In questi giorni ho quasi sempre una finestra aperta sul social network di Kublai, anche perché si avvicina il momento del primo incontro al porto dei creativi e sono molto contento di rivedere alcuni vecchi amici e di incontrarne di nuovi. Quindi ho potuto leggere quasi in tempo reale la discussione aperta da Philosofia con i diversi interventi. Dice Philo: io ho in testa un’idea che però coinvolge più territori di diverse regioni, questo è un problema?
La risposta di Tito va citata per la nettezza con la quale individua una direzione di lavoro per tutti i partecipanti alla community creativa:
[…] non è il momento di pensare ai vincoli. Quelli verranno dopo e sono in realtà anche molto minori di quello che si pensa. Ci sono programmi di finanziamento di tutte le scale: nazionali, regionali, e destinati a specifiche aree sub-regionali. Poi c’è il venture capital privato..
Quello che scarseggia veramente sono le idee buone mentre i fondi per il loro sviluppo - pubblici e privati - sono molto disposti ad adattarsi. Le idee buone però, anche questo lo stiamo verificando, sono inscindibili dalle persone disposte ad impegnarsi per portarle avanti.
Queste poche righe esprimono benissimo la nostra visione: le risorse ci sono, sia quelle pubbliche (di cui Tito e i suoi colleghi sono direttamente esperti) sia quelle private (ce ne parlerà presto Gianluca Dettori, imprenditore e seed capitalist). Quello che manca sono le idee, e la conoscenza - mi viene da dire la visione - per generarle. Per la prima volta nella storia del nostro scassatissimo paese, oltretutto, mi pare che ci sia un piccolo nucleo di soggetti che alle idee attribuiscono molta importanza, e che hanno un certo potere; e questo fa venire molta voglia di capire meglio e proporre cose sempre migliori, almeno a me.
Vienna alla ricerca della creatività. L’importanza del potenziale creativo di una regione gioca un ruolo importante per la sua crescita economica. Le nuove idee possono essere fondamentali per l’economia e lo sviluppo di una città, anche grande e con una lunga storia, come Vienna. Qui si racconta come la capitale austriaca abbia raccolto la sfida lanciata dalla creatività puntando sulle creative industries e sulla realizzazione di un enorme distretto culturale nel cuore della città…
Design in campagna. Il design si è sempre sviluppato nei grandi spazi urbani, caratterizzati dal mescolarsi di persone, tradizioni, stimoli diversi. Alcuni creativi del del settore hanno lanciato la sfida di spostare lo spazio di lavoro e sperimentazione dalla grande città alla campagna. E così, a Design Escapade, otto designers hanno provato a reinventare elementi legati alla convivialità. Sicuramente una rilettura diversa dai soliti parametri e una nuova strategia di comunicazione. Forse, un nuovo modo di parlare di un territorio, di valorizzarlo e promuoverlo. (Campagna Design)
Nasce l’Istituto Europeo di innovazione e tecnologia. Non ha ancora una sede ma il Parlamento Europeo ha stabilito che comincerà le sue attività in estate: il nuovo Istituto Europeo di innovazione e tecnologia sarà al centro del cosiddetto “triangolo della conoscenza” in Europa, composto dai sistemi d’istruzione superiore, ricerca e innovazione.“Tra le sue attività, quelle di agevolare le reti,la cooperazione e la creazione di sinergie tra le comunità dell’innovazione in Europa e soprattutto il trasferimento alle imprese, incluse quelle piccole e medie, dei risultati delle sue ricerche per l’applicazione commerciale.”
Perché le arti contano. Cristina Alaimo ripropone delle parole del giornalista John Tusa sul valore delle arti: Le arti contano perché racchiudono, esprimono e definiscono l’anima di una civiltà. Un Paese senza arte smetterebbe di interrogarsi e di sognare;non avrebbe né interesse nel passato né curiosità sul futuro. Qui tutto il brano, anche col testo in inglese.
Kublai notes torna lunedì, nel frattempo inviateci le vostre segnalazioni!
