• Mr ha pubblicato un commento nel gruppo Logo del Progetto di YouSoundYouSound il 24/7/2011

    nella mia esperienza il publishing funziona solo se (1) hai un catalogo infinito o (2) hai un canale commerciale privilegiato. Io, per dire, nonostante centinaia di migliaia di dischi venduti non ci ho mai fatto un euro.
     
    Nella categoria 1 ci sono solo le major, che messe insieme detengono il 90% di tutta la musica mai pubblicata. Per essere nello spot dell’auto o del deodorante, le tue tracce se la devono vedere con “Sitting at the dock of the bay” e indovina chi vince.
     
    Nella categoria 2 ci metto, per esempio, un’azienda americana con cui ho rapporti di lavoro e che lavora a stretto contatto con la Arizona FIlm Commission. L’idea è di dare pacchetti di servizi alle produzioni cinematografiche che girano in Arizona: il cliente (il regista, o quello che è) chiede ai miei amici, per esempio, una traccia che va bene per un giallo d’azione ambientato negli anni 70 e quelli si attivano, pescando nel loro catalogo o commissionando musica originale. Però lavorano solo con materiale pre-cleared dal punto di vista legale: tutta la mia musica o quasi è bloccata, perché tra gli aventi diritto ci sono major, che non fanno niente per promuoverti nel publishing ma se qualcuno gli chiede un pezzo gli sparano cifre irrealistiche e gli fanno perdere tempo. GIà solo per questo lascerei perdere qualunque rapporto con la SIAE: meglio modelli più flessibili, come Beatpick. Ma il cuore della faccenda sta che il publishing, ai miei amici, rende (quando rende) solo perché loro sono in team con la Arizona Film Commission, e l’Arizona è un buon posto per fare film. Tu ce l’hai un canale così? Una film commission, una grande agenzia pubblicitaria, una cosa così.