Nicola

15 settembre, 2011
Kublai ha la missione di esplorare modalità di dialogo con potenziali imprenditori creativi in tutta Italia. Ci facciamo trovare, senza cercarli. Quando ci trovano, cerchiamo di attivare conversazioni creative con loro e di metterli in contatto con altre persone interessate ad un confronto sincero e pubblico.
In questi 3 anni di attività, la piattaforma di Kublai ha accumulato conversazioni su oltre 400 progetti e si è fatta trovare da 2800 creativi. Tanti di questi si sono trasformati in imprese, altri stanno per diventarlo. Tutto questo grazie al talento dei singoli sommato alla partecipazione della community.
Questo processo creativo, pubblico e condiviso, lo chiamiamo Social Startupping. Un potente motore di innovazione e di successo a disposizione di tutti quelli che abbiano voglia di mettersi in gioco.
Ma come funziona il gioco? Lo vogliamo raccontare in anteprima a Milano, durante lo Startup Festival, grazie all’aiuto di chi ha sperimentato gli effetti benefici e balsamici di Kublai: Laura Fay Duranti di I-KIWI, Michele Rispoli di OpenXD, Alice Roncagli e Antonio Sica di Triddles, Antonio e Luca di Balla coi Cinghiali e Ottavia Spaggiari di Film Voices, progetto vincitore del Kublai Award 2010.
Ci si registra gratuitamente qui.
L’appuntamento è per le 17 di lunedì 19 settembre alla Mediateca di Santa Teresa, via della Moscova 28.
Kublai è un progetto del Ministero dello Sviluppo Economico attuato da Invitalia, Agenzia Nazionale per l’Attrazione degli Investimenti e lo Sviluppo d’Impresa. Invitalia promuove anche un evento dedicato agli strumenti finanziari a supporto delle imprese il 20 settembre alle 14:30. Per dettagli e iscrizioni clicca qui
Grazie al supporto di Invitalia, tutta la community di Kublai si da appuntamento al MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, a Roma, il 24 settembre 2011 per il Kublai Camp. Se vuoi partecipare, puoi iscriverti qui.

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Nicola

10 maggio, 2011
Ci siamo resi conto di un aspetto peculiare di Kublai e vogliamo condividerlo con tutti. In generale i progetti che riscuotono successo ricevendo tanti feedback, contributi, idee e aiuto, sono quelli che si possono definire innovazioni sociali, cioè in grado di creare valore per chi li propone e per la collettività.
La fantastica comunità di Kublai riconosce questo valore collettivo e lo premia con la partecipazione. Si potrebbe per fino dire che la condivisione di idee crea naturalmente innovazione sociale.
È un fenomeno interessante: le politiche pubbliche di sviluppo riescono a premiare, quando va bene, le idee migliori tecnicamente, ma non hanno sistemi di valutazione sostenibili in grado di filtrare e premiare le innovazioni sociali.
Quando invece arriva una risposta collettiva positiva, si potrebbe affermare che siamo di fronte ad un sistema di valutazione oggettivo. Cioè la numerosità dei riscontri, produce una selezione naturale: vengono messe in evidenza le idee con maggiore impatto collettivo senza demonizzare l’aspetto imprenditoriale e il guadagno di chi rischia.
Anzi.
A me, che seguo il mondo della solidarietà sociale da tanti anni, appare come un cambiamento culturale importante soprattutto perché mette alla luce un potenziale modello di sviluppo alternativo.
Potremmo chiamarla “impresa contributiva” quella che genera innovazione sociale, per la quale il contributo alla società, in termini di valore creato, è insito nella sua stessa missione.
Qualcuno ritiene che la creazione di valore, il vero gesto creativo, debba rispettare il segno positivo per il Bene, la Bellezza e il Guadagno. Quando le tre condizioni vengono rispettate, allora di può veramente parlare di creazione di valore, altrimenti l’atto creativo produce valore da una parte e ne toglie dall’altra con un risultato non sempre positivo. (cfr. T. Makiguchi)
Se abbandoniamo il piano teorico, per andare su quello pratico, Kublai ci regala diversi esempi di progetti che incarnano questi principi: Critical City, Film Voices, Pazienti.org, Fund for Culture, I-KIWI, Angeli per Viaggiatori, Reti glocali, il Peeripato, solo per citarne alcuni dei più famosi.
Ecco perché il Kublai Award 2011 è dedicato alla partecipazione e alla collaborazione, per far si che alla fine siano tutti vincitori.
Se qualcuno volesse approfondire, una base più filosofica la si legge qui

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Federico V.

