Guida alla scrittura del progetto
.Il documento progettuale dovrà contenere, in forma “sintetica ma adeguata”, informazioni sui seguenti aspetti [il percorso logico ipotizzato – in corsivo fra parentesi quadre – non è obbligatorio, è ovviamente possibile trattarli anche contemporaneamente o in diverso ordine, se siete pronti per farlo e se risulta utile alla riflessione sul progetto]:
Nome del progetto:
Settore/tema creativo:
Nome del proponente/i:
Luogo:
[Contatti]
Cell.
Skype/IM
.
.
Breve presentazione (Elevator pitch)
Un buon progetto, se nasce veramente da un’idea forte, dovrebbe essere comunicabile efficacemente in 100/150 parole, o in una presentazione da 5 minuti e 10 slide; per dirla con un esempio usato di solito in questi casi, dovreste essere in grado di raccontare la vostra idea a un venture capitalist/finanziatore potenziale nel tempo che l’ascensore impiega a raggiungere il piano desiderato (elevator pitch)!
Dal blog di Kublai, sezione Come fare progetti
Descrivete brevemente il senso del vostro progetto ed i suoi aspetti essenziali (contesto di riferimento – territoriale, sociale, culturale..etc – obiettivi, attività da realizzare, risultati attesi) [riportando questa presentazione nel profilo del progetto sul Ning di Kublai].
.
.
.
..
Capitolo 1) Il cuore dell’idea (avete un fagiano per le mani?)
Questa è la prima parte da scrivere e discutere [dopo averla scritta, aprite una discussione apposita all’interno del vostro progetto sul Ning di Kublai, ed allegate/riportate il documento che avete redatto, anche se in bozza], per arrivare a definire:
.
§ 1.1 L’idea progettuale
Nel raccontare un progetto di sviluppo si deve avere la capacità di far immaginare al proprio interlocutore il cambiamento che l’attuazione del progetto produrrà nella realtà, ossia gli effetti che avrà sul territorio di riferimento. Per arrivare a questo è necessario che il progetto dimostri la conoscenza del territorio stesso e dei soggetti che lo abitano ed entreranno in relazione col progetto (con nomi, numeri, storie), la conoscenza delle sue tradizioni e delle sue linee di sviluppo, e la spiegazione di come il progetto sia anche espressione del territorio stesso, e non solo delle idee e volontà di uno o pochi singoli. Se il progetto si occupa di musica, o di cinema, inoltre, così come di qualsiasi settore della creatività, si deve sentire che i proponenti lo fanno con competenza e passione, e non per compiacere questo o quello sponsor, per seguire mode del momento o per ottenere finanziamenti pubblici.
Dal blog di Kublai
“Nella progettazione – ha sottolineato Alfredo/Dreofal Males in un incontro sul coaching al master MMCM della Sapienza a Roma – è utile distinguere obiettivi (primari e secondari) e strumenti: non è esclusa la possibilità di perseguire anche diversi obiettivi (anzi, è auspicabile l’incrocio di obiettivi “culturali” con altre priorità del territorio), ma devono essere tutti collegati e ‘tenersi’ a un’idea/obiettivo principale (core). E non si può fare ‘tutto’.” Anche se sono previste attività diverse, solo alcune ne rappresenteranno il cuore, in quanto funzionali agli obiettivi più importanti, al senso più profondo del progetto.
Tutto ciò per dire che in una sezione apposita, il progetto deve individuare, illustrare e sottolineare la sua idea centrale, che lega tutto il resto, e lo farà tipicamente affrontando le seguenti 5 questioni:
- Qual è l’elemento caratterizzante/idea centrale (e idee non-centrali/collegate/strumenti)
- Qual è il rapporto fra progetto e territorio (“non in un posto qualsiasi”): che relazione c’è fra il progetto e la cultura/le tradizioni/i luoghi… del territorio in cui viene proposto? e con le sue linee di sviluppo? Perché pensate ci sia bisogno/spazio per il vostro progetto nel mondo?
- A che pubblico/mercato si rivolge (aspetto decisivo): a quali e quante persone è indirizzato il vostro progetto? in che settore (creativo e competitivo) vi collocate e qual è il vostro target/mercato obiettivo? le vostre risposte si basano su studi/indagini?
