Kublai beer a Pisticci!

scritto da Alberto il 10-08-2008

Antonella e io siamo a Pisticci per il Lucania Film Festival. Angelo Amoroso e Jo’Kino sono qui con noi per girare il nostro reportage sui creativi italiani.

I kublaiani pugliesi e lucani (o quelli in vacanza da queste parti) sono invitati per una birra o un bicchiere di Aglianico in compagnia. Ci vediamo domani, (lunedì 11) alle 21 sul terrazzo della Casa della Cultura (chiedete dell’ex orfanotrofio). Il festival è molto divertente…



Quando i kublaiani si incontrano…(Kublai beer a Roma)!

scritto da Antonella il 23-07-2008

La Kublai beer arriva dopo un pomeriggio di riunioni del gruppo di progetto in cui il gruppo di progetto, letterlamente, si…incontra! Già, perché è la prima volta in assoluto in cui tutti ci incontriamo e ci troviamo nello stesso posto – chissà quali sono le opinioni di ognuno.

Ma non c’è tempo di fermarsi, è l’ora della Kublai beer!
La pioggia e il vento della giornata hanno creato dubbi sulla location “isola Tiberina” ma alla fine il tempo è clemente e così ci dirigiamo impavidi verso Trastevere a bordo di due taxi, io e Mae alla guida della carovana (il sogno di gg di pronunciare le fatidiche parole “segua quel taxi” si infrange sulla nostra comunicazione preventiva della destinazione, sarà per un’altra volta).

Una volta arrivati facciamo un giro esplorativo finendo per optare per un’americaneggiante steakhouse dove ci raggiunge la prima kublaiana, M.Elena/Martha, arrivata apposta da Palermo!! La mia prima sorpresa personale è che M. Elena – che ha un delizioso accento spagnolo – è di un’altezza normale e non altissima, come me la ero immaginata (certo, non ha nemmeno le ali, contrariamente al suo avatar ma quello lo avevo più o meno previsto). Chi è alta è invece Adriana/Ginevra che ci raggiunge quando siamo sull’isola, appena prima di incontrare Phil e la sua bimba, William e Titty.
Momento di saluti, mescolamento, ordine tra foto, avatar, facce, mani che si intrecciano e “ehi!!” - esclamazione quasi d’obbligo in certi casi. Poi in qualche modo riusciamo a sederci colonizzando parte dell’angolo nord (che poi è ad ovest) dell’isola Tiberina, raggiunti anche da Tito e Marco, ministeriali in libera uscita – e t-shirt, son cose che uno non immagina, funzionari di ministero in possesso di vere magliette! :P

I gruppi si formano, si disfano, i drink si affollano sui tavolini e le parole fluiscono..il tutto saltellando da un posto all’altro dei divanetti, in una specie di riedizione del salottino del Porto dei Creativi in Second Life (“ma questo qui è più scomodo” commenta qualcuno, ebbene sì!).

Quando i kublaiani si incontrano si parla di Kublai e del Porto dei Creativi, ma anche dei posti da cui veniamo, di quello che facciamo.

Quando i kublaiani si incontrano si scopre che anche chi si occupa di politiche di sviluppo locale gioca a calcetto e che se ti metti in un angolo preciso le prese in giro si abbatteranno su di te con potenza e precisione, non importa che magari sia la prima volta che ci si vede di persona. (Ne fa le spese gg per primo e più di tutti. Poi si sposta da quell’angolo e chiunque vi si sieda viene accolto dall’esclamazione “No, quell’angolo no!!”).

E poi resta ancora posto per telefonate degli assenti Roberta e Fabio/Asian, racconti di viaggi, rose in regalo alle kublaiane presenti (grazie Alberto!), precisazioni sui fagiani.

Il racconto della serata dovrebbe farlo ognuno dei presenti, a dire il vero. Anzi, se a qualcuno viene voglia di parlarne e condividere le foto (qui quelle di Elena e qui quelle di Adriana…le altre dove sono?!!?) segnalatemelo. Perché i sorrisi veri e la sintonia son difficili da spiegare a parole, non nel dettaglio, almeno.

Quanto alla proposta di altre Kublai beer in altre parti d’Italia…ci saranno occasioni mooolto prima di quanto pensiate!!



