione è di essere di fronte a un’organizzazione altamente professionale, ma composta pressoché totalmente da giovani del paese: “dev’essere così – ci hanno detto Max e Rocco – è il nostro lavoro, ma siamo ancora a metà dell’opera.” (qui un video-resoconto del festival)
La cosa che più colpisce di queste realtà – Mesagne, Taranto, Pisticci – è ancora una volta la determinazione di chi porta avanti progetti, giorno per giorno, contro tutte le difficoltà.
Mi piace chiudere questo diario di viaggio con le parole di Walter, che alla fine della proiezione di Basilicata Coast to Coast ha improvvisamente alzato la mano fra il pubblico di fianco a me per andare a fare un’ultima domanda a Rocco Papaleo, regista del film. Ecco la registrazione (scusate la qualità ma è ripresa dalla mia macchina fotografica):
I creativi interessati a realizzare prototipi delle loro idee a basso costo saranno contenti, soprattutto se abitano in Toscana: giovedì 14 abbiamo in programma il terzo e ultimo incontro del ciclo su Arduino. Siamo ospiti di Tecnotex, quindi – guidati come sempre da Costantino e Cristian – questa volta ci daremo alla moda intelligente: realizzeremo un prototipo di capo di abbigliamento dotato di un sensore di calore, e che trasmette informazioni sulla temperatura circostante via Internet, tramite un server di streaming. Tarato opportunamente, permetterà alle mamme italiane più tecnologiche di dare risposta alle domande veramente importanti, tipo “il bambino ha caldo?” o “il bambino ha freddo?”. Ci troviamo alle 10 di giovedì 15 luglio a Prato. Info (anche per le iscrizioni) qui.
Kublai e la Regione Toscana hanno aperto insieme un fronte importante: cercare di capire quale può essere il contributo dei creativi alla rigenerazione del made in Italy. La Toscana è un territorio di piccole imprese e distretti industriali, particolarmente adatto (interessato) a condurre questa riflessione. Dopo una serie di incontri preliminari a fine 2009, abbiamo deciso di sporcarci le mani, e abbiamo messo in piedi un ciclo di tre seminari su hacking fisico e prototipazione rapida (e low-cost).
Guidati dal designer Massimo Banzi – uno degli inventori di Arduino – e dal duo Costantino Bongiorno- Christian Maglie (già artefici della slot machine creativa che rappresenta Kublai alla mostra DesignOfTheOtherThings, ricordate?) costruiremo insieme prototipi per capire meglio come si può intervenire su prodotti e processi produttivi usando Arduino e materiali standard a costi molto bassi. Il percorso è aperto a tutti, non richiede nessun tipo di preparazione specifica, e comprende tre incontri:
29 giugno, dalle 10 alle 17, Pont-Tech, a Pontedera: introduzione ad Arduino e alla prototipazione rapida; interagire con il mondo fisico attraverso Arduino
5 luglio, dalle 10 alle 17, ancora a Pont-Tech: risolvere un problema di ingegnerizzazione. Proveremo a costruire un manufatto che svolge una funzione che riteniamo utile; per farlo, dovremo superare una serie di scogli.
15 luglio, dalle 10 alle 17, Next Technology Tecnotessile, a Prato: fare comunicare il mondo fisico con il mondo Internet. Realizzeremo un oggetto fisico che reagisce a flussi di dati che viaggiano su Internet (o che può interagire con il mondo fisico e trasformare quelle interazioni in flussi di dati). Probabilmente ci cimenteremo con l’abbigliamento: magliette con display che passano il feed del tuo account Twitter? Giacche da moto che informano chi sta dietro sulle condizioni del traffico in città? Vedremo.
Se siete intrigati ma credete che sia troppo difficile, datemi retta: non lo è. Io mi farò tutto il ciclo di seminari, e se ce la faccio io – che sono notoriamente un imbranato con la testa fra le nuvole – ce la fanno tutti. Per iscrivervi ai seminari compilate questa scheda e inviatela a Claudia Bernardi di Sviluppo Toscana, a disposizione anche per maggiori informazioni sull’organizzazione degli incontri. Se volete invece approfondire aspetti tecnici, mandate un messaggio a Costantino su Kublai. Speriamo di costruire cose belle e colorate come queste…
Martedì 25 alle 18.30 al Triennale Design Museum di Milano (mappa) inaugura la mostra DesignOfTheOtherThings. Ne avevo già parlato: la mostra vuole accendere un riflettore su dieci realtà che il curatore Stefano Maffei considera espressioni alte della cultura italiana del progetto, e una di queste è Kublai.