- Quali sono gli obiettivi del progetto: per voi? (perché proprio voi volete/potete realizzarlo?) e in termini di sviluppo locale? (possibilmente misurabili)
- Perché l’intervento proposto è innovativo/nuovo/diverso (rispetto ad altri progetti ed esperienze)
Questi aspetti da toccare, a ben vedere, si riconducono ad uno: ossia a porre in relazione l’iniziativa ad un problema, ad una mancanza, ad un bisogno a cui risponde. Più quest’esigenza è vera e sentita, e le modalità per soddisfarla sono convincenti, più il progetto avrà la capacità di individuare e convincere qualcuno a sostenerlo, sia dal punto di vista finanziario (uno sponsor pubblico o privato, nel caso delle iniziative con maggior contenuto commerciale) ma non solo (altrettanto importanti possono essere altri tipi di sostegno: istituzionale, logistico, operativo, etc).
.
§ 1.2 Il piano delle attività
Nell’ultimo incontro si è evidenziato come l’entrare in una progettazione più di dettaglio/operativa e il raccontarla sia essenziale per comunicare la reale forza di un progetto, al di là delle spesso troppo generiche affermazioni di indirizzo “strategico” generale. La sfida è quindi quella di creare insieme un ambiente di progettazione che stimoli la nascita di idee forti per i progetti soprattutto a un livello di progettazione di dettaglio, concreta, operativa.
Dal blog di Kublai
Di solito, questo entrare negli aspetti pratici impone una rivisitazione di altri elementi del progetto, come gli obiettivi o la compagine che lo porta avanti. Dettagliare le attività spesso consente ai suoi ideatori anche di chiarirsi le idee su cosa veramente si sentono motivati a fare.
Elencate dunque le attività che prevedete di realizzare.
.
.
.
.
[Quando “il cuore della vostra idea” è (scritto, discusso e abbastanza) definito (anche se non definitivo), passate a scrivere il resto del vostro documento progettuale, e cioè a spiegare meglio “chi” [Cap.2] sostiene il vostro progetto ad oggi e “come” [Cap.3], aprendo discussioni relative sul Ning di Kublai (che potrebbero portarvi anche su questi aspetti nuove idee, competenze e relazioni, rafforzando la vostra proposta)]
.
.
.
Capitolo 2) Le persone (alleanze per lo sviluppo locale)
Perché le persone? Perché Kublai crede che:
- ogni progetto si regge sulle gambe delle persone determinate a realizzarlo nonostante tutte le difficoltà che inevitabilmente incontreranno;
- le relazioni sono ricchezza: sono generatrici di nuove idee e collaborazioni che rafforzano i progetti e ne fanno nascere di nuovi (facendoli uscire dall’autoreferenzialità dei contesti locali); inoltre, nei settori creativi i soggetti sono in genere molto piccoli e hanno quindi l’esigenza di concentrarsi sulle attività “core” del loro lavoro, creandosi una rete di relazioni esterne di persone con le quali collaborare per i rimanenti aspetti necessari alla realizzazione del progetto;
- i nodi delle relazioni sono le persone, non le organizzazioni e le istituzioni: quindi è importante definire le persone giuste con le quali instaurare relazioni, che portino valore al progetto;
– l’unione fa la forza (se si spinge nella stessa direzione): maggiori sono le alleanze che sostengono un progetto, maggiore è la possibilità che questo abbia un impatto sul territorio; è importante però che tutti gli alleati abbiano una direzione progettuale condivisa (anche se obiettivi personali non per forza coincidenti), in caso contrario meglio riconsiderare l’alleanza;
- il potere della rappresentanza: presentandosi come coalizione di soggetti, e non come singole persone, si è anche molto più forti nelle relazioni con istituzioni (fondamentali) e nelle eventuali richieste di sostegno al progetto;
- le persone sono le protagoniste delle mosse di Kublai (e in particolare della 1, 3, 5, 6, 7 e 8).
Premessa al secondo incontro del coaching pilota
Per tutti questi motivi è importante, all’interno del progetto, parlare delle persone che intendono sostenerlo, distinguendo i ruoli che svolgeranno, per la realizzazione delle attività. Definirli contribuisce alla credibilità della proposta, trasmettendo la sensazione che il progetto dispone del motore adeguato a farlo procedere.