Parlando in giro di Kublai stiamo conoscendo moltissime persone che ci raccontano i loro progetti, le loro idee ed iniziative. E così da oggi proviamo a raccontarne ogni giorno un pezzetto anche qui sul blog.
Le vostre segnalazioni saranno graditissime!
I Teatri delle Vergogne sono un’associazione di artisti e di gruppi, accomunati dall’appartenenza alla scena contemporanea indipendente e dal confronto quotidiano con l´auto-produzione culturale, che ha sede a Palermo.”Nascono con l’intento di tracciare un segno visibile e permanente in un panorama teatrale e culturale in cui la vergogna sembra sia stata silenziosamente bonificata e assimilata. I Teatri delle Vergogne vogliono confrontarsi, cimentarsi, evolversi e formarsi in un luogo dove fare teatro, danza, arte, non deve essere vissuto con il clamore dell’evento episodico, né con “le vergogne” del favore concesso, quelle stesse “vergogne” che la piazza più rappresentativa della città di Palermo mostra senza più pudore, simbolo di ciò che il teatro sa e vuole svelare nell’atto della sua più pura ricerca.”
(via Cristina Alaimo)
Agenda Expo 2015 è un progetto collaborativo che si propone di documentare i cambiamenti della città di Milano nel percorso verso l’Expo che vi si terrà nel 2015. Sul wiki si potranno inserire foto, video e racconti. L’iniziativa si propone di raccogliere le esigenze dei cittadini che vedranno mutare la loro città nei prossimi anni.
Il premio “La città dei cittadini” vuole dare visibilità a progetti, iniziative e ricerche che promuovano la cultura della cittadinanza “perché i cittadini si riconoscano come anello importante della democrazia e possano svolgere un ruolo efficiente all’interno della società a livello locale, nazionale o internazionale“. Fino al 30 maggio è possibile inviare le segnalazioni di buone prassi che abbiano contribuito a diffondere il sapere civico e la consapevolezza del bene pubblico. Le categorie sono quattro: Pubbliche Amministrazioni, associazioni, mezzi di comunicazione e tesi di laurea. Qui il regolamento. La città dei cittadini ha anche un blog collettivo che raccoglie segnalazioni di esperienze che promuovono la cultura della cittadinanza. (Nota: sono tra i fondatori di Micromacchina, l’associazione che sta realizzando il progetto con il Comune di Casalecchio di Reno)
Festival Internazionale del Gioco e Giocattolo di Tradizione. Dal 22 al 25 maggio 2008 circa mille bambini parteciperanno a questo Festival che si tiene a Massicelle di Montano Antilia (piccolo centro del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano): tra concorsi e laboratori ai bambini verranno mostrati i giochi di una volta recuperando parti della cultura popolare come parte dell’identità del territorio. L’intera comunità viene coinvolta nella realizzazione dell’evento che vede anche la partecipazione di una rappresentanza estera. (via Righe di Diomira)
Stiamo cominciando a diventare numerosi (e non tutti si sono registrati ancora). E’ arrivato il momento di riunirci tutti insieme per cominciare a condividere una cornice, un frame, un ambiente di lavoro. E un programma di attività. E poichè per definizione siamo un network, delocalizzato ma coeso, ci incontreremo tutti al “Porto dei Creativi“, la nostra isola su Second Life (istruzioni, qui). L’appuntamento è per domenica 18 maggio, alle 21:00.