Il problema delle mostre è che devi esporre un oggetto fisico. Se tu sei uno che fa comodini, esponi un comodino. Ma se sei uno che fa progetti di impresa creativa cosa esponi? L’oggetto-che-rappresenta-Kublai è stato progettato e realizzato da un dream team di kublaiani (Fabio Asian Fornasari, direttore artistico; Augusto Pirovano e Matteo Uguzzoni, grafica e concept; Costantino Bongiorno e Cristian Maglie, interaction design; una pattuglia di progettisti kublaiani, video; e un piccolo aiuto da parte mia nel mettere in moto il processo, e di Nicola Salvi nel reperire la stampante giusta. Il lavoro è stato veramente di community, coordinato attraverso un gruppo su Kublai stesso. Il progetto c’è, ma non si capisce più chi è il progettista: è un soggetto collettivo, una mente alveare, un hive designer.
Il risultato è una slot machine della creatività, in cui i kublaiani danno voce e volto alla ricchezza dei loro progetti rispondendo alla domanda “come cambierai il mondo”? Gli ingredienti fondamentali: un mappamondo da toccare e girare, un tavolone con incassato un grande schermo, un Arduino e un barattolo di caffè vuoto (il vero tocco di genio). Una piccola stampante lascia ai visitatori le informazioni per mettersi in contatto, se lo desiderano, con i progettisti in mostra. A meno delle serigrafie e degli ultimi ritocchi estetici, il risultato si vede nel video qui sotto.
Noi all’inaugurazione ci saremo – e stiamo pensando anche a una Kublai Beer milanese – venite anche voi?
Non tutto Kublai avviene online. Ogni tanto prendiamo anche treni ed autobus (ed ahimè stavolta l’auto) per andare ad incontrare gente interessata a Kublai, o che non sa di esserlo solo perchè ancora non ci conosce. Domani 31 Marzo siamo stati invitati ad incontrare i giovani imprenditori della provincia di Ancona e perciò io e Nicola Salvi andremo a parlare alla loro assemblea annuale. Ci hanno trovato per caso online e sono rimasti colpiti dal nostro atteggimento ottimistico ed orientato al fare, che loro interpretano come risposta alla crisi. Proveremo a portarli anche un qarto d’ora su second life per cui chi riesce ad esserci intorno alle 18:30 ci troverà a Neokublai e potrà dire qualcosa ad una vasta platea di imprenditori veri.
Per ottimizzare i risultati del viaggetto, ho però pensato di aggiungergli un altra tappa. Ad Ancona c’è l’ISTAO, una storica scuola post-laurea che forma economisti ed imprenditori attenti alle esigenze anche sociali del proprio territorio. I riferimenti culturali sono Adriano Olivetti e l’economista dello sviluppo Giorgio Fuà, che l’ha diretta per anni, per cui siamo certi di incontrarci persone piene di passione e di creatività.
Se qalche kublaiano di zona vuole venirci a farci un saluto, si faccia avanti. E’ l’occasione per conoscersi all’ora dell’aperitivo.
Ci siamo. Kublai si muove molto on line, non amiamo consumare gomme e carburante ne perdere tempo con gli spostamenti da una parte all’altra dell’Italia. In questo caso però, siamo stati invitati a partecipare dagli amici di Terre, in particolare Giovanni Petrini che ringrazio, ad essere presenti durante Fa’ la cosa giusta, fiera dell’economia solidale che si terrà a Fiera Milano City dal 12 al 14 marzo.
L’abbiamo anticipato sul blog qualche settimana fa, invitando i progettisti kublaiani a venire in fiera per utilizzare il nostro stand come se fosse loro, per distribuire materiale e per fare presentazioni.
