Il secondo incontro del coaching pilota di mercoledì ci ha dato la possibilità di sperimentare una modalità di discussione con tempi più lunghi di quelli della volta precedente, oltre che di scambiarci opinioni - prima e dopo l’incontro - sul suo andamento e sulle possibili modifiche da apportare. Cerco di fare qui un punto della situazione (anche sulla base di queste premesse e queste prime considerazioni), chiedendo a voi come al solito di integrare e commentare, così da poter capire e studiare insieme il modo più efficace di procedere:
ASPETTI GENERALI:
Progetti selezionati: in generale è stato possibile vedere come anche persone e progetti non abituati all’uso di Second Life (Radicazioni e Navarra/Festival del Mare) hanno acquisito velocemente la capacità di partecipare a incontri di progettazione inworld (nessun problema “tecnico” particolare già al primo incontro); d’altra parte è evidente come la maggiore partecipazione alla vita della community porti ad avere una rete di relazioni maggiore che poi si traduce velocemente in nascita di nuove alleanze e collaborazioni sui progetti (molto più numerose quelle già attivate da Pico/Caffè Galante e Lorenza/Cunto); è inoltre evidente come questa minore partecipazione alla vita quotidiana della community determini anche un aumento dei tempi di risposta alle sue sollecitazioni (commenti sul forum, preparazione di materiali per gli incontri, etc.);
Partecipazione dei kublaiani al coaching: sia in Second Life che sul Ning appare abbastanza elevata (20/25 partecipanti per ogni incontro di progettazione inworld), sopratutto nella cosiddetta “prima fascia” di quelli più motivati (fra questi si sta distinguendo in particolare Walter per attivismo, idee e partecipazione in modo trasversale alla discussione di tutti i progetti): oltre a dare contributi importanti alla discussione, è da rimarcare come si siano attivate da subito vere e proprie alleanze e collaborazioni sui progetti, che stanno determinando una veloce crescita e rafforzamento degli stessi (soprattutto nei casi di Cunto e Caffè Galante);
Attivazione del processo di progettazione: vedere esempi concreti di progetti e di come questi possono essere “rafforzai” attraverso la progettazione partecipata all’interno della community sembra aver influenzato positivamente altri kublaiani, diversi dei quali hanno iniziato a proporre progetti da subito, mentre molti altri ci hanno detto di voler presentare i propri dopo l’estate; in generale quindi sembra che il vedere in atto il processo di progettazione abbia fatto superare iniziali dubbi o incertezze relative alle modalità di funzionamento del coaching “aperto” in ambiente Kublai, e forse fatto capire meglio le dinamiche relazionali che si possono attivare all’interno della community (invitando ad esempio, direttamente o indirettamente, altri kublaiani a partecipare alla progettazione) facendo ragionare per analogia e attivando nuove collaborazioni fra i partecipanti;
Caccia al fagiano: incontro dopo incontro diventa sempre più ricorrente l’uso della metafora del fagiano per indicare la forza dell’idea progettuale; nell’ultimo incontro si è evidenziato anche come l’entrare in una progettazione più di dettaglio/operativa e il raccontarla sia essenziale per comunicare la reale forza di un progetto, al di là delle spesso troppo generiche affermazioni di indirizzo “strategico” generale. Si è fatto l’esempio in questo senso di una possibile/ipotizzata collaborazione della Sun Microsystem al progetto del Caffè Galante, che se confermata darebbe sicuramente molto valore alla proposta progettuale… e di conseguenza possibilità in termini di sostegno di altri soggetti all’iniziativa (”per avere i soldi ci vuole il fagiano”, come ha detto Kapok/Marco M. durante l’incontro); la sfida è quindi quella di creare insieme un ambiente di progettazione che stimoli la nascita di idee forti per i progetti soprattutto a un livello di progettazione di dettaglio, concreta, operativa (ci vuole un piano dettagliato, anche se non quinquiennale come quelli di cui parlava Giovanni Lindo Ferretti per i CCCP, ma un piano serve per dare concretezza all’agire, e di conseguenza forza al progetto… diceva Mr/Alberto);
INCONTRI SINCRONI IN SECOND LIFE:
Ambiente di progettazione: la metafora del “tavolo di progettazione” (orizzontale) è sembrata un po’ a tutti funzionare, quindi modifiche e miglioramenti sono possibili e previsti in futuro (alcuni ci hanno detto di non vedere il tavolo!), ma tenendo questo modello come base;