La mossa del fagiano

scritto da Antonella il 18-07-2008

Su Kublai si parla sempre più spesso di “fagiano”, una parola che, almeno per noi, ha perso il suo significato originario per indicarne uno molto specifico.
“Si deve sentire il fagiano” dice spesso Alberto per spiegare che ogni progetto deve avere innanzitutto un cuore pulsante, che si deve sentire l’idea forte che c’è alla base, palpabile in tutti gli aspetti, quando ci si lavora e quando se ne parla. Insomma, come ha detto Tito: “Se il tuo progetto è un allevamento di fagiani si deve sentire la puzza del fagiano”.

Tutte le volte che sento parlare di fagiani in questo modo sono sempre indecisa tra l’ammirazione per la formulazione di questo concetto e la sfrenata voglia di scoppiare a ridere. Perché il fagiano in Kublai ha un’origine tutt’altro che teorica.

Ma andiamo con ordine. A fine maggio un bel gruppo di persone dello staff di Kublai parte alla volta di Cosenza per presentare le attività di Kublai nel corso di un seminario universitario. Così di prima mattina mi ritrovo su un treno con Marco, Tito e Alfredo. Cerchiamo di svegliarci e chiacchieriamo del più e del meno finché Tito ci chiede delle opinioni sul seminario…e io ci metto poco, davvero poco, a realizzare di sentirmi un po’ fuori posto.

(“oh, me tapina, senza una laurea in economia, nè esperienze di sviluppo locale, ma pensa te che situazione…”)

Insomma, che faccio? Guardo nel vuoto e non so bene come dare un contributo. Opto in breve per l’unico modo plausibile: comincio a far la scema, facendo battute, e a suggerire improbabili spunti a partire dagli articoli del quotidiano che sto leggendo. Poi ho un colpo “di genio” (genio si fa per dire, e anche colpo, per la verità): sfido Tito a inserire nel suo intervento una parola che non c’entra niente col tema. Mi viene in mente che un amico mi aveva detto che con alcuni amici faceva questo gioco quando dovevano parlare in pubblico e che usavano la parola “fagiano”.

Ora, io di solito faccio queste cose a cuor leggero, dato che raramente vengo presa sul serio, quindi come potevo immaginare che Tito avrebbe accolto la sfida e cominciato a rimuginarci di lì al nostro arrivo a UniCal?

Io non ci ho davvero creduto, in realtà, finché a un certo punto dell’intervento Tito ha cominciato a fare degli esempi di progetti di sviluppo locale e dice, ebbene sì, la parola “fagiano”, tre, quattro volte. ” “Se il tuo progetto è un allevamento di fagiani si deve sentire la puzza del fagiano”.

Eccolo lì, il fagiano, inserito in modo tanto plausibile nel contesto che più se ne parla più diventa un concetto pieno di significato.

Spero solo che quando verrà scritto qualche libro tipo “L’evidenza del fagiano”, futuro caposaldo di studi economici sullo sviluppo locale, ci si ricordi che tutto questo non sarebbe stato possibile senza un contributo di una senza laurea in economia che quel giorno voleva solo fare una battuta! ;-)

(per chi c’è ne riparliamo lunedì sera. Ci vediamo, vero?)


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Kublai beer!

scritto da Antonella il 15-07-2008

Incredibile ma vero!! Dopo allineamenti di pianeti e svariate altre congiunzioni astrali - e, banalmente, una riunione dello staff - tutto, e dico tutto, il gruppo di progetto di Kublai si riunisce a Roma il prossimo lunedì 21 luglio…ed è il caso e l’occasione di incontrarsi e festeggiare, chiaramente!

L’appuntamento è alle 22 sull’isola Tiberina, al bar che si estende sull’estremità nord, quella rivolta verso il Vaticano. Il bar non ha un nome ma è facilmente riconoscibile anche per il gran numero di teli e cuscini rossi, visibili anche arrivando dal Lungotevere.

Ricordate di confermare la vostra presenza qui così ci organizziamo meglio…e prendiamo un tavolo più grande! :)
Ci vediamo lunedì sera!


