Il principale obiettivo dell’evento è quello di favorire la diffusione in Italia della cultura del fundraising, aoggi nel nostro paese ancora poco utilizzato, e diventare il principale momento di incontro nazionale per affinare strumenti, soluzioni e servizi per un fundraising sempre più efficace.
Il Festival si rivolge a tutti coloro che lavorano nel settore del non profit (organizzazioni, associazioni, consulenti, aziende fornitrici di servizi e dirigenti pubblici) per condividere esperienze e conoscenze e favorire così lo scambio di buone pratiche.
La realizzazione del Festival è interamente gestita dall’omonima Associazione, composta da ex- studenti del Master e da professionisti specializzati. La scelta è quella di investire su un gruppo di lavoro giovane e molto motivato e che abbia margini di crescita e l’interesse a sviluppare al meglio le potenzialità del progetto.
Per gli oltre 600 partecipanti attesi sono previsti oltre 60 momenti formativi sui principali temi del fundraising nonché sessioni plenarie sul tema di dibattito individuato per l’edizione 2011:‘digitale vs cartaceo, innovare o resistere’.
Sui vari argomenti discuteranno relatori reclutati tra i migliori professionisti e consulenti a livello nazionale e internazionale.
Il Master in musica, comunicazione e marketing dell’Università di Roma1 – La Sapienza ha inserito il Kublai Camp 2010 nel suo curriculum di studi. Per vedersi riconosciute le ore di presenza al Camp come ore di lezione, gli studenti del MMCM dovranno firmare un modulo che la segreteria del master renderà disponibile presso la reception. E il prossimo anno, ragazzi, vogliamo vedervi in finale! Già quest’anno un progetto che proviene dal master ce l’ha quasi fatta.
Kublai ha collabora in vari modi con il MMCM fino dal suo inizio; il suo direttore Francesco D’Amato ha partecipato a diverse nostre iniziative, e sarà anche al Camp 2010. Collaborazioni con altre università sono allo studio.
Stefano Consiglio è uno dei membri più rispettati della nostra community e un ottimo progettista. Siccome è anche professore all’Università Federico II di Napoli, ha avuto una bella idea: sperimentare l’uso di Kublai come strumento didattico per stimolare la creatività progettuale negli studenti. Sull’onda delle buone vibrazioni suscitate dal seminario della settimana scorsa, mi ha scritto una breve riflessione su questa sua sperimentazione, e mi ha autorizzato a condividerla sul blog.
Grazie a Kublai i miei studenti, timorosi e affascinati dal mondo del lavoro che ruota intorno ai beni culturali hanno la possibilità di curiosare, partecipare e magari diventare protagonisti sperimentando e conoscendo persone.
Kublai presenta sei importanti punti di forza ed il successo che inizia a riscuotere in aula mi convince che il progetto ha una reale e potente funzione formativa, i punti di forza secondo me sono:
1. Kublai è un laboratorio facile da raggiungere
2. Kublai si occupa di imprese nel settore creativo
3. Kublai permette di “vedere” come nasce o come si consolida un progetto
4. Kublai ci aiuta a vedere come si evolvono idee (attraverso le diverse discussion aperte che forniscono una lettura longitudinale del progetto)
5. Kublai permette ai partecipanti di sperimentarsi come “consulenti” e di avere feedback (fondamentali per autovalutarsi)
6. Kublai permette ai partecipanti di sperimentarsi come “imprenditore”.
Domani faccio parlare coloro che hanno iniziato a partecipare facendo spiegare a loro come si entra come si scrive il profilo ecc, poi una delle prime kublaiane presenterà i progetti poi formo i gruppi.
A me l’idea sembra geniale, non ci avevo mai pensato. Voi che ne dite?
Ieri mattina, indossati i Rayban Aviator e il maglione a collo alto del mio avatar Mr. Volare, ero al Porto dei creativi per intervenire ad un seminario real life. Nel salottino dell’isola io vedevo l’avatar (apertamente tolkieniano) del professor Stefano Consiglio; nell’aula A 11 dell’università Federico II di Napoli, però, gli studenti vedevano me (e Antonella/Gloriana), mi sentivano parlare in chat voce e a loro volta parlavano con me attraverso l’avatar di Stefano. Prima del giro di domande e risposte tra Mr. Volare e gli studenti il nostro Marco (componente dell’UVAL e dello steering committee di Kublai) aveva introdotto Kublai ai ragazzi.