Il programma, quasi definitivo, prevede una conferenza di presentazione del progetto (Kublai racconta Kublai), uno spazio per domande e conversazione , in modo da convergere su temi e aspetti di lavoro. Poi, alle 22:00, poichè Kublai è il porto dei creativi, una passeggiata per l’expo promenade (dietro gli uffici di Kublai) dove inaugureremo *5 esposizioni 5* di creativi “in world”. E poi a seguire una festa con tanto di DJ (che però non sarò io, chè mi hanno proibito di farlo *smile*)
Sugli aspetti del progetto, dunque, inutile fare anticipazioni. Domenica sera ne parleremo tutti insieme. Vorrei invece spendere due parole, soprattutto a beneficio di chi sta cominciando a frequentare Second life grazie a Kublai, su quella che ho chiamato creatività “in world”. All’interno di un mondo metaforico, in cui si ripetono processi e schemi della società tradizionale, emergono sempre tendenze creative che finiscono per toccare trasversalmente tutti i settori. Spesso è una creatività ancora ingenua, immatura (data anche la giovane età dello strumento), a volte irrisolta in funzione delle possibilità tecniche che ancora devono crescere per bene. Ma è un contesto creativo sempre meno embrionale, sempre più interessante, con cui si stanno confrontando grafici, architetti, musicisti e creativi che vengono da altri percorsi. Chi volesse saperne di più può dare un’occhiata a Rinascimento Virtuale.
Quanto alla serata di Kublai, l’intenzione è di dare visibilità a tutti (o a molti, nel range del sostenibile) nell’arco di tempo del progetto. Per dare un’idea di uno scenario generale, cominceremo con 5 artisti molto apprezzati dentro Second Life, capaci di dare stimoli e non privi di autoironia : Marco “Cadioli” Manray (in collaborazione con la Galleria Overphoto), Shellina Winkler, Solkide Auer, con i due profeti (che non vogliono seguaci) del neupappismo e con Hrotdgar Edman.
E’ passato qualche giorno dal MateraCamp e dall’incontro successivo di Visioni Urbane a Potenza (del quale hanno già scritto sia Alberto che Ida), ma solo ora riesco ad avere il tempo per scrivere qualche pensiero con calma su quei giorni densi di energia e bella umanità come era da un po’ che non se ne vedeva in giro, credo.
A Matera si è riunita e riconosciuta una comunità, amici che non si erano mai incontrati, e che si sono scambiati esperienze, hanno cantato insieme cori goliardici sui gradini di una locanda scavata nella roccia, hanno pensato e parlato di progetti comuni: Kublai, Mondine, Lucania Lab, un nuovo progetto editoriale nei new media, un social network dei commercialisti lombardi forse collegato a uno dei padovani, un Festival dell’Unità in Second Life, un esperto informatico della Regione Veneto interessato all’utilizzo del web dei ragazzi pugliesi di Bollenti Spiriti (programma regionale per le politiche giovanili) … sono solo alcuni temi delle conversazioni alle quali ho partecipato, collegate da bottiglie di Aglianico, espressini freddi, peperoni cruschi… e un’unica parola a comunicare quell’energia presente nell’aria: Daje!!!
Poi giusto il tempo dei saluti e sono partito alla volta di Potenza, con Marta/Mae, Fabio/Asian, Laura/Liu, Roberta/Rosa, Tonino, Lorenza/Azzurra e GG/JJ. Mancava solo Elena/Velas, ritornata il giorno prima a casa da Matera e la squadra di Kublaier in Second Life sarebbe stata quasi completa (molti altri gli avatar presenti a Matera). Sembrava quasi un pranzo pre-partita, se non fosse stato per la quantità impressionante di portate in tavola : )
Poi Tonino e Lorenza mi hanno portato in albergo, dove il giorno seguente si sarebbe tenuto l’incontro conclusivo della prima fase di Visioni Urbane Basilicata, progetto di sviluppo della scena creativa lucana.
Lì mi sono unito a Lorenzo Canova del DPS e alla sua assistente Anna per una cena con Miki Espuma de La Fura dels Baus, assieme a Ida, Valerio e altri dirigenti della Regione Basilicata. Altre prelibatezze locali (zuppa di farro e salsiccia pezzente, sempre accompagnati da buon Aglianico) ad allietare la conversazione… Anna mi ha raccontato della sua attività per la tutela delle tradizioni e lo sviluppo turistico del Villaggio Crespi d’Adda (nel quale vive), in provincia di Bergamo, dichiarato patrimonio Unesco, che deve lottare anche a volte contro le istituzioni locali per salvaguardare e valorizzare le proprie tradizioni e specificità storiche. Si è parlato anche di Biennale di Venezia, di Barcellona e di Basilicata, in un ping-pong geografico molto stimolante.