Nel raccontare chi siete voi e chi potrebbe essere vostro alleato, è utile distinguere il gruppo di progetto dai suoi possibili sostenitori esterni e quindi descrivere:
- Chi siete ora e da dove venite (a)
- Un Mini-Atlante della creatività locale (b)
- Gli Alleati che avete e che vorreste avere (c)
NOTE
(a) Presentate il gruppo di lavoro del vostro progetto: chi sono i proponenti? Cosa sanno fare? Da quali esperienze vengono? Perché vogliono portare avanti questo progetto? Hanno tutte le competenze chiave necessarie? Indicate, per ogni persona, chi fa che cosa all’interno del progetto.
(b) Indicate i soggetti principali operanti nei settori della creatività locale più vicini al vostro progetto, segnalando fra parentesi la loro persona di contatto/referente.
(c) Elencate le persone per voi più importanti, esterne al vostro gruppo di lavoro, che sostengono o potrebbero/dovrebbero sostenere il vostro progetto per realizzarlo. Dite perché sono/potrebbero essere importanti (potrebbero portare lavoro, denaro, relazioni, competenze, contributi di altro tipo?), descrivendole brevemente con due righe ciascuna (possono essere ad esempio: membri di altre organizzazioni/società e progetti, rappresentanti delle istituzioni locali – sarebbe importante avere almeno un referente – , consulenti e liberi professionisti – commercialisti, avvocati, progettisti… – , comunicatori, portatori di competenze specifiche, etc. e naturalmente possono essere kublaiani:)
Riportate prima e separatamente coloro i quali già sostengono o sono intenzionati a sostenere il progetto; successivamente elencate le persone/risorse/competenze ancora mancanti.
.
.
.
.
Capitolo 3) Timeline e prospetto economico-finanziario (dove vi aspettate di essere a fine 2009?)
§ 3.1 La tempistica
Il fattore “tempo” (assieme allo “spazio”, già trattato all’interno dei Cap. 1 e 2) è cruciale nella realizzazione di un progetto. Avere una tempistica non vuol dire essere costretti a rispettarla per forza (anzi, i progetti tipicamente variano nel tempo in base agli accadimenti interni ed esterni), ma dimostrare di avere fatto i conti con alcuni elementi di realtà. Senza una descrizione abbastanza dettagliata delle sue attività collocate nel tempo, un progetto semplicemente (ancora) non esiste.
Definite la tempistica attesa delle attività progettuali.
.
§ 3.2 Il budget
“Per la sostenibilità di medio-lungo periodo è importante costruire e inventarsi una rete composita di entrate che renda l’attività non-dipendente (solo) da finanziamenti pubblici, spesso poco costanti e affidabili”.
Marco Magrassi (aka Kapok Brun)
DPS – gruppo coaching di Kublai
Il budget. Sulla sua importanza per valutare la realizzabilità di un progetto è superfluo dilungarsi. Vi chiediamo quindi di predisporre un budget per il primo anno di attività del vostro progetto (diciamo in generale a fine 2009, a meno che per il vostro caso specifico non sia più sensato un diverso orizzonte temporale). Anche qui, non si tratta di essere in grado di prevedere fino all’ultima lira, ma di mostrare di aver fatto i conti con i fabbisogni materiali associati a qualunque idea, per quanto straordinaria, vi sia venuta.
.
.
.
Allegati
Se lo ritenete opportuno, potete allegare al documento progettuale altri materiali integrativi rilevanti (multimediali, rassegne stampa, approfondimenti, etc.)
.
.
.
[NOTA REDAZIONALE: IL DOCUMENTO PROGETTUALE FINALE
Dopo aver discusso e definito tutti gli aspetti principali del vostro progetto, siete pronti per redigere una prima versione del documento progettuale completo.]
.
..
Ritorna all’Introduzione (dove si presenta il Community Staff)
Ritorna all’ABCDario del kublaiano

[...] 5 degli oltre 60 diversissimi progetti presenti sul Ning, o meglio dei 16 che hanno presentato un documento progettuale entro i termini, ha infatti significato discutere innanzitutto di criteri di [...]
Deformazione professionale: correggete “qual’è” con “qual è”:)
ops, fatto, grazie