21 gennaio, 2011
Avevamo promesso di tenerla d’occhio e noi manteniamo sempre le promesse.
O quasi.
Vabbè in questo caso era facile, perché dopo aver vinto l’ultimo Kublai Award ha continuato a sviluppare il suo progetto con esiti che sarebbe difficile non definire come più che positivi.
E ora, a distanza di circa un anno dalla premiazione del Kublai Award, ecco il primo successo, la prima proiezione di un film con audioguida.
Ma lasciamo che sia la voce di Ottavia, visto che siamo in tema, a raccontarci:
Ciao a tutti!
Ritorniamo qui dopo qualche tempo per raccontarvi gli ultimi sviluppi di Film Voices, dopotutto se non lo raccontiamo alla community di Kublai che del progetto non è stata solo madrina ma vera e propria ostetrica, a chi lo raccontiamo?
Sono successe molte cose interessanti negli ultimi mesi, ma la più emblematica è stata sicuramente la nostra prima proiezione accessibile presso il Cinema Lumiére a Bologna, realizzata in collaborazione con Subti-Access e con la Cineteca.
Siamo particolarmente orgogliosi di questo evento perchè ha rappresentato in pieno lo spirito di Film Voices, ovvero dare alle persone non vedenti gli strumenti per poter andare al cinema con gli amici, i parenti e i fidanzati vedenti, riuscendo a fruire appieno di ciò che avviene sullo schermo.
A dire la verità non amo nemmeno utilizzare il termine evento che porta con sè un’accezione di straordinarietà estranea al nostro progetto, che aspira ad offrire un servizio in maniera sistematica.
Avere avuto la possibilità di inserirsi nella consueta programmazione della Cineteca ha fatto sì che la proiezione del 20 dicembre sia stata non una proiezione per disabili visivi e sordi, ma una proiezione per tutti.
Il fatto che il film proiettato sia stato Benvenuti al Sud ci ha fatto particolarmente piacere. Benvenuti al Sud è stato infatti uno dei più grandi successi cinematografici del 2010, ed è addirittura entrato nella storia del cinema italiano come film più visto di tutti i tempi, secondo solo a Che bella giornata, di Checco Zalone.
Il cinema costituisce un tassello fondamentale nella costruzione di un patrimonio socio-culturale comune e nessuno deve rimanerne escluso. Per questo rendere accessibili film che hanno riscosso un grande successo di pubblico rappresenta un’operazione particolarmente importante.
L’essersi confrontati con un film così recente ha però complicato notevolmente il lavoro. Non è facile ottenere la copia di un film che è ancora in proiezione nei cinema e che deve essere ancora distribuito in dvd. Per questo dobbiamo sicuramente ringraziare Medusa Film, Cattleya e lo stesso regista Luca Miniero, che hanno collaborato affinchè tutto andasse a buon fine.
Abbiamo lavorato in tempi molto stretti e ci siamo dovuti confrontare con una serie di innumerevoli imprevisti ma abbiamo imparato tanto.
L’audiodescrizione è stata realizzata secondo il metodo elaborato dal nostro gruppo, che prevede quindi una collaborazione tra due professionisti di cui uno non vedente. Ci siamo cimentati anche con i sottotitoli per i sordi questa volta, di cui si è occupata la bravissima Greta Barbieri che ha applicato la nostra metodologia anche all’ elaborazione della sottotitolazione, lavorando a stretto contatto con la signora Rosa, non udente.
Insomma un gran lavoro che ha portato, crediamo proprio di poter dirlo, ad un gran bel risultato.La sala era piena e nonostante i tempi brevissimi per la promozione dell’evento abbiamo avuto in sala una quarantina di disabili sensoriali, tra cui trenta non vedenti. Insomma, non male per un lunedì sera e niente male per essere stata la nostra prima volta!
Federico V.