Tornati in albergo la sera tardi, abbiamo incontrato nell’ingresso Alberto e Paolo Verri, arrivati insieme dall’aereoporto di Napoli. Paolo è l’ex direttore del Salone del Libro e di Torino Internazionale (ha coordinato i tavoli di progettazione partecipata della città, che ripensava a se stessa grazie all’occasione delle olimpiadi invernali), ed ora è impegnato in Italia150, progetto nazionale per la celebrazione del 150esimo anniversario dell’unità d’Italia (ne parleremo approfonditamente più avanti). L’avevo conosciuto a Pescara in uno degli incontri di presentazione di Booster, dove aveva dato un contributo illuminate alla strategia di progetto e in termini di consigli per la progettazione partecipata. Sono quasi le due quando ognuno prende la via della propria camera, dopo aver definito gli interventi del giorno seguente ed aver pianificato una serie di incontri di presentazione del progetto in Piemonte più mirati del Salone del Libro, ormai evento di massa e per un pubblico generalista (anche di questi parleremo meglio più avanti).
Il giorno seguente ha tenuto lui il primo intervento della mattina, parlando dell’importanza di trasferire investimenti “from brick to brain” (dai mattoni ai cervelli/all’immateriale), di nuovi modelli identitari, della cultura come mezzo più rapido per far percepire il cambiamento, di come Torino abbia imparato da esempi di altre città, del rapporto di equilibrio e rispetto reciproco che dev’esserci fra pubblico e privato per avere sviluppo, dell’importanza che il cambiamento sia avvertito dai cittadini come un’emergenza/necessità, e non invece provando a forzarlo attraverso incentivi economici… e di molto altro (del quale probabilmente scriverò in post successivi a questo). Una frase mi ha colpito però in particolare e la vorrei riportare qui: “non dovete chiedere il riconoscimento del vostro valore da parte della società (e chiedere alle istituzioni di finanziare le vostre attività perchè meritevoli), ma dovete riconoscere voi i valori (le tradizioni, le risorse chiave, non solo in ambito creativo, anzi) della vostra società e mettervi al loro servizio“.
Fra una pausa e l’altra approfondisco la conoscenza di Mariangela e Alfredo e de L’Albero di Minerva, di Nico Ferri e del Pollino Music Festival (collegato al circuito di ItaliaWave), di Lorenza e del progetto Art’s Factory Basilicata, di MariaPaola e della webtv LaSiritide …
e, last but not least come si dice in questi casi, anche di Massimiliano e Rocco del Lucania Film Festival, che mi raccontano con entusiasmo e determinazione i loro progetti di graduale crescita per il festival e le iniziative collegate (un portale web europeo/mondiale per la raccolta dei cortometraggi per i festival, un’agenzia di grafica e design, etc). Avremo modo di parlare meglio fra poche settimane, visto che il loro sarà il secondo caso raccontato e discusso in Second Life nel corso de “i mercoledì di Kublai”, a partire dal 28 di maggio, tutti i mercoledì alle 21 a “Kublai - il porto dei creativi” (!).
Tempo di tornare in Emilia quindi, e mettersi al lavoro per preparare tutto quello che verrà, non prima però di aver ripensato a un’altra frase di Paolo Verri: “il futuro è un’ipotesi, da costruire giorno per giorno”. Beh, mi sembra che in Lucania lo stiano facendo.
UPD. Bel video dei ragazzi de LaSiritide sull’ultimo incontro di VU:
In questi giorni abbiamo cominciato a definire le fasi e i tempi delle nostre attività: nella fase inziale stiamo conoscendo i creativi e cercando di fare in modo che loro conoscano Kublai e ne facciano un luogo di confronto e di incontro. Stiamo quindi viaggiando molto e spiegando Kublai alle persone che incontriamo.
Nella seconda fase, durante l’estate, cercheremo di raccogliere le vostre proposte, di discuterne, per sceglierle e perfezionarle…ma non smetteremo affatto di viaggiare, quindi se ci sono eventi, luoghi, occasioni per incontrarci segnalateceli pure!
