• Nicola ha pubblicato un commento nel gruppo Logo del Progetto di Eco CardEco Card il 8/10/2010

    E’ vero andrea, forse occorre una analisi per capire se ci sono già circuiti “verdi” da cui partire per proporre l’idea…

  • Andrea ha pubblicato un commento nel gruppo Logo del Progetto di Eco CardEco Card il 8/10/2010

    Ciao Nicola!
    l’autodichiarazione è l’unica via, seguita da possibili controlli a campione ed esclusione dal circuito; i produttori dovrebbero essere stimolati dalla maggiore appetibiliotà del loro prodotto conferita dalla presenza dei punti.. ci si rivolge in ogni caso a prodotti di qualità, ad aziende che probabilmente hanno già una politica di rispetto ambientale e che potrebbero quindi renderla un vantaggio competitivo monetizzabile.

  • Nicola ha pubblicato un commento nel gruppo Logo del Progetto di Eco CardEco Card il 8/10/2010

    Ciao Andrea A.
    in effetti non mi sembra che ci siano metodi più opportuni che la misura della Co2 prodotta.

    Il calcolo è complesso, ma a parte questo, quando viene fatto nella filiera?
    Per leggere il valore alla cassa di un supermercato, deve essere scritto nel codice a barre del prodotto, quindi sembra (lasciando tutto invariato nell’attuale filiera) che debbano essere i produttori ad inserire questi valori.
    Ma saranno disposti ad autodichiararsi?

    Forse Coop potrebbe essere interessata ad un discorso del genere sui propri prodotti.

    il problema del calcolo si risolve a monte inquesto caso. Quindi anche se complesso, si risolve.

  • Andrea ha pubblicato un commento nel gruppo Logo del Progetto di Eco CardEco Card il 8/10/2010

    Ciao a tutti! Vedo che vi state dando da fare spulciando il progetto, chiaramente ne sono molto lieto!! Vorrei solo aggiungere il mio punto di vista, nel bene o nel male “schiacciato” sul prodotto.. la mia opinione è che in fase di avvio non si possa che valutare i prodotti e le loro performance relative (valutate all’interno della classe merceologica) ed assolute (quantità di punti massimi assegnabili al migliore di ogni categoria, dipendente dall’entità assoluta di impronta) sulla base della sola emissione di CO2. Si tratta dell’unico valore ad oggi misurabile in maniera rapida e condivisa. Quanto al futuro, sto studiando il progetto ReCiPe (http://lcia-recipe.net/), il sistema di calcolo è molto complesso ma spero si possa generare un modello applicabile su larga scala.. si tratterebbe di un approccio più corretto. Qual’è la vostra opinione in merito al sistema di calcolo punti? Pensate sia troppo complesso?

  • Andrea ha pubblicato un commento nel gruppo Logo del Progetto di Eco CardEco Card il 7/10/2010

    Ciao Luca, più che a Lottomatica io pensavo a Visa o Mastercard, e sto cercando di contattarle. Perché hanno un circuito capillare e, soprattutto, diffuso nella Grande Distribuzione Organizzata che sarebbe il mio punto di partenza. Fatico a capire come propormi a simili imprese così grandi, se qualcuno ha idee… lo ringrazio!
    Riguardo allo sviluppo del software, ahimè, per ora non ci arriviamo. Io sto cercando di imparare qualcosa di marketing e economia, Andrea di Life Cycle Assessment, ci manca un tecnico informatico.

  • Luca ha pubblicato un commento nel gruppo Logo del Progetto di Eco CardEco Card il 7/10/2010