4 novembre, 2010
Hanno vinto l’ultimo Kublai Award, ed era quindi inevitabile che ne seguissimo le orme per sapere quanta strada hanno fatto e come è andato il workshop sui temi dell’audiodescrizione che avevano intenzione di realizzare con il premio vinto.
Oggi parliamo di Film Voices e intervistiamo Ottavia, che ne è la progettista, per capire com’è andata davvero.

- Ciao Ottavia, ci si vede di nuovo, eh?
- Eh, si. Se pensavate di esservi liberati di noi, quando meno ve l’aspettate… eccoci di nuovo qua!
- Tuttaltro Ottavia. In realtà aspettavamo che passasse l’estate per venire a bussare alla tua porta.
- Beh è stata un’estate densa di lavoro per tutti noi di Film Voices. Ci siamo concessi solo un paio di gite fuori porta a Macerata a vedere l’opera lirica audiodescritta allo Sferisterio
- È stata interessante?
- Si, davvero un’esperienza magica. E poi dopo che al Kublai Camp ci avevano esortato a ballare coi cinghiali, noi… beh, abbiamo obbedito e siamo andati a Bardineto. È stato fantastico.
- Ne siamo davvero felici. Ma andiamo al sodo. Puoi immaginare il motivo per cui siamo qui, vero?
- Si, certo. Suppongo che vogliate sapere cosa ne sia stato di quei 5000 Euro vinti grazie al Kublai Award.
- Esatto.
- Tanto, anche se non ve lo foste chiesti, noi ve lo avremmo raccontato lo stesso…
- Giusto. Ma andiamo con ordine. Cos’è accaduto dopo che avete vinto il premio?
- Beh, di questi tempi avere 5000 euro da spendere per lo sviluppo di un’idea è cosa preziosa, quindi dopo il Camp ci siamo presi un po’ di tempo per riflettere. Abbiamo deciso che quella somma doveva essere reinvestita in una consulenza qualificata o nel campo finanziario/strategico o in quello tecnico.
- Riuscire a fare una valutazione corretta delle proprie esigenze è sempre un merito.
- Ma, nonostante Film Voices sia un progetto ambizioso e complesso, come molti dei progetti sviluppati su Kublai, ha avuto la fortuna di attirare a sé persone che, con grande energia, hanno deciso di mettere le proprie competenze a servizio del progetto.
- Vuoi dire che sei riuscita a trovare aiuto facilmente?
- Esattamente, Siamo riusciti ad ottenere una importante consulenza strategica da un alleato e abbiamo così potuto investire la somma vinta nell’approfondimento dell’aspetto tecnico.
- Benissimo. Ci vuoi spiegare le modalità?
- Certo. Abbiamo pensato che fosse utile al progetto organizzare un piccolo workshop di tre giorni sull’audiodescrizione, invitando alcuni tra i più importanti studiosi del settore, contando anche sull’appoggio dell’Istituto Cavazza e sull’aiuto della professoressa Elena Di Giovanni
- Parlando dell’aspetto tecnico, chi ha tenuto il workshop e a chi era destinato?
- Dunque, il workshop era riservato al team di Film Voices. Il primo dei due relatori che sono intervenuti è uno tra i pionieri dell’audiodescrizione in Europa: Bernd Benecke.
- Dacci qualche informazione in più.
- Certo. Il dott. Benecke ha elaborato un metodo che prevede la collaborazione di un gruppo di lavoro composto da due vedenti e un non vedente. Abbiamo fatto varie esercitazioni insieme, ci ha illustrato la situazione tedesca e tutti i problemi di finanziamento che ben conosciamo.
- Solo duro lavoro, quindi.
- Esatto, ma non solo. Abbiamo anche mangiato ottime tagliatelle e camminato insieme sotto i portici di Bologna, e la città lo ha stregato. L’abbiamo capito quando ha comprato un chilo di tortellini da riportare in Germania ed ha telefonato alla moglie dicendole di mettere su il brodo.
- Ah, ah, ah… E poi?
- Dopo di lui la nostra seconda ospite è stata Pilar Orero, professoressa e ricercatrice presso l’Università Autonoma di Barcellona. Con lei abbiamo discusso dell’ ontologia dell’audiodescrizione e delle sue problematiche. E’ stata una giornata intensa, divertente e vivace, come la nostra ospite.
- Bene. E il terzo giorno?
- Abbiamo concluso il workshop con l’intervento della professoressa Di Giovanni e di Angela, una giovane laureanda che sta portando avanti una ricerca sull’audiodescrizione da più di un anno. Con loro abbiamo lavorato su altre esercitazioni e ci è stata presentata l’audiodescrizione nell’opera lirica, un canale che noi non abbiamo considerato, ma che è estremamente interessante, perché parte integrante del nostro patrimonio culturale.
- Un programma serrato ma davvero stimolante. È servito a chiarivi ulteriormente le idee sulla strada da intraprendere?
- Il workshop è stato fondamentale per noi, ci ha chiarito le linee guida da seguire, anche quando ha messo in discussione quelle che credevamo certezze. Siamo davvero entrati in contatto con la realtà europea e abbiamo avuto la conferma che la strada per l’accessibilità dei media è ancora lunga e difficile. Noi non abbiamo l’ambizione di percorrerla da soli, ed è per questo che siamo grati di aver avuto la possibilità di conoscere questi professionisti appassionati e generosi che ora possiamo chiamare amici.
- Grazie Ottavia, è stato davvero interessante e siamo anche noi molto contenti della soddisfazione.
- Io ringrazio voi. Ah, l’ultima cosa: a breve pubblicheremo qualche foto a testimonianza dell’evento.
- Sarà un piacere vederle. A presto e grazie.
- Grazie a voi.
Federico V.

