(intervista a Marco Manray, fotografo in Second Life, autore di una delle mostre in esposizione sull’isola di Kublai)
È una strana sensazione entrare nello studio di un artista e nella galleria dove espone i suoi lavori. Il posto dove mi trovo si chiama Overfoto, la galleria italiana di Napoli che, al terzo anno di vita, ha deciso per prima di avere una sede stabile in SL (inaugurata il 7 maggio scorso).
Il fatto che questo incontro avvenga, appunto, in Second Life ha relativamente a che vedere con la sensazione ipnotica di cui parlo. Le opere di Marco “Manray” Cadioli (qui sotto una delle foto in esposizione al Porto dei Creativi sull’isola di Kublai) sono le stesse che espone alle sue mostre in real life, infatti:
“A volte Second Life diventa il tema del dibattito di chi viene alle mie mostre: i pro e i contro, un po’ le solite cose…Ma spesso non è questo il soggetto del discorso, questi nuovi lavori possono essere “letti” anche da chi non vi è mai entrato. Comunque mi piace molto l’idea che con le foto si faccia entrare nei mondi virtuali chi non c’è mai entrato, come foto da un posto lontano” mi spiega Marco.
Quindi Second Life è una parte del tuo percorso di ricerca artistica in Rete…
MM: Nella mia ricerca c’è il seguire la nascita e lo sviluppo dei mondi virtuali. Ho cominciato a scattare foto in rete nel 2003, con il progetto Internet Landscape, scrivendo un manifesto sulla fotografia nella rete. Nel 2005 sono entrato nei giochi di guerra on line, e sempre come net reporter, sono entrato in SL all’inizio dello stesso anno. Su questa esperienza ho scritto un libro dal titolo “Io, reporter in Second Life”.
Non ho un background di studi artistici (sono laureato in fisica), però mi sono sempre occupato di arte in rete. Adesso insegno net-art e creatività on line: il mio lavoro qui è un’estensione della mia attività, sia come artista che come docente, è il campo di ricerca che sto esplorando.
Rispetto ad altre esperienze online precedenti cosa ti ha dato Second Life? Come vedi tutte le espressioni artistiche che si moltiplicano qui?
MM: In Second Life ci sono molte forme artistiche, è una scena internazionale con artisti davvero interessanti e agganci in certi casi al mondo dell’arte in real life. Non è che ti inventi artista in SL: hai un progetto e lo puoi realizzare, esattamente come in qualunque altra forma d’arte.
Hai rapporti di collaborazione o di conoscenza con artisti stranieri?
MM: L’isola di Odyssey è stato un punto di riferimento per me… poi Second Front, Gazira Babeli, Juria Yoshikawa, Eva e Franco Mattes che rifanno le performance storiche…Non abbiamo mai esposto assieme, ma ci sono molti scambi.
Hai una tua definizione di creatività?
MM: …beh, la creatività non è necessariamente arte, creatività è un atteggiamento, un modo di affrontare i problemi, le cose, trovare soluzioni non scontate, guardare una cosa e vederne un’altra.
La creatività è forse una componente, ma non il tutto. L’arte mi sa che è anche più complessa…