Questi mesi serviranno per essere pronti in autunno a trasformare le idee in progetti, aiutando in modo specifico chi li propone affinchè possano essere realizzati. Kublai, come già detto, non dà finanziamenti: esistono però notevoli risorse che l’Unione Europea ha stanziato per gli obiettivi di sviluppo locale.
Sì, ma dove?
Come dice Alberto: La domanda non è banale: probabilmente molti dei progetti che Kublai finirà per sostenere saranno locali o iperlocali, ma è importante che i creativi che li propongono abbiano scambi vivi con i loro pari su tutto il territorio nazionale. E allora? Allora il posto giusto per incontrarci è un porto, luogo per eccellenza di transito, di commerci, di crocevia. Nei porti senti i profumi e i sapori delle merci che vengono dai paesi più lontani; senti parlare tutte le lingue, gli accenti, i dialetti; vi si incontra gente varia e variamente colorata.”
Se, già dal nome, Kublai è molto legato al viaggio era forse inevitabile che il punto di incontro fosse un porto, e il porto dei creativi di Kublai su Second Life ha preso forma e comincia ad essere vissuto da chi lo frequenta… e anche da noi, che ci facciamo anche le riunioni.
Insomma, cominciamo a incontrarci…e anche a guardarci in faccia: il nostro social network su Ning sta crescendo, incontriamoci anche lì!
La prima presentazione di Kublai avviene in uno dei pochi barcamp del sud, il MateraCamp, alla seconda edizione.
Da sabato ad oggi la Rete si è riempita di foto e post sul barcamp, in particolare sull’atmosfera rilassata e divertente, oltre che sulla bellezza del posto, che io e Marco abbiamo apprezzato, grazie alla visita guidata che gli organizzatori hanno messo a disposizione di chi è arrivato venerdì.
La prima presentazione di un progetto in divenire non è una cosa semplice e io e Marco (qui di fianco una foto di Maxime scattata durante la nostra presentazione) ci siamo chiesti più volte come sarebbe stato meglio “rompere il ghiaccio”, da dove cominciare. Nelle varie chiacchierate ci è venuto da pensare che questo barcamp ha portato a Matera moltissime persone da tutte le parti d’Italia, nord incluso (c’è gente che è venuta in moto da Milano e chi ha preso l’aereo da Torino), che hanno scoperto – e riscoperto – una città splendida, hanno incontrato persone con gli stessi interessi che frequentavano in Rete. Insomma, ha già molto a che vedere con quello di cui parleremo.
L’aspetto che rende il barcamp un tipo di evento diverso da altri eventi è proprio che la socializzazione prevale su tutto e consente di incontrare persone e confrontarsi in modo informale e del tutto fluido. Al di là della presentazione, quindi, la mattinata trascorre tra molte chiacchierate con gente che ha già visto qualcosa di Kublai in Rete, ma anche con chi si incuriosisce leggendo il nome e ricordandone il riferimento letterario. Va a finire che si parla del progetto seduti su un divano con Laura e Roberta, o accovacciati su un muretto mentre si sgranocchiano i peperoni cruschi (delizioso prodotto locale!) o seduti in un circolo di sedie improvvisato, come avviene con Gigi…esattamente al lato opposto dello spazio presentazioni della sala!
Tra le presentazioni del mattino spicca per noi l’esposizione di Annibale D’Elia sul programma della regione Puglia Bollenti Spiriti e su varie iniziative collegate, in particolare Principi Attivi, che si propone di finanziare progetti di giovani pugliesi sull’innovazione, la valorizzazione del territorio e la cittadinanza attiva: i ragazzi di Bollenti Spiriti stanno parlando del progetto in giro e credono molto nei giovani come risorsa per lo sviluppo sociale e territoriale della Puglia. I punti di contatto sono tanti e loro ci invitano al B_Creative Camp che si terrà a Bari a fine mese e vedrà la partecipazione di molti giovani artisti italiani e stranieri, che arriveranno per la Biennale. Noi, ovviamente, ci saremo!