26 ottobre, 2010
Lo so, è già martedì e sono in notevole ritardo. È solo che sono fondamentalmente pigro e quando inizia a piovere così (e oggi non la smette più) e mi rendo conto che è davvero cominciato l’autunno, beh peggioro.
L’unico vantaggio che mi concede la mia pigrizia, con questo tempo, è quello di potermi dedicare a leggere con calma, a pensare con più tranquillità, a immaginare.
Suppongo quindi che dev’essere per lo stesso motivo che nella settimana appena conclusa, sono stati presentati dei progetti che seppur così disparati e diversi fra loro, mi sono sembrati tutti così stimolanti.
Nuovi progetti
Cominciamo con l’ultima arrivata, cronologicamente parlando: Marta Di Giulio ci presenta un progetto con un nome un po’ impegnativo, ma che sicuramente lascia poco all’interpretazione: ID/PS Spettacolo di live art sul tema dell’identità giovane italiana e straniera, siamo nel campo della performance art.
Ecco, per descriverlo immaginate uno spettacolo ambientato in diverse stanze, anche se nello stesso spazio. Immaginate che ogni stanza rappresenti un mondo a sé e che questo mondo sia abitato da un personaggio che vi racconta una storia aiutandosi con opere multidisciplinari realizzate durante un laboratorio. Ovviamente, mi aspetto qualche dettaglio più concreto da Marta.
Anche “Il Campo dell’Arte”, come è intuibile dall’intestazione stessa del progetto (ma anche qui attendiamo maggiori dettagli), è un’iniziativa che si muove nello stesso ambito, pur con obiettivi un po’ diversi. La Fondazione Il campo dell’Arte intenderebbe infatti dare vita ad un “campo” aperto alla ricerca, alla sperimentazione, al fare creativo con l’obiettivo di creare una “rinnovata” consapevolezza individuale e sociale.
Se la tendenza è quella di mescolare buone pratiche ecologiche a soluzioni tecnologiche d’avanguardia, niente di più centrato sotto questo profilo che j’eco. Luca francesco garibaldo ci racconta che j’eco sarà una applicazione compatibile con le più diffuse piattaforme mobili (iPhone e Android), che metterà a disposizione una guida sensibile all’ambiente attraverso esperienze di realtà aumentata (AR – Augmented Reality).
Personalmente sono un po’ ignorante in questa materia (e vabbè, non solo in questa) ma conto su questo progetto per capirne di più e apprendere qualcosa di nuovo, se sarò fortunato.
La fortuna, effettivamente, è un fattore da non sottovalutare nella realizzazione dei nostri sogni. Dev’essere per questo motivo, suppongo, che Roberto Salzedo ha inserito la parola luck, fortuna appunto, nella denominazione del suo progetto.
MeeTLuckY, anzi The Best MeetLucky nelle intenzioni del progettista dovrebbe diventare una piattaforma sociale che consentirà all’utente di connetterti con i propri amici e con chiunque lavori, studi e viva vicino a lui. L’idea non mi è del tutto nuova, ma sono certo che Roberto saprà inquadrarla sotto una luce diversa.
Sempre in tema Social network va collocato anche Social media magazine che vuol essere un Magazine indipendente online, come dichiara Tiziana Melloni, a cui parteciperanno giornalisti e cittadini, e sarà centrato sui fatti che colpiscono da vicino la comunità.
Sono certo che un’iniziativa del genere, se ben radicata nel territorio, può avere il suo successo oltre ad essere replicabile in altri contesti similari.
Infine, visto che Tutti (o quasi) i progettisti hanno l’esigenza di trovare i fondi necessari per la realizzazione dei loro progetti. Fund For Culture, proposto da Antonio Scarpati, ha per obiettivo proprio la realizzazione di una piattaforma che prevede la pubblicazione di richieste di finanziamento da parte delle imprese culturali, associazioni. Gli utenti porranno aderire alle varie iniziative proposte attraverso delle donazioni.
Progetti della settimana
Musica come acqua. Anche questa settimana sono da sottolineare gli sforzi di Libera Mariella Tavaglione che si sta davvero prodigando nel cercare di dare un’identità al Festival che intende realizzare, con costanza e determinazione.
Gli Affidabili. È davvero un piacere informare che la squadra che lavora a questo progetto ha deciso di assumere un programmatore – residente a Milano – che dia il suo contributo alla realizzazione del progetto. Ma la vera bella notizia è che lo cercano qui su Kublai perché sanno che chi è motivato da una grande passione. Non siate sentimentali e non commuovetevi troppo ma la notizia è davvero molto bella.
Loveoretto. Dopo un periodo di riflessione torna a richiedere il supporto di Kublai per risolvere un problema tecnico che consenta un significativo avanzamento, in relazione a scelte di architettura più o meno bio compatibili.
Altre segnalazioni
Vi ricordo che se avete una buona idea, e siete pugliesi e – beati voi – avete meno di 30 anni siete ancora in tempo, ma solo entro il termine del 10 novembre, a presentare la Vostra idea al Festival dell’Innovazione 2010 che si terrà nell’ambito della Fiera del Levante. Maggiori informazioni qui.
Vi segnalo infine che a fine agosto si è tenuto a Bologna un workshop sull’audiodescrizione, organizzato da quelli di Film voices che hanno vinto il Kublai Award 2010. Ma questa è un’altra storia e la racconteremo un’altra volta.