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Chiarirsi e chiarire: risistemato il blog di Kublai

scritto da Alberto il 11-07-2008

Beh, direi che possiamo dircelo: come tutti i veri processi sociali, Kublai proprio semplice non è. Si capisce benissimo dall’interno, partecipandovi, ma nei mesi scorsi abbiamo avuto qualche difficoltà a raccontarlo. Questa settimana, sentendoci pù sicuri del fatto nostro, abbiamo completamente risistemato la parte statica di questo blog. Molta attenzione è stata dedicata a raccontare Kublai in breve, spiegare come si fa a partecipare e come presentare progetti. Inoltre abbiamo aggiornata la sezione dedicata al gruppo di lavoro e la mappa dei kublaiani, oltre ad altre modifiche minori. Commenti e consigli per migliorare, ovviamente, sono sempre i benvenuti. Siamo qui per imparare.


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Nascita di una community

scritto da Alberto il 04-07-2008

Come ha scritto Giuseppe, mi arriva da Kublai una grande energia positiva. Si sta compiendo sotto i miei occhi un passaggio decisivo nella vita di una community: l’emergenza di un gruppo trainante, che ne condivide i valori e l’orientamento abbastanza profondamente da mettersi in gioco per essa.

Ci sono kublaiani che si prestano per discutere in profondità i progetti di altri kublaiani; organizzano incontri su temi specifici; propongono idee; elaborano materiali; caricano fotografie e video; partecipano a confronti e focus group; offrono assistenza e accoglienza ai nuovi arrivati; lavorano ad abbellire l’isola; soprattutto, raccontano Kublai ad altri, e spesso li motivano a parteciparvi. Tutto ciò avviene in modo spontaneo, e ognuno di loro si impegna nella cosa che sa fare meglio. Questa, signori, è internet al suo meglio: un social network che funziona, e si autorganizza.

Mi sembra giusto che riconosciamo il contributo insostituibile che queste persone stanno dando a Kublai, e che lo rendiamo visibile soprattutto a loro stesse. Questo nucleo attivo mi sembra così prezioso che mi viene voglia di delegargli pezzi di attività di Kublai; abbiamo anche creato i tag “Kublaian mentor” e “Kublaian staff” per l’eventualità.

Intanto grazie al nucleo dei Kublattivisti (Asian, Biagio, Castelpoggio, Criscia, Diomira, Isabella, Lorenza, Martha, Phil, Pico, Roberta, Simone, Valentina, Walter); grazie agli altri che stanno avvicinandosi (loro sanno chi sono). Davvero. Cercheremo di essere all’altezza della vostra fiducia e del vostro entusiasmo.



Selezionati i primi quattro progetti di Kublai

scritto da Alberto il 30-06-2008

Siamo pronti per partire con il coaching pilota!

A partire dalla prossima settimana un gruppo misto creativi/esperti di sviluppo locale del DPS (Dipartimento di politiche per lo sviluppo) del Ministero dello sviluppo economico lavorerà su quattro idee proposte da membri della community di Kublai. Mi sembra un buon momento per lasciare un messaggio di congratulazioni (e un augurio di buon lavoro, visto che ci sarà da lavorare) ai proponenti. I progetti selezionati sono:

Li discuteremo in due riunioni al Porto di Second Life, che saranno aperte a tutta la comunità e a cui ci auguriamo che vogliate partecipare in molti (le sta organizzando Criscia, che a breve ci farà sapere date e orari). Qui sotto trovate un documento di due pagine (anche scaricabile) che spiega cosa succederà esattamente durante l’attività pilota di coaching.

Read this document on Scribd: Kublai - Dalle idee al progetto (pilota)


Social engine party: kublaiani e altra gente interessante

scritto da Alberto il 28-06-2008

Giuseppe ha avuto un’idea semplice ed elegante: fare incontrare i gruppi della Second Life italiana, lasciare che si presentino gli uni agli altri e vedere se ne viene fuori qualcosa: collaborazioni, progetti comuni, amicizie. E, naturalmente, fare una festa. Quindi domani, dopo la finale, accorrete numerosi con me a Post Utopia a sostenere i colori di Kublai. Come sempre, vi raccomando di confermare la vostra adesione sul Ning.



Dall’idea al progetto: principi generali per il coaching

scritto da Alberto il 26-06-2008

Se dovessi dire qual’è il cuore dell’attività di Kublai, probabilmente direi “il coaching”. Con questa parola intendiamo un processo attraverso il quale le idee dei creativi della rete vengono temprate, rafforzate, ottimizzate, e diventano progetti: da sogni nel cassetto a piani d’azione realizzabili. Come sapete, l’attività di coaching ad ampio raggio inizierà a ottobre: già da luglio faremo un coaching pilota su un piccolo numero di progetti.