Così come ci prenotiamo per una prossima edizione del Materacamp, ringraziando gli organizzatori e una città che ci ha molto affascinato.
Una piccola nota di servizio per chi fa già parte del nostro network, ma anche per chi sta semplicemente seguendo con curiosità i lavori.
Stiamo terminando di allestire l’isola di kublai su Second Life, che utilizzeremo per fare cose insieme (conferenze, incontri, ma anche per esporre idee, ascoltare musica, condividere progetti e aspetti che la creatività sa elaborare). La metafora che abbiamo scelto, per allestirla, è quella del porto: l’isola si chiama “Kublai - Il Porto dei Creativi” e sta a tutti noi farne il miglior approdo possibile per conoscerci e per conoscervi tra voi.
Stiamo ancora sistemando qualche dettaglio (la segnaletica ad esempio), ma è già possibile cominciare ad usarla (e, nei nostri uffici, iscriversi al gruppo). Se vuoi visitarla, puoi arrivarci da qui. Se non hai mai usato Second Life, puoi seguire tre semplici passi:
1. Registrati e scegliti un avatar, da qui (è gratuito).
2. Scarica e installa il programma per usare Second Life, da qui.
3. Clicca su su questo link e arriverai sull’isola di Kublai. Proprio nel punto in cui ci sono le prime istruzioni e alcuni abiti e oggetti utili gratis, che ti aiuteranno ad iniziare.
Poi, visto che Second Life va benissimo per le attività sincrone, abbiamo appena avviato il Social Network su Ning per impostare i nostri profili e avviare discussioni o attività asincrone. Registrati anche qui, avendo cura di inserire nella tua scheda tutte le informazioni che possano agevolare il tuo “incontro” con interessi simili ed intelligenze diverse.
Sia su Second Life che su Ning che qui sul blog abbiamo inserito anche una semplice spiegazione in dieci slide su come fare a costruire un progetto di sviluppo locale partendo dalla tua idea.
In questi giorni continueremo a lavorare e a crescere insieme. Stay tuned
Abbiamo una bella storia da raccontare, anzi due. La storia principale è questa: in Italia ci sono i creativi, ignorati dalle politiche per lo sviluppo, che hanno davvero un forte potenziale di trasformazione positiva della società. La storia secondaria è questa: sta arrivando la cavalleria! Il gruppo di Kublai, emanazione dello Stato con la esse maiuscola, capovolge l’andazzo generale e si dà l’obiettivo di coinvolgere i creativi nella partita dello sviluppo locale.
Tutto molto bello, se non fosse che - giustamente, purtroppo - i creativi italiani delle istituzioni diffidano non poco. Sono state fatte troppe convocazioni di artisti e intellettuali, troppe volte si è detto “partiamo” e si è rimasti fermi. Per chiedere fiducia, Kublai deve accreditarsi. Una parte dell’accreditamento, credo, insiste sul gruppo di lavoro. Non siamo uomini delle istituzioni, ma creativi della musica (io) o del digitale (Giuseppe) con una piccola reputazione alle spalle. Ma una parte più grande è da costruire dando segni forti della nostra specificità culturale.
Per questa ragione abbiamo deciso di fare un reportage: ce ne andremo in giro per l’Italia (soprattutto per le regioni del Mezzogiorno) a conoscere meglio alcune esperienze creative che hanno ricadute in termini di sviluppo del territorio. Funziona qui la metafora di Marco Polo nelle Città Invisibili: si tratta di raccontare i creativi alle istituzioni, al mondo, ai creativi stessi, spesso poco consapevoli del proprio potenziale di impatto. Useremo linguaggi e tecniche narrative atti a creare immaginario, a dare il senso della narrazione di queste due storie. Arriveremo sul territorio in motocicletta (ottima occasione per soffiare via la polvere dell’inverno alla Poderosa). Produrremo video e podcast. Useremo i social networks. In questa avventura avremo al fianco Nova, il supplemento del Sole 24 Ore dedicato all’innovazione. Nicola (grazie!) mi ha messo in contatto con il direttore Luca De Biase, che non conoscevo di persona, e lui ha detto che raccontare queste storie fa assolutamente parte della mission di Nova. Prossimamente definiremo insieme i dettagli. Nel frattempo, sarà bene cominciare a raccogliere qualche caso da raccontare. Se qualcuno ha suggerimenti ci scriva pure.