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26 maggio, 2010
Gran bel risultato per Film Voices. Ottavia e la sua squadra hanno vinto due borse di ricerca messe in palio dal consorzio Spinner con il bando Donne, Tecnologia e Innovazione. Per i prossimi sette mesi, quindi, Film Voices potrà contare su due persone (Ottavia stessa e Alessandra) stipendiate per occuparsi solo di fare crescere il progetto. Nella domanda presentata a Spinner, Film Voices ha potuto contare sull’endorsement istituzionale di Kublai, in pratica rappresentato da una lettera in cui Tito e Marco, che seguono Kublai dal lato Ministero dello sviluppo, dichiarano che il progetto è stato individuato dalla community creativa di Kublai come il più valido meritevole al suo interno. L’endorsement è lo strumento inventato da Kublai per sostenere i progetti migliori nella loro ricerca di alleati e finanziamenti: offriamo anche questo servizio ai progetti che hanno convinto tutti, pubblicando un documento di progetto efficace e credibile.
“E’ proprio il momento giusto – mi ha scritto Ottavia – visto che stiamo lavorando su vari fronti sia per l’affinamento delle nostre competenze tecniche riguardanti l’audiodescrizione, sia per la definizione della nostra ragione sociale, che abbiamo identificato nella costituzione di una cooperativa sociale. Inoltre grazie al bando otterremo un servizio di mentoring da parte di un imprenditore che ci fornirà una consulenza allo sviluppo del progetto. Allo stesso tempo potremo seguire corsi di empowerment per il potenziamento delle nostre capacità. Grazie per il sostegno che continuate a darci voi di Kublai!”
E’ in effetti un po’ un momento magico per Film Voices. Ottavia sta anche per cominciare il MBA messo a disposizione dal Polo Scientifico e Tecnologico di Livorno, uno dei partners di Kublai (ma questo merita un post a parte, ve ne parlerò poi); inoltre il gruppo ha deciso di spendere i cinquemila euro del Kublai Award in un momento di approfondimento sull’audiodescrizione: ve ne parleremo in seguito, quando date, luoghi e interventi saranno definiti.
Nicola

