Anche quest’anno il Kublai Award verrà assegnato da una commissione di alto profilo, completamente indipendente dal Ministero dello sviluppo economico e dal team che lavora su Kublai. I cinque commissari sono:
Francesco Bernabei. Un passato nella finanza etica, ora coordinatore dell’ufficio economia di Fondazione Cittadellarte.
Annibale D’Elia. Coordinatore dello staff di Bollenti Spiriti, il programma della Regione Puglia per le politiche giovanili.
Alberto Masetti-Zannini. E’ un imprenditore sociale e un viaggiatore instancabile: la testa la tiene a Londra, il piede destro a Milano e l’altro a zonzo per il globo. E’ tra i fondatori e hosts di The Hub Milano, il primo centro italiano interamente dedicato a innovazione e imprenditoria sociale.
Anna Natali. Vive a Bologna dove ha studiato scienze politiche. Lavora sulle politiche di sviluppo come esperto indipendente e con la propria società di ricerca.
Salvo Mizzi. Lavora in Telecom Italia, dove si occupa di web, social media e di progetti di innovazione.
Saranno loro a scegliere il vincitore tra i sei finalisti. Direi che siamo in buone mani!
Da oggi comincia la collaborazione tra Kublai e Working Capital, la piattaforma di venture capital di Telecom Italia. Sono bastate due riunioni tra noi e il suo responsabile Salvo Mizzi per decidere di fare insieme tre cose. La prima è semplicemente darci reciprocamente visibilità, come abbiamo già fatto ai tempi di TechGarage (in quell’occasione un progetto di Kublai, CriticalCity, vinse tutti e tre i premi di TechGarage!). La seconda è che Kublai rende i suoi coach disponibili per assistervi nella preparazione dei progetti da presentare a Working Capital, sia che aspiriate ad un loro investimento nella vostra startup sia che puntiate alle loro borse di studio. La terza è che Salvo stesso parteciperà a Kublai come coach; ovviamente gli sottoporremo solo progetti che stiano nelle corde di Working Capital, quindi (come dice lui stesso) attinenti al web 2.0 e alla nuova internet. Il suo profilo su Kublai è qui.
Siamo molto contenti di questo ponte gettato tra i creativi e il mondo del venture capital. Non tutti i progetti kublaiani sono materiale da venture capital, anzi molti non hanno nemmeno un orizzonte di impresa. A noi va benissimo così: le idee creative ci vanno tutte bene, tecnologia o poesia pura, for profit o non profit, purché siano buone idee che camminano sulle gambe di persone intelligenti e motivate. Ma ovviamente speriamo che Working Capital possa essere un buon porto di approdo per quei progetti che hanno quel tipo di orizzonte.