Modalità di discussione: la discussione a più casi nel corso dello stesso incontro ha funzionato (generando anche nuove idee e collaborazioni fra i progetti presenti, come ad esempio nel caso di Cunto e Radicazioni), meglio però non aumentare troppo il numero di casi in discussione (massimo 3?) o i tempi risultano troppo sacrificati e le riunioni troppo lunghe (anche se un primo incontro con molti casi aiuta a riunire persone, fare “momentum”, fare incontrare persone e progetti, e innescare le dinamiche di cui si diceva sopra); problematiche diverse saranno poi da affrontare nel caso di un numero molto elevato di progetti da discutere inworld, Walter ha già fatto qualche proposta nei commenti qui, proponendo il modello dell’Open Space Technology… (seguiranno valutazioni più approfondite su queste possibilità);
Tempistica: anche la struttura di presentazione in 5 minuti iniziali di introduzione da parte del proponente e poi discussione aperta ha funzionato piuttosto bene; dal punto di vista delle scadenze temporali degli incontri invece la scadenza settimanale è apparsa troppo ravvicinata (Radicazioni e Festival del Mare non sono riusciti ad esempio a prepararsi adeguatamente per il secondo incontro e abbiamo deciso insieme di rinviare la loro presentazione), meglio prevedere una scadenza degli incontri sincroni in second life ogni due settimane, intervallati da una settimana dove si lascia spazio alle riflessioni su blog e Ning e alla preparazione dei materiali per l’incontro successivo;
Coordinatore (piccola nota utile in futuro in caso di più tavoli di progettazione): ne abbiamo discusso fra noi e abbiamo concordato sull’opportunità che il coordinatore degli interventi sia una persona che conosce i progetti e sia in un qualche modo responsabile dell’andamento dei lavori del tavolo (e abbia seguito ad esempio la preparazione dei materiali previsti in presentazione durante la serata);
Interventi dello staff coaching di Kublai (in particolare dei “ministeriali” esperti di sviluppo locale): il maggiore tempo a disposizioni nel secondo incontro per la discussione dei due casi presentati ha permesso un contributo maggiore anche da parte loro (che non è possibile ipotizzare all’inizio degli incontri, perchè spesso è necessario che la discussione fornisca maggiori elementi per conoscere i progetti, prima di cercare di fare valutazioni complessive e meditate…); ulteriori interventi mirati sono stati postati nelle discussioni sui progetti del Ning, probabilmente lo strumento più adatto per una progettazione che necessariamente si sviluppa in modo asicrono e tempi lunghi, man mano acquisendo elementi e nuove idee, oltre che per l’importanza di lasciare traccia degli interventi e contributi;
ATTIVITA’ (ASINCRONE) SU NING E BLOG
Progetti (e kublaiani) partecipanti al coaching pilota: (vedi sopra)
Coaching di altri progetti di sviluppo (o potenzialmente tali) presentati sul Ning: nella sezione progetti del Ning sono ora presenti altri 8 progetti, alcuni di questi sono stati pensati come progetti di sviluppo (ad es. Cross-Med), altri invece lo sono diventati incontrando Kublai (ad es. Frame). Kublai in molti di questi casi è utilizzato come ambiente per fare brainstorming di idee progettuali, oltre che per cercare alleanze e rafforzare di progetti già esistenti;
Progetti senza obiettivi di sviluppo locale sul Ning: ci sono però anche progetti che non hanno (almeno non ancora) un radicamento territoriale e degli obiettivi di sviluppo (ad es. Bookerang). Questi progetti si potrebbero però legare ad altri che invece hanno finalità di sviluppo, e la veloce evoluzione che stanno avendo i progetti una volta entrati in contatto con l’ambiente di Kublai sconsiglia ipotesi di filtro “a monte” delle idee progettuali. E’ però da capire meglio, strada facendo, il ruolo di Kublai per loro e il loro ruolo all’interno di Kublai.
Voi che ne pensate di tutti questi aspetti? Vi trovate d’accordo?
Noi ne discuteremo martedì a Roma, sperando di essere ancora lucidi dopo la Kublai Beer di lunedì…
La cultura che gira intorno…alle città! Su tafter c’è un’interessante riflessione su come le città siano luoghi di trasformazione, ma non l’unica risorsa di un territorio vario e articolato come l’Italia:
“Se quest’interpretazione risponde al vero, la sfida consiste nel decentrare la capacità trasformativa verso quelle aree periferiche che posseggono qualche genere di risorsa. La pratica dell’organizzazione culturale mette in luce che la principale ricchezza di cui una comunità può avvalersi quando intende dedicarsi ad attività culturali è quella di uno spazio adeguato: una piazza, un teatro o un parco, fino alle fabbrica dismesse ed eredità architettoniche prive di una funzione specifica, possono rivelarsi location capaci di ospitare performance differenti e, addirittura, costituire un valore aggiunto.”
