Buon compleanno Kublai


Nicola    3 maggio, 2011
Cat: Kublai

3 anni fa, 2008, un gruppo di persone motivate e con tante idee, senza sapere bene dove sarebbe andato a parare, ha creato Kublai.

Io posso solo ringraziarli e fare i miei auguri a tutta la community.

Grazie a Tito Bianchi e Marco Magrassi e agli altri colleghi dell’UVAL che li hanno aiutati nell’ombra.
Grazie ad Alberto Cottica che ha saputo intuire come creare un ponte tra il mondo e la PA
Grazie a Criscia, Marco Colarossi, Walter Giacovelli, Alfredo Scalzo, Giuseppe Granieri, Antonella Napolitano
Grazie a tutti quelli che non si sono limitati ad usare Kublai, ma sono andati oltre spendendosi per farla crescere e migliorare nel tempo e che non posso citare qui perché sono tanti.

Se Kublai è un esempio concreto di innovazione sociale, lo si deve a tutti loro.

Infine grazie a tutti i miei colleghi di Invitalia che mi stanno sopportando e aiutando a portare avanti Kublai nella giungla della PA.

Curioso che oggi sono a festeggiare Kublai a Modena ;)


Kublai: Tito Bianchi e Alberto Cottica lasciano il timone, comincia una nuova fase


Alberto    7 marzo, 2011
Cat: Kublai

Come abbiamo già scritto, nel 2010 Kublai ha incontrato delle difficoltà amministrative. Ho brutte notize: queste difficoltà sono più gravi di quello che credevamo. Per dovere di trasparenza, tento un punto della situazione.

  1. l’assetto di Kublai che avete conosciuto, quello con i coach, un piccolo community staff responsabile di animare la comunità, un programma di incontri in Second Life e il Kublai Camp a gennaio, è stato abbandonato a inizio 2010 (il Kublai Camp 2010 era parte del progetto 2009). Da gennaio 2010, i contratti del team di Kublai sono scaduti, e gli unici ad essere pagati per lavorare a Kublai sono stati i dipendenti Invitalia, cioè Nicola, Federico e Angelita. Tito Bianchi è rimasto il responsabile per conto del Ministero. Marco, Walter, io (e Criscia per buona parte dell’anno) abbiamo collaborato a Kublai come volontari. Su richiesta di Tito, ho mantenuto una specie di direzione ad interim.
  2. con l’estate 2010 il Ministero ha rifinanziato il progetto. A partire da settembre abbiamo lanciato una procedura di reclutamento. Purtroppo, per vari intoppi burocratici, non siamo riusciti a chiuderla in tempi rapidi. Con l’inizio del 2011 sembrava che fossimo alle ultime battute (e infatti Tito ha annunciato una ripartenza alla grande per febbraio).
  3. nel frattempo, però si è presentato un altro problema, che non è più al livello di Kublai, ma a quello della sua organizzazione madre: il Dipartimento per le politiche di sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico. Uno dei riflessi delle difficoltà in cui il Dipartimento versa è che molti suoi dipendenti, il cui contratto era in scadenza o scaduto da poco, sono stati avvisati di sgombrare le scrivanie a partire dal 1 febbraio. Tra questi ci sono anche Tito e l’altro ministeriale che si è occupato di Kublai, Marco Magrassi.
  4. la procedura di reclutamento di collaboratori per Kublai è ancora aperta. Però in questa situazione nessuno è in grado di prevederne i tempi e le modalità.
  5. conclusione: avendo perso, in Tito, il referente all’interno del Ministero, rinuncio alla direzione ad interim di Kublai. Non sono più in grado di assicurare risultati positivi, e comunque non ho più un mandato. La responsabilità di Kublai passa interamente al gruppo di Invitalia, che ha fondi per gestirlo fino alla fine del 2011 e prenderà le decisioni che riterrà opportune. Se e quando la procedura si sbloccherà, individuerà un direttore a cui passare la responsabilità del comando e un nuovo team. È perfino possibile che il nuovo team sia simile a quello vecchio, visto che tutti noi siamo tra i candidati alla selezione del personale, ma — e qui esprimo un punto di vista del tutto personale — non sto esattamente trattenendo il fiato.
  6. per quanto mi riguarda, intendo continuare a frequentare Kublai da volontario (del resto lo sono: quello che ho fattto dopo il Kublai Camp di gennaio 2010 l’ho fatto gratis). E di volontari c’è bisogno, perché in questo anno di rinvii amministrativi e incertezze sul progetto, le vele di Kublai si sono un po’ sgonfiate: le visite al Ning, che erano quattromila a febbraio 2010, sono scese a meno di tremila a luglio, e a duemila a febbraio 2011. La community continua a crescere di numero, ma perde di coesione; i progetti sono sempre più dialoghi a due o tre voci tra il progettista e lo staff, mentre mi pare un po’ ridotta la componente peer-to-peer in cui i progettisti parlano tra loro.

Non è però il caso di perdersi d’animo. Credo ancora che Kublai possa rinascere dalle sue ceneri, e ci credo perché credo nella community dei Kublaiani, magari un po’ sottotraccia ma pronta a ripartire se le condizioni lo permetteranno (e lo si vede dalla discussione sul futuro della nostra Isola in Second Life). Per esempio Augusto e i ragazzi di CriticalCity ci hanno preannunciato di avere una proposta per cercare di rendere il futuro di Kublai più indipendente da intoppi burocratici e cambi di linea politica: ce ne parleranno presto loro stessi, e magari altre proposte arriveranno.

Nel frattempo, direi che possiamo considerare concluso Kublai in quanto esperimento: nella migliore delle ipotesi il Ministero può sostenerla per un altro anno. Da questo esperimento abbiamo imparato tutti molto. Adesso si tratta di capire se ha senso cercare di passare da una fase sperimentale a una fase più stabile, e come. Pensiamoci tutti quanti, ci sentiamo sul Ning.