Arrivo a Salerno sabato mattina vestita a tre strati e pronta alla pioggia – come mi hanno preannunciato. Coerentemente con leggi di Murphy varie non piove affatto e mi dirigo verso il teatro Augusteo con un piacevole sole, da un lato il lungomare, dall’altro le montagne.
Quando arrivo sta terminando la proiezione per le scuole del film “Into the wild”. Vedo un bel numero di ragazzi che assiste ed esce soddisfatto. Gli eventi per gli studenti delle scuole hanno un buon riscontro, mi spiegherà Beppe D’Antonio, il direttore artistico del Festival. È lui che, davanti a un piatto di orecchiette con provola e melanzane (sono strascinati, in realtà, ma decidiamo di non dirlo al cuoco), mi parla del Festival e mi illustra tutto quello che accade in città per quanto riguarda la creatività.
Devo dire che resto stupita dalla varietà di cose che vengono citate: cinema, musica jazz, gallerie d’arte contemporanea e videoarte. Senza contare quel che succede nei dintorni, dal festival di Giffoni a quello di Ravello…
Resto però altrettanto sorpresa quando mi rendo conto delle difficoltà di collegare queste attività, della mancata capacità di fare rete, nonostante la buona volontà di molti dei soggetti coinvolti.
La partecipazione è molto buona e si sperimenta, quest’anno al Festival ci sono state anche iniziative su Second Life e il corteo virtuale sul Sessantotto (qui accanto una foto) ma persino realtà importanti come questa, al tredicesimo anno di vita, non hanno stabilità, anche loro non possono fare altro che promuovere i giovani ma non possono sostenerli perchè continuino a lavorare alle loro idee.
Dopo pranzo aspetto che ricomincino le attività, realizzando che – coerentemente col fatto che siamo in una città del sud, dove tutto “rallenta” dopo pranzo – c’è da aspettare fino alle 16.
Il pomeriggio ricomincia con la visione di alcuni cortometraggi italiani e stranieri, molto vari e intensi. Ci sono circa una cinquantina di persone, sorprendente anche secondo uno degli autori dei corti che scherza: “Di solito noi autori dei corti ci emozioniamo quando vediamo più di cinque persone in sala!”.
Il corto che mi piace di più si intitola “Missing” ed è realizzato da un ragazzo belga. Parla di un uomo di cui viene denunciata la scomparsa e che non riesce a convincere la moglie e tutte le altre persone della sua vita che lui è ancora lì. L’aspetto paradossale è che tutti lo vedono e parlano con lui, dalla polizia che viene a fare l’inchiesta ai colleghi in ufficio.
Ci penso un po’ mentre torno in stazione, alle cose che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni e non vediamo, mi sembra c’entri un po’ con il motivo del mio sabato a Salerno. Bernard, il protagonista del cortometraggio, si sforza un po’ e in un finale grottesco riesce a farsi “vedere”, ma non è cambiato molto: lui è lì ma è come se non ci fosse, forse perchè non c’è mai davvero stato.
Insomma, “fare rumore” non basta, bisogna essere presenti davvero. E questo, col mio sabato a Salerno, c’entra sicuramente.
Kublai è un progetto pilota promosso dal Laboratorio per le politiche di sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico, ed attuato attraverso Studiare Sviluppo, che si propone di individuare e collegare persone che abbiano idee e progetti in tutti i settori legati alla creatività, sollecitandoli a proporre e realizzare progetti di sviluppo locale. L’obiettivo è quindi la formazione di una rete di creativi che metta in comunicazione persone e idee e che si autosostenga nel tempo.
Useremo molto Second Life come strumento per comunicare e ritrovarci con la nostra comunità. "Kublai - il porto dei creativi" in SL lo trovate
qui. (nuovi in SL? leggete
questo post)