• Marco ha pubblicato un commento nel gruppo Logo del Progetto di Pro Civibus. Protezione Civile Partecipata.Pro Civibus. Protezione Civile Partecipata. il 7/12/2009

    Giuseppe Zamberletti dopo il terremoto di L’Aquila:
    «In Italia manca la cultura della prevenzione», L’Ingegnere Italiano n.348, Giugno 2009

    Domanda Intervistatore: Lei ha spesso denunciato il fatto che in Italia manca la cultura della prevenzione, anche e soprattutto di eventi di tale gravità (Riferimento al sisma dell’Abruzzo): è ancora così?

    Risposta Dott. Zamberletti: Purtroppo sì. La cultura della prevenzione va ulteriormente sviluppata. Le faccio un esempio davvero illuminante: nel 1984 un piccolo terremoto colpì il Molise, per fortuna senza particolare danni a cose e persone. Mi ricordo che ideammo una legge per la ricostruzione con mutui a tasso zero per chi introduceva nel progetto le misure antisismiche anche se non aveva avuto l’abitazione danneggiata. Sa quante persone fecero ricorso a tale agevolazione? Nessuno. Ecco cosa vuol dire in Italia prevenzione zero…”

  • Marco ha pubblicato un commento nel gruppo Logo del Progetto di Pro Civibus. Protezione Civile Partecipata.Pro Civibus. Protezione Civile Partecipata. il 7/12/2009

    Sandro Pertini dopo il terremoto in Irpinia:
    « Non vi sono stati i soccorsi immediati che avrebbero dovuto esserci. Ancora dalle macerie si levavano gemiti, grida di disperazione di sepolti vivi », edizione straordinaria Tg2, 27 novembre 1980.

    Al di là del patrimonio edilizio, già fatiscente e datato a causa dei terremoti del 1930 e 1962, un altro elemento che aggrava gli effetti della scossa è il ritardo dei soccorsi. I motivi principali sono due: la difficoltà di accesso dei mezzi di soccorso nelle zone dell’entroterra, dovuta al cattivo stato della maggior parte delle infrastrutture, e la mancanza di un’organizzazione come la Protezione Civile che fosse capace di coordinare risorse e mezzi in maniera tempestiva e ottimale. Il primo a far presente questa grave mancanza è il presidente della Repubblica Sandro Pertini. Il 25 novembre, nonostante il parere contrario del presidente del Consiglio Forlani e altri ministri e consiglieri, il capo dello Stato si reca in elicottero sui luoghi della tragedia, ritrovando l’allora Ministro degli Esteri e potentino Emilio Colombo. Di ritorno dall’Irpinia, in un discorso in tv rivolto agli italiani, denuncia con forza il ritardo e le inadempienze dei soccorsi che arriveranno in tutte le zone colpite solo dopo cinque giorni. Le dure parole del presidente della Repubblica causano l’immediata rimozione del prefetto di Avellino Attilio Lobefalo, e le dimissioni dell’allora Ministro dell’Interno Virginio Rognoni