    Ciao Andrea: le sai tutte!!
    Ho visitato il sito e’ ho trovato argomenti da “macinare” e mescolare alla
    farina che hai gia’ in cascina. Il pensiero che mi e’ venuto e’ che
    appoggiarsi ad una rete gia’ esistente non crea nuovo consumo di risorse ed inquinamento, perche’ comunque vai ad utilizzare una banda sufficientemente larga ed abbondantemente testata, diffusa capillarmente sul territorio nazionale
    e garantita. Parlo delle decina di migliaia di punti vendita che utilizzano POS
    sulla rete di Lottomatica come avevo gia’ citato piu’ sotto. I dati relativi ai punti raccolti dalla rete ed opportunamente formattati vengono inviati ad un terminale di raccolta ed amministrazione che contiene tutte le associazioni Ecocard-proprietario-punti etc etc e le nuove iscrizioni raccolte rigorosamente via web: un pc portatile ad esempio, connesso ed abilitato a tale rete secondo un preciso accordo con il Gestore. E’ chiaro che ci sono degli sviluppi software ad hoc da preparare, ma a regime sarebbe un’attivita’ per 3 o 4 persone al massimo, quanti siete voi appunto in questo momento. Forse sto viaggiando troppo con la fantasia, ma dimmi come stai pensando a questo aspetto.

    Grazie ed a piu’ tardi

    LMF

  • Andrea ha pubblicato un commento nel gruppo Logo del Progetto di Eco CardEco Card il 6/10/2010

    Grazie Luca! E’ da un po’ che lavoro al progetto, e quindi accumulo informazione. Ma mi rendo conto che c’è molto da sapere, e dati che non si trovano in giro sono vitali…
    Un bel sito, da tenere d’occhio, è questo:
    http://www.ghgprotocol.org/about-ghgp
    Potrebbe essere utile per gli standard.
    Riguardo a Lottomatica, qualunque informazione di cui potresti disporre è più che ben accetta, per capire a che punto sia oggi la tecnologia!
    Ciao

  • Luca ha pubblicato un commento nel gruppo Logo del Progetto di Eco CardEco Card il 6/10/2010

    Ciao a tutti, beh che dire di te Andrea: complimenti!!
    La tua preparazione e’ veramente sorprendente.

    Per quanto riguarda le reti in Italia siamo fortunati perche’ abbiamo un’ottima copertura: basta vedere che tu oggi puoi ricaricare e pagare un po’ dappertutto,
    maturare crediti a punti anche dai benzinai ed avere sconti.
    Se si tratta di approfondire, e’ possibile vedere ad esempio la Lottomatica e tutto quello che si puo’ allacciare alla sua rete.

    Grazie ed a piu’ tardi

    Luca

  • Andrea ha pubblicato un commento nel gruppo Logo del Progetto di Eco CardEco Card il 5/10/2010

    Ciao Nicola,
    la mia idea è di imitare iniziative già esistenti riguardo al calcolo dell’impronta ecologica; ho trovato un sito che dà tutti gli estremi utili a riguardo:
    http://www.raisio.com/www/page/Ecology_CO_label
    Riassumendo, ci sono due standard, ISO 14040 e 14044 che regolano la Life Cycle Assessment che al suo interno contiene la carbon footprint.
    Esistono già strumenti che calcolano la carbon footprint, come su questo sito:
    http://www.carbontrust.co.uk/cut-carbon-reduce-costs/calculate/pages/default.aspx
    Su wikipedia scrivono a questa pagina che verrà sviluppato un software open source: http://en.wikipedia.org/wiki/Open_Carbon_World
    In effetti l’idea dell’Eco Card di puntare sulla CO2 è soprattutto di natura pratica: vogliamo partire con qualcosa di noto e calcolabile. In futuro si potrebbe estendere il sistema ad altri fattori: materiali inquinanti, altre esternalità negative.
    Riguardo alla tua seconda domanda, se mi chiedi tecnicamente come avvenga la ricarica, nel senso, che standard di comunicazione esista tra la carta e i pos, non ne ho idea! A dare l’informazione sui punti dovrebbe essere il codice a barre, il sistema ecocard e il supermercato condividono un database comune che lega punti e prodotti. Non penso sia troppo complesso, soprattutto per le carte dotate di chip, memorizzare i punti. A titolo di possibilità, ecco l’esempio del circuito Nectar caricato su carta di credito:
    http://www.monetadiplastica.com/1892/cose-genius-card-nectar/
    @ Luca: grazie del link, conosco l’esperimento perché ho vissuto in Francia e ho comprato i prodotti da Casino (ho un’etichetta ricordo a casa!).

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