Il nome

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  • Iniziato da Alessandra Avatar di Alessandra

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      Alessandra
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      Il concetto di laboratorio mi piace ma mi sembra un po’ inflazionato… Mi piaceva l’idea del “seminare” ma non mi è venuto nessun nome. Non vorrei correre il rischio di sembrare quella che va a “portare” qualcosa, in realtà l’idea è quella di “tirare fuori” ciò che il luogo/le persone hanno da dirmi. Opinioni?

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    • tirare – attirare – condurre a sé – sedurre – fascino: MALìA
      BIBLIOMALìA

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    • può avere un’accezione negativa, per cui non sono certissima, però la suggestione che un libro possa incantare mi piace abbastanza.
      fammi sapere se ti piace.
      il dubbio è che la malìa porta con sé il concetto di inganno, di qualcosa di pericoloso.
      Accanto a ciò c’è anche l’aspetto legato all’innamoramento, per cui rafforzanto questa interpretazione con un pay-off, … bah! aspetto tue considerazioni.
      ciao, cate

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    • tempesta neuronica su di un altro fronte, più easy:
      BIBLIOTHèKE = BiblioTAKE

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    • questa seconda ipotesi se ha la pecca di usare l’inglese per storpiare il greco (ma non è questo che usualmente fanno gli anglosassoni?!) è sicuramente più ottimista di bibliomalìa; perché implica un’azione ed è anche un invito a prendere un libro.

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    • A me piacerebbe “Crossing Words” o “Crossing Books”.

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    • si, solo che il Book Crossing esiste e, oramai, sta ad indicare altro, c’è un progetto in Kublai, Bookerang, che è più vicino al concetto dello “scambio” di quanto non lo sia questo proposto da alessandra, che invece, mi sembra (ma sbagliare è sempre una tentazione dovuta alla fretta, alla presunzione e all’ignoranza) più orientato alla presenza dei libri che non al loro movimento.
      Anch’io suggerendo l’ipotesi dei luoghi di transito, forse, ho confuso le acque.

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    • Può essere qualcosa, allora che suggerisca un luogo ameno e tranquillo, un nome come quello di quelle cittadelline borghesotte dei telefilmini americani, alla “Star’s Hollow”.
      Allora potrebbe fare “Corner’s Book”, o “Home Page”. A voi la parola.

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      Alessandra
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      Bibliomalìa mi piace più delle opzioni in inglese. Sì, in effetti l’idea dello scambio è solo una parte dell’idea: il punto bookcrossing si presta solo ad alcune situazioni, quello che invece vorrei fare è cercare soluzioni per ambienti anche molto diversi fra loro, e fare in modo che il punto informativo allestito sia “scalabile” nel tempo. Per questo il laboratorio dove si assembla un prototipo, o ancor più il seme che cresce a seconda della terra in cui è piantato, mi sembravano vicini all’idea. Ma forse non riuscirò a dare un nome veramente significativo se prima non chiarisco il concetto a cui si riferisce…

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