Oggi abbiamo tenuto una riunione sul coaching alla presenza dello steering group di Kublai (Anna Natali; Tito Bianchi/Aglio Feld; Marco Magrassi/Kapok Brun). Ci siamo trovati d’accordo su alcune cose:

  • Kublai può essere pensato come una scuola di progettazione. Mette al centro dei processi di sviluppo locale non i beni - nemmeno quelli culturali o ambientali - ma le persone
  • l’attività di coaching deve essere a più voci. Non un unico tutor per ciascun progetto, ma più persone a discuterlo
  • tra i coach di un progetto possono esservi anche creativi “esperti” che fanno parte della rete di Kublai. Il confronto tra progettisti è molto utile.
  • gli uomini e le donne del DPS, tuttavia, devono mantenere una presenza forte in tutti i gruppi di coaching. E’ altrettanto utile il confronto tra progettisti e uomini delle istituzioni
  • l’attività di coaching deve essere aperta a chiunque ne faccia richiesta. Se la rete crescerà molto, questo potrebbe essere problematico!
  • l’attività di coaching si arresta quando il progetto è scritto: nella fase di realizzazione i proponenti non potranno contare su Kublai (il che non vuol dire che non ci si possa parlare, ovviamente). Questo consiglia di porre da subito il problema della ricerca di alleati sul territorio nel quale il progetto dovrebbe essere realizzato

A breve posteremo sul blog un documento sulle modalità e i tempi dell’attività di coaching pilota.



Call for projects: iniziamo a lavorare sui primi progetti

scritto da Alberto il 19-05-2008

Per come vanno le cose in Second Life, la presentazione di Kublai (qui sotto le slides) di ieri è stata un successo pieno. Per non sovraccaricare il server e mantenere un minimo di funzionalità alla SIM avevamo settato il numero massimo di partecipanti a 40 avatar: abbiamo rapidamente esaurito i posti (poi Giuseppe ha usato qualche trucco per fare entrare ancora un paio di persone). Sold out! In più stanno arrivando i media: solo ieri ho fatto due interviste, di cui una è qui.

A questo punto del percorso, Kublai mi sembra molto chiaro e lineare. Mi sembra anche “molto internet”, nel senso che il suo successo o fallimento dipende non solo da noi del gruppo di lavoro, ma - in modo determinante - dalle persone creative che stiamo incontrando. A noi tocca dare l’esempio, incoraggiare ed energizzare questa comunità nascente. Insomma, il successo di ieri sera pone un problema molto serio, che è quello di fare fruttare il piccolo capitale di fiducia che la community creativa di Kublai ci ha accordato

Oggi ci siamo riuniti al K2O, il quartier generale di Kublai al Porto dei creativi, e abbiamo deciso di agire subito, lanciando una call per i primi progetti creativi da fare crescere. In una prima fase non saranno più di tre. Vorremmo fare un “pilota” in cui personale del ministero di alto profilo partecipa a sessioni di brainstorming che servano a rafforzare le vostre idee in vista di una eventuale futura presentazione a finanziatori o clienti. Siamo sicuri che possa essere utile ai creativi confrontarsi con qualcuno che vede la cosa “dall’altro lato”, quello appunto delle politiche di sviluppo.

In cambio chiediamo due cose. Una: che queste sedute siano pubbliche. Si terranno nella nostra isola in Second Life, e gli altri Kublaiani vi saranno i benvenuti; i materiali che ne risultassero saranno pubblicati sul web, e resi accessibili dal Ning. Non credo che sia il caso di preoccuparsi che “vi copino l’idea”: se ci pensate bene, le vostre idee stanno in piedi solo perché ci siete voi a farle camminare. Quindi niente paura!

Due: che chi si sottopone a questo processo di “irrobustimento progettuale” si renda disponibile a dare a sua volta una mano a discutere il progetto di un altro creativo se questo si rendesse necessario. Si tratta, insomma, di cominciare a costituire un piccolo nucleo di Kublaiani di ferro, che ci siano vicini nel portare avanti questa esperienza. Allora, c’è qualche volontario?