Altro esempio è Visioni Urbane, promosso dalla Regione Basilicata e dal Dipartimento di politiche per lo sviluppo (quest’ultimo promuove anche Kublai). Qui e qui ci sono le proposte - fatte dalla community di creativi lucani - degli edifici da destinare a spazi laboratorio per la creatività.
Lavorare sul territorio, collegando persone, recuperando spazi e reiventandone di nuovi, è quello che vogliamo fare anche noi di Kublai. Cominceremo con i primi progetti del coaching pilota ma già altre idee si affollano, vengono esposte e avviano conversazioni.
Firenze Immag-in-aria. Sul blog di EmmeBi leggo della mostra Firenze Immag-in-aria, dove gli studenti del corso di Grafica della facoltà di Architettura dell´Università di Firenze hanno guardato la città con occhi diversi e l’hanno fatta vedere al pubblico, con suggestioni artistiche, pop o futuristiche e…ehm, persino astronavi aliene! Questa in alto è una delle foto della mostra, le altre sono qui.
Ecco come abbiamo pensato di impostare i lavori del “tavolo di progettazione” che domani sera (ore 21) allestiremo a Kublai per il primo incontro del coaching pilota.
Per quanto riguarda la discussione dei singoli progetti, abbiamo pensato di chiedere ai proponenti di preparare 4 slide integrative che approfondiscano questi 4 aspetti del loro progetto:
1) Elemento caratterizzante/idea centrale (e idee non-centrali/collegate/strumenti): se n’è parlato qui e qui
2) Progetto e territorio (“non in un posto qualsiasi”): che relazione c’è fra il progetto e la cultura/le tradizioni/la popolazioni/i luoghi… del territorio in cui viene situato? e che relazione con le sue linee di sviluppo?
3) Obiettivi del progetto (“è sviluppo locale perchè…”): possibilmente misurabili
4) E’ innovativo/nuovo/diverso perchè (rispetto ad altri progetti ed esperienze)
La discussione di ogni caso sarà strutturata in 5 minuti di presentazione iniziale per raccontare il progetto attraverso i 4 punti delle slide, e 25 minuti di discussione aperta.
Vi aspettiamo domani sera al porto dei creativi di Kublai in Second Life dunque (istruzioni per arrivarci qui) …
… e per chi avesse bisogno di una introduzione all’uso di SL vi ricordiamo l’incontro di stasera, e cioè il “corso estivo per avatar appena nati” in collaborazione con UnAcademy e LucaniaLab e a cura della nostra insostituibile Velas Lunasea, coadiuvata dall’altra nostra colonna del gruppo second life, Mae Jun
Una settimana fa Alberto definiva così il coaching: “un processo attraverso il quale le idee dei creativi della rete vengono temprate, rafforzate, ottimizzate, e diventano progetti: da sogni nel cassetto a piani d’azione realizzabili”.
Per trovare il modo migliore di realizzarlo è stato indispensabile confrontarci con voi e ora, dopo aver selezionato i primi progetti, siamo pronti a partire con il pilota di questa avventura – non prima di aver ringraziato di cuore Criscia, che si è presa l’incarico di coordinare le nostre esigenze per trovare le date ottimali per i partecipanti!
Il coaching pilota, lo ricordo (e potete leggerlo nel documento pubblicato), è però aperto a tutti, non solo a chi ha proposto i progetti selezionati: siamo convinti che possiate dare un contributo prezioso con suggerimenti e idee. Insomma, abbiamo “svuotato i cassetti” e ora si va!
Naturalmente ci si vede al salottino del Porto dei Creativi, come al solito. Ricordate di confermare la vostra presenza nelle apposite pagine sul ning (i link sono qui sopra).
Se volete partecipare ma non avete un avatar per entrare in Second Life leggete qui o scrivete! Vi aspettiamo!!
A partire dalla prossima settimana un gruppo misto creativi/esperti di sviluppo locale del DPS (Dipartimento di politiche per lo sviluppo) del Ministero dello sviluppo economico lavorerà su quattro idee proposte da membri della community di Kublai. Mi sembra un buon momento per lasciare un messaggio di congratulazioni (e un augurio di buon lavoro, visto che ci sarà da lavorare) ai proponenti. I progetti selezionati sono:
Li discuteremo in due riunioni al Porto di Second Life, che saranno aperte a tutta la comunità e a cui ci auguriamo che vogliate partecipare in molti (le sta organizzando Criscia, che a breve ci farà sapere date e orari). Qui sotto trovate un documento di due pagine (anche scaricabile) che spiega cosa succederà esattamente durante l’attività pilota di coaching.
