Kublai notes, 17 giugno

scritto da Antonella il 17-06-2008

(intervista a Marco Manray, fotografo in Second Life, autore di una delle mostre in esposizione sull’isola di Kublai)

È una strana sensazione entrare nello studio di un artista e nella galleria dove espone i suoi lavori. Il posto dove mi trovo si chiama Overfoto, la galleria italiana di Napoli che, al terzo anno di vita, ha deciso per prima di avere una sede stabile in SL (inaugurata il 7 maggio scorso).

Il fatto che questo incontro avvenga, appunto, in Second Life ha relativamente a che vedere con la sensazione ipnotica di cui parlo. Le opere di Marco “Manray” Cadioli (qui sotto una delle foto in esposizione al Porto dei Creativi sull’isola di Kublai) sono le stesse che espone alle sue mostre in real life, infatti:

“A volte Second Life diventa il tema del dibattito di chi viene alle mie mostre: i pro e i contro, un po’ le solite cose…Ma spesso non è questo il soggetto del discorso, questi nuovi lavori possono essere “letti” anche da chi non vi è mai entrato. Comunque mi piace molto l’idea che con le foto si faccia entrare nei mondi virtuali chi non c’è mai entrato, come foto da un posto lontano” mi spiega Marco.

Quindi Second Life è una parte del tuo percorso di ricerca artistica in Rete…

MM: Nella mia ricerca c’è il seguire la nascita e lo sviluppo dei mondi virtuali. Ho cominciato a scattare foto in rete nel 2003, con il progetto Internet Landscape, scrivendo un manifesto sulla fotografia nella rete. Nel 2005 sono entrato nei giochi di guerra on line, e sempre come net reporter, sono entrato in SL all’inizio dello stesso anno. Su questa esperienza ho scritto un libro dal titolo “Io, reporter in Second Life”.

Non ho un background di studi artistici (sono laureato in fisica), però mi sono sempre occupato di arte in rete. Adesso insegno net-art e creatività on line: il mio lavoro qui è un’estensione della mia attività, sia come artista che come docente, è il campo di ricerca che sto esplorando.

Rispetto ad altre esperienze online precedenti cosa ti ha dato Second Life? Come vedi tutte le espressioni artistiche che si moltiplicano qui?

MM: In Second Life ci sono molte forme artistiche, è una scena internazionale con artisti davvero interessanti e agganci in certi casi al mondo dell’arte in real life. Non è che ti inventi artista in SL: hai un progetto e lo puoi realizzare, esattamente come in qualunque altra forma d’arte.

Hai rapporti di collaborazione o di conoscenza con artisti stranieri?

MM: L’isola di Odyssey è stato un punto di riferimento per me… poi Second Front, Gazira Babeli, Juria Yoshikawa, Eva e Franco Mattes che rifanno le performance storiche…Non abbiamo mai esposto assieme, ma ci sono molti scambi.

Hai una tua definizione di creatività?

MM: …beh, la creatività non è necessariamente arte, creatività è un atteggiamento, un modo di affrontare i problemi, le cose, trovare soluzioni non scontate, guardare una cosa e vederne un’altra.

La creatività è forse una componente, ma non il tutto. L’arte mi sa che è anche più complessa…



“Quello che manca sono le idee buone - e le persone per portarle avanti”

scritto da Alberto il 16-05-2008

In questi giorni ho quasi sempre una finestra aperta sul social network di Kublai, anche perché si avvicina il momento del primo incontro al porto dei creativi e sono molto contento di rivedere alcuni vecchi amici e di incontrarne di nuovi. Quindi ho potuto leggere quasi in tempo reale la discussione aperta da Philosofia con i diversi interventi. Dice Philo: io ho in testa un’idea che però coinvolge più territori di diverse regioni, questo è un problema?

La risposta di Tito va citata per la nettezza con la quale individua una direzione di lavoro per tutti i partecipanti alla community creativa:

[…] non è il momento di pensare ai vincoli. Quelli verranno dopo e sono in realtà anche molto minori di quello che si pensa. Ci sono programmi di finanziamento di tutte le scale: nazionali, regionali, e destinati a specifiche aree sub-regionali. Poi c’è il venture capital privato..
Quello che scarseggia veramente sono le idee buone mentre i fondi per il loro sviluppo - pubblici e privati - sono molto disposti ad adattarsi. Le idee buone però, anche questo lo stiamo verificando, sono inscindibili dalle persone disposte ad impegnarsi per portarle avanti.