11 marzo, 2010
Ci siamo. Kublai si muove molto on line, non amiamo consumare gomme e carburante ne perdere tempo con gli spostamenti da una parte all’altra dell’Italia. In questo caso però, siamo stati invitati a partecipare dagli amici di Terre, in particolare Giovanni Petrini che ringrazio, ad essere presenti durante Fa’ la cosa giusta, fiera dell’economia solidale che si terrà a Fiera Milano City dal 12 al 14 marzo.
L’abbiamo anticipato sul blog qualche settimana fa, invitando i progettisti kublaiani a venire in fiera per utilizzare il nostro stand come se fosse loro, per distribuire materiale e per fare presentazioni.
In tanti hanno risposto al nostro appello e qui anticipo quelli che saranno presenti (in ordine casuale):
- Film Voices : Un progetto per la realizzazione di audiodescrizioni di film per non vedenti e ipovedenti (tra l’altro vincitore del Kublai Award 2010)
- Pazienti.org : PatientOpinion è un sito inglese dove i pazienti possono valutare le terapie ricevute; il feedback viene poi recapitato ai medici per migliorare il servizio. Vorrei esportare questa idea in Italia per contribuire a migliorare la nostra sanità (Linnea Passaler )
- Fooda Cucina Sociale : FOODA Associazione per il Food Design, è un’organizzazione di progettisti, studiosi, comunicatori, aziende e istituzioni che promuove la cultura progettuale degli Atti Alimentari assolvendola a elemento culturale, economico e ambientale
- Balla coi cinghiali : L’iniziativa, che si svolge da sette anni, si propone di diffondere la cultura musicale e artistica, promovendo la visione della cultura a 360 gradi e senza barriere fra i generi con un festival ad impatto zero
- 2LifeCast : 2lifecast è un video broadcaster cross-media di contenuti ed eventi live creati dagli utenti
- Critical City : CriticalCity è un gioco di trasformazione urbana
- PortoQui: vuole mettere a sistema il turismo nautico con le aziende agricole presenti sul territorio offrendo ai diportisti un servizio avanzatao di gestione della cambusa e valorizzando l’offerta turistica locale
- Exploring democracy : Un’indagine sulle relazioni tra lo Spazio Pubblico e la Sfera Pubblica (intesa nelle sue manifestazioni più informali), ovvero, un’analisi dei rapporti di interazione sociale con lo spazio fisico urbano
- Equalway : è una cooperativa nata nel 2008 con l’obiettivo di realizzare un framework collaborativo a favore dei GAS e dei piccoli produttori che lavorano in ambito equosolidale, biologico e a tutela dei prodotti tipici e delle biodiversità
Ci vediamo li a partire da venerdi 12 al Padiglione 1 stand Progetto Kublai SI07
Nicola

17 febbraio, 2010
Il Camp del 30 gennaio scorso è stato molto emozionante. Ho percepito una grande energia ed una notevole forza creativa. Il momento della premiazione, non posso negarlo, mi ha fatto commuovere. In generale è stata una manifestazione significativa.
Non voglio perdere quelle emozioni e vorrei che durassero per tutti fino al prossimo Camp. Quindi vi proponiamo il video di Ottavia Spaggiari che presenta il progetto Film Voices, vincitore del Kublai Award 2010.
Film Voices al Kublai Camp 2010
Nei prossimi giorni pubblicheremo gli altri video del Camp