Se dovessi dire qual’è il cuore dell’attività di Kublai, probabilmente direi “il coaching”. Con questa parola intendiamo un processo attraverso il quale le idee dei creativi della rete vengono temprate, rafforzate, ottimizzate, e diventano progetti: da sogni nel cassetto a piani d’azione realizzabili. Come sapete, l’attività di coaching ad ampio raggio inizierà a ottobre: già da luglio faremo un coaching pilota su un piccolo numero di progetti.
Oggi abbiamo tenuto una riunione sul coaching alla presenza dello steering group di Kublai (Anna Natali; Tito Bianchi/Aglio Feld; Marco Magrassi/Kapok Brun). Ci siamo trovati d’accordo su alcune cose:
Kublai può essere pensato come una scuola di progettazione. Mette al centro dei processi di sviluppo locale non i beni - nemmeno quelli culturali o ambientali - ma le persone
l’attività di coaching deve essere a più voci. Non un unico tutor per ciascun progetto, ma più persone a discuterlo
tra i coach di un progetto possono esservi anche creativi “esperti” che fanno parte della rete di Kublai. Il confronto tra progettisti è molto utile.
gli uomini e le donne del DPS, tuttavia, devono mantenere una presenza forte in tutti i gruppi di coaching. E’ altrettanto utile il confronto tra progettisti e uomini delle istituzioni
l’attività di coaching deve essere aperta a chiunque ne faccia richiesta. Se la rete crescerà molto, questo potrebbe essere problematico!
l’attività di coaching si arresta quando il progetto è scritto: nella fase di realizzazione i proponenti non potranno contare su Kublai (il che non vuol dire che non ci si possa parlare, ovviamente). Questo consiglia di porre da subito il problema della ricerca di alleati sul territorio nel quale il progetto dovrebbe essere realizzato
A breve posteremo sul blog un documento sulle modalità e i tempi dell’attività di coaching pilota.
Come abbiamo scritto altrove, il lavoro sistematico per trasformare le idee creative in progetti di sviluppo comincerà a ottobre. Già da giugno vogliamo cominciare a discutere di un numero piccolo di idee che servano da pilota. Vogliamo fare subito anche un’altra cosa, che è mettere a punto alcune idee su come discutere di idee per trasformarle in progetti.
Abbiamo pensato di organizzare per la prossima settimana un focus group su “quello che serve per passare dall’idea al progetto”, e di aprirlo ad alcuni membri della nostra community: abbiamo bisogno del vostro punto di vista per offrire un servizio migliore. Chi vorrà partecipare a questa prima fase - proponendo una propria idea su cui iniziare a lavorare da subito o partecipando al focus group - passi da questa discussione sul forum del Ning: avrà tutta la nostra gratitudine.
Giovedì siamo stati ospiti del corso che Alberto tiene al master della Sapienza di Roma in Management Marketing e Comunicazione della Musica. I ragazzi hanno presentato i loro progetti musicali e la classe, assieme a noi del futuro gruppo coaching di Kublai, ne ha discusso insieme cercando di definire punti di forza e debolezza generali di ciascuna proposta (diversi di loro si sono già iscritti al Ning di Kublai, come ad esempio Francesca, Andrea ed mFantasy, altri lo faranno presto; nei loro profili potete trovare una breve presentazione dei progetti che presto renderanno disponibili anche in formati più dettagliati).
Dalla discussione sono emerse alcune indicazioni di fondo, poi evidenziate anche da Tito a fine incontro, che cerco di riassumere qui:
un buon progetto, se nasce veramente da un’idea forte, dovrebbe essere comunicabile efficacemente in 100/150 parole, o in una presentazione da 5 minuti e 10 slide; per dirla con un esempio usato di solito in questi casi, dovreste essere in grado di raccontare la vostra idea a un venture capitalist/finanziatore potenziale nel tempo che l’ascensore impiega a raggiungere il piano desiderato (elevator pitch)!