La mia impressione – confermata dai commenti ricevuti, alcuni dei quali si possono leggere qui – è stata quella di un incontro positivo. Alcune riflessioni:
Il formato funziona. Dopo la brillante presentazione di Marco, il collegamento da SL ha rappresentato un piacevole cambiamento di linguaggi espressivi pur nella continuità assoluta del messaggio di Kublai. E di più: ha mostrato ai ragazzi un volto per loro inaspettato dello smandrappato Stato italiano: un gruppo preparato, fortemente idealista, combattivo anziché cinico e relativamente giovane all’anagrafe e nello stile. Credo che Kublai abbia guadagnato di credibilità: se dopo tutti i discorsi di Marco sulla creatività, l’apertura e le nuove idee avesse mostrato loro un portale (scusate la parola), gli studenti avrebbero probabilmente fiutato il pericolo, la stagnazione, l’imitazione “da fuori” (e malfatta) del linguaggio della rete anziché la la sua condivisione “da dentro”. Un ministero economico che si presenta con Marco e poi apre un collegamento con Second Life… l’Italia è anche questo. E, sapete una cosa? Non è stato poi così difficile. Dopo anni passati a lottare con problemi tecnici (Robin Good e Tommaso Tessarolo che non riuscivano a collegarsi via Skype con la Camera di commercio di Milano per l’EBA Forum, per esempio), con un minimo di attenzione e preparazione il seminario in meshup tra RL e SL è filato via liscio. Stefano aveva un portatile e una chiavetta HDSPA; io avevo il mio MacBook Pro e un buon microfono cuffia; l’università ci ha messo uno schermo gigante e un’amplificazione audio.
Contano i valori. Di cosa è fatto lo sviluppo creativo, chiedevo ai ragazzi? E loro: passione, fiducia, motivazione… E cosa dovrebbe fare Kublai, cosa dovrebbe fare il Ministero per promuoverlo? E loro: dare attenzione, creare un buon clima, e così via. Nessuno ha parlato di soldi. La non centralità delle risorse finanziarie nei processi di sviluppo creativo sta diventando ormai una costante dell’esperienza Kublai, ne ho parlato anche nei video di quest’estate. E’ la grande lezione del subversive engineering: puoi fare innovazione con pochissimo denaro, se le intelligenze sono connesse e supportate da una solida infrastruttura cognitiva e valoriale (e da un buon welfare).
Sostenere la speranza. Con mio grande raccapriccio, la parola che circolava era “depressione”. Gli studenti di Stefano sono depressi, non vedono per se stessi un futuro e un posto nel mondo, si sentono guardati con fastidio dagli adulti che gestiscono il loro mondo. Mi è venuto da schierare Kublai per attaccare la depressione: il futuro siete voi; Kublai esiste perché gli adulti in questione non ottengono risultati, basta guardare in che stato è il Mezzogiorno dopo oltre cinquant’anni di politiche di sviluppo; lo sviluppo è fatto di persone, non di risorse finanziarie; le persone si connettono in rete e aumentano il loro impatto; i tempi di crisi mettono le soluzioni inefficienti e parassitarie sotto pressione e allargano gli spazi per le persone competenti e coraggiose. Stefano, Marco e io abbiamo provato a dare un segno di speranza, di attenzione, di valori solidi. Chissà se i nostri discorsi sono stati resi più credibili dall’informalità visionaria del salotto ai vecchi docks e dalla pulizia del cielo digitale sopra al Porto dei creativi: fatto sta che un po’ di speranza è passata (leggere i commenti per credere), e i ragazzi ce l’hanno restituita con gli interessi iscrivendosi in massa a Kublai. Yes we can. Forse. E comunque bisogna provarci.
Venerdì 5 dicembre a partire dalle 9.00 presso l’università di Napoli Federico II si terrà un seminario dal titolo: “Kublai: La Pubblica Amministrazione nella rete dei creativi”.
Il seminario sarà condotto dal nostro coach/economista Marco Magrassi nell’ambito delle attività del corso di laurea in Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali.
Organizzatore dell’incontro è il prof. Stefano Consiglio, mente e cuore del progetto Angeli di Napoli. Gli “angeli” saranno presenti al completo ma speriamo che anche molti altri progettisti napoletani colgano l’occasione per fare un salto e incontrarsi!
Appuntamento alle 9.00 in aula A 11 (Via Nuova Marina 37, II piano).