Queste poche righe esprimono benissimo la nostra visione: le risorse ci sono, sia quelle pubbliche (di cui Tito e i suoi colleghi sono direttamente esperti) sia quelle private (ce ne parlerà presto Gianluca Dettori, imprenditore e seed capitalist). Quello che manca sono le idee, e la conoscenza - mi viene da dire la visione - per generarle. Per la prima volta nella storia del nostro scassatissimo paese, oltretutto, mi pare che ci sia un piccolo nucleo di soggetti che alle idee attribuiscono molta importanza, e che hanno un certo potere; e questo fa venire molta voglia di capire meglio e proporre cose sempre migliori, almeno a me.



Kublai notes, 16 maggio

scritto da Antonella il 16-05-2008

    Rieccoci!

    • Vienna alla ricerca della creatività. L’importanza del potenziale creativo di una regione gioca un ruolo importante per la sua crescita economica. Le nuove idee possono essere fondamentali per l’economia e lo sviluppo di una città, anche grande e con una lunga storia, come Vienna. Qui si racconta come la capitale austriaca abbia raccolto la sfida lanciata dalla creatività puntando sulle creative industries e sulla realizzazione di un enorme distretto culturale nel cuore della città…
    • Design in campagna. Il design si è sempre sviluppato nei grandi spazi urbani, caratterizzati dal mescolarsi di persone, tradizioni, stimoli diversi. Alcuni creativi del del settore hanno lanciato la sfida di spostare lo spazio di lavoro e sperimentazione dalla grande città alla campagna. E così, a Design Escapade, otto designers hanno provato a reinventare elementi legati alla convivialità. Sicuramente una rilettura diversa dai soliti parametri e una nuova strategia di comunicazione. Forse, un nuovo modo di parlare di un territorio, di valorizzarlo e promuoverlo. (Campagna Design)
    • Nasce l’Istituto Europeo di innovazione e tecnologia. Non ha ancora una sede ma il Parlamento Europeo ha stabilito che comincerà le sue attività in estate: il nuovo Istituto Europeo di innovazione e tecnologia sarà al centro del cosiddetto “triangolo della conoscenza” in Europa, composto dai sistemi d’istruzione superiore, ricerca e innovazione.“Tra le sue attività, quelle di agevolare le reti,la cooperazione e la creazione di sinergie tra le comunità dell’innovazione in Europa e soprattutto il trasferimento alle imprese, incluse quelle piccole e medie, dei risultati delle sue ricerche per l’applicazione commerciale.”
    • Perché le arti contano. Cristina Alaimo ripropone delle parole del giornalista John Tusa sul valore delle arti: Le arti contano perché racchiudono, esprimono e definiscono l’anima di una civiltà. Un Paese senza arte smetterebbe di interrogarsi e di sognare;non avrebbe né interesse nel passato né curiosità sul futuro. Qui tutto il brano, anche col testo in inglese.

    Kublai notes torna lunedì, nel frattempo inviateci le vostre segnalazioni!

    Noi però ci vediamo prima, domenica sera! ;)



    Il porto dei creativi

    scritto da Antonella il 12-05-2008

    In questi giorni abbiamo cominciato a definire le fasi e i tempi delle nostre attività: nella fase inziale stiamo conoscendo i creativi e cercando di fare in modo che loro conoscano Kublai e ne facciano un luogo di confronto e di incontro. Stiamo quindi viaggiando molto e spiegando Kublai alle persone che incontriamo.

    Nella seconda fase, durante l’estate, cercheremo di raccogliere le vostre proposte, di discuterne, per sceglierle e perfezionarle…ma non smetteremo affatto di viaggiare, quindi se ci sono eventi, luoghi, occasioni per incontrarci segnalateceli pure! :-)

    Questi mesi serviranno per essere pronti in autunno a trasformare le idee in progetti, aiutando in modo specifico chi li propone affinchè possano essere realizzati. Kublai, come già detto, non dà finanziamenti: esistono però notevoli risorse che l’Unione Europea ha stanziato per gli obiettivi di sviluppo locale.

    Sì, ma dove?

    Come dice Alberto: La domanda non è banale: probabilmente molti dei progetti che Kublai finirà per sostenere saranno locali o iperlocali, ma è importante che i creativi che li propongono abbiano scambi vivi con i loro pari su tutto il territorio nazionale. E allora? Allora il posto giusto per incontrarci è un porto, luogo per eccellenza di transito, di commerci, di crocevia. Nei porti senti i profumi e i sapori delle merci che vengono dai paesi più lontani; senti parlare tutte le lingue, gli accenti, i dialetti; vi si incontra gente varia e variamente colorata.”
    Se, già dal nome, Kublai è molto legato al viaggio era forse inevitabile che il punto di incontro fosse un porto, e il porto dei creativi di Kublai su Second Life ha preso forma e comincia ad essere vissuto da chi lo frequenta… e anche da noi, che ci facciamo anche le riunioni.

    Insomma, cominciamo a incontrarci…e anche a guardarci in faccia: il nostro social network su Ning sta crescendo, incontriamoci anche lì! :)