un progetto forte “usa” le linee di finanziamento esistenti, non si adatta/appiattisce ad esse (quindi prima deve venire l’idea/progetto, e solo dopo si individua la strada più adatta a trovare un finanziamento per realizzarla);
i progetti devono sempre avere un focus, un’idea centrale che lega tutto il resto; per questo è utile distinguere obiettivi (primari e secondari) e strumenti: non è esclusa la possibilità di perseguire anche diversi obiettivi (anzi, è auspicabile l’incrocio di obiettivi “culturali” con altre priorità del territorio), ma devono essere tutti collegati e “tenersi” a un’idea/obiettivo principale (core). Bene ricordarsi comunque anche che non si può fare “tutto”, è importante saper scegliere e darsi obiettivi chiari e condivisi fin da subito, ed eventualmente lasciare da parte ipotetici obiettivi secondari se non risultano legati in modo forte ai primi;
un buon metodo di procedere nell’analisi è considerare le 10 mosse di Kublai come una checklist da confermare e analizzare punto per punto;
il progetto deve essere centrato sulle persone che lo promuovono (e viceversa): le persone sono uno degli aspetti cruciali (come si diceva anche qui) per valutare se un progetto può funzionare o no, è quindi fondamentale avere sempre risposte chiare a domande come “chi sono io?”, “chi sono i miei soci/alleati?”, “perchè sto/stiamo proponendo proprio questo progetto e non un altro?” qual’è la motivazione che spinge ognuno di noi a voler fare questo progetto?”, “abbiamo la stessa (o perlomeno compatibile) visione di progetto e priorità e siamo la squadra migliore per realizzarla?”, “abbiamo le competenze necessarie?” (NB. ogni progetto ha bisogno di almeno una persona brava nell’organizzazione/gestione, e non solo di creativi che danno buone idee), etc. nel caso in cui non tutte queste domande avessero risposte chiare e affermative è utile ripensare l’idea progettuale per trovare la coerenza di tutte le sue componenti;
(annotazione finale - che dovrebbe in realtà essere premessa - per chi partecipa al coaching) le considerazioni possibili su ogni progetto potrebbero essere suddivise in 3 livelli: (1) un giudizio su innovatività/originalità e “forza” del progetto (spesso soggettivo, quindi interessante solo se se ne raccolgono molti e da persone diverse), (2) considerazioni generali sulle possibilità di funzionamento potenziale, (3) analisi di fattibilità operativa. E’ importante quindi definire ogni volta a che livello di considerazioni ci si sta riferendo.
Per come vanno le cose in Second Life, la presentazione di Kublai (qui sotto le slides) di ieri è stata un successo pieno. Per non sovraccaricare il server e mantenere un minimo di funzionalità alla SIM avevamo settato il numero massimo di partecipanti a 40 avatar: abbiamo rapidamente esaurito i posti (poi Giuseppe ha usato qualche trucco per fare entrare ancora un paio di persone). Sold out! In più stanno arrivando i media: solo ieri ho fatto due interviste, di cui una è qui.
A questo punto del percorso, Kublai mi sembra molto chiaro e lineare. Mi sembra anche “molto internet”, nel senso che il suo successo o fallimento dipende non solo da noi del gruppo di lavoro, ma - in modo determinante - dalle persone creative che stiamo incontrando. A noi tocca dare l’esempio, incoraggiare ed energizzare questa comunità nascente. Insomma, il successo di ieri sera pone un problema molto serio, che è quello di fare fruttare il piccolo capitale di fiducia che la community creativa di Kublai ci ha accordato
Oggi ci siamo riuniti al K2O, il quartier generale di Kublai al Porto dei creativi, e abbiamo deciso di agire subito, lanciando una call per i primi progetti creativi da fare crescere. In una prima fase non saranno più di tre. Vorremmo fare un “pilota” in cui personale del ministero di alto profilo partecipa a sessioni di brainstorming che servano a rafforzare le vostre idee in vista di una eventuale futura presentazione a finanziatori o clienti. Siamo sicuri che possa essere utile ai creativi confrontarsi con qualcuno che vede la cosa “dall’altro lato”, quello appunto delle politiche di sviluppo.
In cambio chiediamo due cose. Una: che queste sedute siano pubbliche. Si terranno nella nostra isola in Second Life, e gli altri Kublaiani vi saranno i benvenuti; i materiali che ne risultassero saranno pubblicati sul web, e resi accessibili dal Ning. Non credo che sia il caso di preoccuparsi che “vi copino l’idea”: se ci pensate bene, le vostre idee stanno in piedi solo perché ci siete voi a farle camminare. Quindi niente paura!
Due: che chi si sottopone a questo processo di “irrobustimento progettuale” si renda disponibile a dare a sua volta una mano a discutere il progetto di un altro creativo se questo si rendesse necessario. Si tratta, insomma, di cominciare a costituire un piccolo nucleo di Kublaiani di ferro, che ci siano vicini nel portare avanti questa esperienza. Allora, c’è qualche volontario?
Usiamo molto Second Life come strumento per comunicare e ritrovarci con la nostra comunità. "Kublai - il porto dei creativi" in SL lo trovate
qui. (nuovi in SL? leggete
questo post)