In tanti hanno risposto al nostro appello e qui anticipo quelli che saranno presenti (in ordine casuale):
- Film Voices : Un progetto per la realizzazione di audiodescrizioni di film per non vedenti e ipovedenti (tra l’altro vincitore del Kublai Award 2010)
- Pazienti.org : PatientOpinion è un sito inglese dove i pazienti possono valutare le terapie ricevute; il feedback viene poi recapitato ai medici per migliorare il servizio. Vorrei esportare questa idea in Italia per contribuire a migliorare la nostra sanità (Linnea Passaler )
- Fooda Cucina Sociale : FOODA Associazione per il Food Design, è un’organizzazione di progettisti, studiosi, comunicatori, aziende e istituzioni che promuove la cultura progettuale degli Atti Alimentari assolvendola a elemento culturale, economico e ambientale
- Balla coi cinghiali : L’iniziativa, che si svolge da sette anni, si propone di diffondere la cultura musicale e artistica, promovendo la visione della cultura a 360 gradi e senza barriere fra i generi con un festival ad impatto zero
- 2LifeCast : 2lifecast è un video broadcaster cross-media di contenuti ed eventi live creati dagli utenti
- Critical City : CriticalCity è un gioco di trasformazione urbana
- PortoQui: vuole mettere a sistema il turismo nautico con le aziende agricole presenti sul territorio offrendo ai diportisti un servizio avanzatao di gestione della cambusa e valorizzando l’offerta turistica locale
- Exploring democracy : Un’indagine sulle relazioni tra lo Spazio Pubblico e la Sfera Pubblica (intesa nelle sue manifestazioni più informali), ovvero, un’analisi dei rapporti di interazione sociale con lo spazio fisico urbano
- Equalway : è una cooperativa nata nel 2008 con l’obiettivo di realizzare un framework collaborativo a favore dei GAS e dei piccoli produttori che lavorano in ambito equosolidale, biologico e a tutela dei prodotti tipici e delle biodiversità
Ci vediamo li a partire da venerdi 12 al Padiglione 1 stand Progetto Kublai SI07
Il 12-13-14 marzo 2010, alla Fiera Milano City, si terrà la settima edizione di “Fa’ la cosa giusta“, fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.
Kublai è stato invitato a partecipare dai ragazzi di Terre ed avremo un piccolo stand che vorremmo dedicare ai progettisti che stanno lavorando sul ning. Volete venire? Siete i benvenuti. Noi ci mettiamo pc , proiettore e spazio, voi ci mettete i vostri contenuti progettuali.
Chi vuole partecipare, sia per presentare il suo progetto, sia per discutere del progetto, può scriverci
Nei prossimi giorni vi daremo aggiornamenti più dettagliati.
Due gli appuntamenti in agenda per i prossimi giorni, prendete nota e se siete nei paraggi venite a fare un salto, ogni incontro è anche un’occasione per conoscerci di persona o rivederci.
Il primo rivedrà in pista il team di Tempesta perfetta, conferenza sullo stato dell’industria musicale a 10 anni dalla rivoluzione di Napster, proposta a settembre in apertura del ciclo NonZero (qui un resoconto dell’evento) riscuotendo evidentemente un certo successo viste le diverse richieste che ci sono pervenute per riproporla. L’occasione questa volta sarà la partecipazione di Kublai al MEI, Meeting Etichette Indipendenti e Festival delle produzioni indipendenti italiane che si tiene ogni anno a Faenza.
Interverranno come relatori Alberto Cottica (Kublai, Modena City Ramblers, Fiamma Fumana), Francesco d’Amato (La Sapienza, Master MMCM), Gabriele Lunati (Liquida, Elioelestorietese.it, Rockol), Antonio Incorvaia (Blogosfere) e la new entryLuca Castelli (giornalista e scrittore fresco di pubblicazione del libro “La musica liberata“).
Giorno e orario: sabato prossimo 28 novembre alle 16.30 (l’incontro è nella Sala Stampa del MEI)
Se venite segnatevi agli eventi sul Ning e Facebook .
Il secondo è l’Aperitivo verde a tema “open innovation e green economy” previsto per martedì prossimo 1 dicembre a Milano (via Principe Amedeo 2-M3 Turati). Ore 19.30
Interverranno oltre ad Alberto per Kublai, Alberto Masetti-Zannini (The Hub Milano), Giovanni Petrini (Fa’ la cosa giusta!) e Filippo Solibello (Caterpillar), giurato kublaiano nella scorsa edizione dell’Award.
Anche qui vale l’invito a partecipare e segnarvi su Ning e Facebook
Kublai è un ambiente di progettazione pensato per i creativi e orientato allo sviluppo locale, promosso dal Laboratorio per le politiche di sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico.
Trovi qui tutte le informazioni per orientarti nelle nostre attività. Se hai domande, dubbi, proposte scrivici!
Usiamo molto Second Life come strumento per comunicare in modo sincrono e ritrovarci con la nostra comunità sparsa su tutto il territorio nazionale.
"Kublai - il porto dei creativi" in SL lo trovate qui.
Nuovi in Second Life? leggete
qui e contattateci, siamo a disposizione per darvi un primo breve corso all'utilizzo di SL e assistervi se avete problemi nell'utilizzarlo.