Nascita di una community

scritto da Alberto il 04-07-2008

Come ha scritto Giuseppe, mi arriva da Kublai una grande energia positiva. Si sta compiendo sotto i miei occhi un passaggio decisivo nella vita di una community: l’emergenza di un gruppo trainante, che ne condivide i valori e l’orientamento abbastanza profondamente da mettersi in gioco per essa.

Ci sono kublaiani che si prestano per discutere in profondità i progetti di altri kublaiani; organizzano incontri su temi specifici; propongono idee; elaborano materiali; caricano fotografie e video; partecipano a confronti e focus group; offrono assistenza e accoglienza ai nuovi arrivati; lavorano ad abbellire l’isola; soprattutto, raccontano Kublai ad altri, e spesso li motivano a parteciparvi. Tutto ciò avviene in modo spontaneo, e ognuno di loro si impegna nella cosa che sa fare meglio. Questa, signori, è internet al suo meglio: un social network che funziona, e si autorganizza.

Mi sembra giusto che riconosciamo il contributo insostituibile che queste persone stanno dando a Kublai, e che lo rendiamo visibile soprattutto a loro stesse. Questo nucleo attivo mi sembra così prezioso che mi viene voglia di delegargli pezzi di attività di Kublai; abbiamo anche creato i tag “Kublaian mentor” e “Kublaian staff” per l’eventualità.

Intanto grazie al nucleo dei Kublattivisti (Asian, Biagio, Castelpoggio, Criscia, Diomira, Isabella, Lorenza, Martha, Phil, Pico, Roberta, Simone, Valentina, Walter); grazie agli altri che stanno avvicinandosi (loro sanno chi sono). Davvero. Cercheremo di essere all’altezza della vostra fiducia e del vostro entusiasmo.



Call for projects: iniziamo a lavorare sui primi progetti

scritto da Alberto il 19-05-2008

Per come vanno le cose in Second Life, la presentazione di Kublai (qui sotto le slides) di ieri è stata un successo pieno. Per non sovraccaricare il server e mantenere un minimo di funzionalità alla SIM avevamo settato il numero massimo di partecipanti a 40 avatar: abbiamo rapidamente esaurito i posti (poi Giuseppe ha usato qualche trucco per fare entrare ancora un paio di persone). Sold out! In più stanno arrivando i media: solo ieri ho fatto due interviste, di cui una è qui.

A questo punto del percorso, Kublai mi sembra molto chiaro e lineare. Mi sembra anche “molto internet”, nel senso che il suo successo o fallimento dipende non solo da noi del gruppo di lavoro, ma - in modo determinante - dalle persone creative che stiamo incontrando. A noi tocca dare l’esempio, incoraggiare ed energizzare questa comunità nascente. Insomma, il successo di ieri sera pone un problema molto serio, che è quello di fare fruttare il piccolo capitale di fiducia che la community creativa di Kublai ci ha accordato

Oggi ci siamo riuniti al K2O, il quartier generale di Kublai al Porto dei creativi, e abbiamo deciso di agire subito, lanciando una call per i primi progetti creativi da fare crescere. In una prima fase non saranno più di tre. Vorremmo fare un “pilota” in cui personale del ministero di alto profilo partecipa a sessioni di brainstorming che servano a rafforzare le vostre idee in vista di una eventuale futura presentazione a finanziatori o clienti. Siamo sicuri che possa essere utile ai creativi confrontarsi con qualcuno che vede la cosa “dall’altro lato”, quello appunto delle politiche di sviluppo.

In cambio chiediamo due cose. Una: che queste sedute siano pubbliche. Si terranno nella nostra isola in Second Life, e gli altri Kublaiani vi saranno i benvenuti; i materiali che ne risultassero saranno pubblicati sul web, e resi accessibili dal Ning. Non credo che sia il caso di preoccuparsi che “vi copino l’idea”: se ci pensate bene, le vostre idee stanno in piedi solo perché ci siete voi a farle camminare. Quindi niente paura!

Due: che chi si sottopone a questo processo di “irrobustimento progettuale” si renda disponibile a dare a sua volta una mano a discutere il progetto di un altro creativo se questo si rendesse necessario. Si tratta, insomma, di cominciare a costituire un piccolo nucleo di Kublaiani di ferro, che ci siano vicini nel portare avanti questa esperienza. Allora, c’è qualche volontario?