Come sa chi segue questo blog, il Ministero ha selezionato persone nuove per gestire Kublai l’anno prossimo. Purtroppo non siamo ancora in condizione di presentarveli ufficialmente perché in questo perenne divenire della nostra amministrazione, prima che il nuovo team possa essere operativo alcune cose devono ancora trovare il loro posto. E’ gente straordinaria per cui non vedo l’ora che infondano in Kublai la loro visione e il loro spirito positivo.
Nel contempo dobbiamo salutare il gruppo di Invitalia che ha lavorato a Kublai per più di due anni, il cui mandato scade a fine anno. Anche questo è un gruppo di valorosi che in Kublai si è messo in gioco ben al di là di quanto ci si potesse aspettare, senza risparmiare impegno, creatività e spirito d’iniziativa. Grazie quindi a Nicola, Federico, Angelita, e agli altri di Invitalia che si sono avvicendati su Kublai: visti gli obiettivi su cui continueranno a lavorare e l’affetto che li lega alla nostra comunità, mi aspetto che sapremo collaborare anche in futuro sfruttando quello che ciascuno di noi sa fare meglio.
Kublai non si ferma, e in questa delicata fase di transizione ha bisogno di tutti quelli che si riconoscono in questo modo di lavorare. Nell’attesa di un rilancio in direzioni che non so, ma posso solo intravedere al di là delle nebbie che ora ci avvolgono e non vedo l’ora si diradino!, non vi chiedo manifestazioni di solidarietà o di incoraggiamento, ma un po’ di attenzione ai progetti a voi più congeniali. Condividere un punto di vista o un’informazione da parte di persone che posseggono le competenze giuste, può fare molto per qualcuno. Alla fine Kublai - questa cosa che ancora non riusciamo a spiegare in poche parole neppure all’interno dell’amministrazione che lo finanzia - ha un funzionamento semplicissimo: si tratta di dare un po’ di attenzione e tempo agli altri, ma solo a patto di farlo con piacere.
E state sintonizzati, intravvedo squarci di sereno. Buon Anno a tutti
Serena, finalista al Kublai Award 2011, vive a Roma ma sogna di tornare nella sua Palermo per realizzare questo favoloso progetto.
Un libro in mezzo al mare è una casa editrice per bambini e ragazzi la cui offerta editoriale confluisce nell’edutainment attraverso l’attività di un museo esperenziale nel quale il libro diventa oggetto magico che introduce a un’esperienza coinvolgente e performante.
Spazi per bambini e ragazzi in cui l’immaginazione diventa realtà da toccare, spostare e cambiare. La lettura prende forma per diventare più coinvolgente.
Dalle una location e Mariella ti organizza un festival. A lei però piacciono le sfide difficili e così, a partire dal borgo medievale dove vive, San Gemini (Tr), vuole sperimentare il connubio tra sport urbani e musica elettronica come strumenti di rivitalizzazione giovanile e differenziazione turistica.
Punto Strit, il progetto con cui è arrivata alla finale del Kublai Award 2011, lo puoi leggere su Kublai qui http://progettokublai.ning.com/group/musicacomeacqua
Il 24 settembre 2011, al Kublai Camp 2011, tra i finalisti c’era anche il progetto ProCivibus, una iniziativa non profit che utilizza il Web2.0 per consentire a tutti i cittadini di partecipare alla raccolta dati necessari per la pianificazione delle emergenze e per la redazione/aggiornamento dei Piani di Protezione Civile. Decisamente una innovazione sociale di ampia portata che sta raccogliendo successi e consensi in tutta Italia.
La piattaforma è attiva e funzionante e in continua evoluzione http://www.procivibus.it
ProCivibus è una iniziativa di grande portata che interessa tutta la pubblica amministrazione e le tematiche del controllo del territorio e della prevenzione di catastrofi. Ultimamente la cronaca è stata invasa da tragedie che forse potevano essere evitate se ci fosse stato un sistema evoluto come questo per permettere a tutti i cittadini di segnalare problematiche territoriali.
Trovo che sia un modo evoluto ed intelligente di guardare alla PA del futuro
Laura Duranti, finalista al Kublai Award 2011 con il progetto I-KIWI.
I-KIWI è un programma di prevenzione (es. educazione sessuale e affettiva, bullismo, ecc), erogato all’interno di un portale ad accesso protetto e rivolto agli insegnanti e ai genitori degli alunni della scuola dell’obbligo primaria e secondaria e agli alunni stessi.
Una vera rivoluzione nella scuola italiana. Laura si sta trasformando da psicologa ad imprenditrice ad una velocità impressionante. Ha utilizzato la piattaforma di Kublai nel migliore dei modi ed infatti il suo gruppo conta 162 membri/sostenitori dopo pochi mesi di attività.
Se vuoi seguire le attività di I-KIWI, puoi andare sul blog http://www.i-kiwi.org/ oppure sostenere Laura e lo sviluppo del suo progetto attraverso il gruppo su Kublai.
I ragazzi di Triddles si danno molto da fare. Finalisti al Kublai Award 2011, già vincitori di Spinner e recentemente anche di WeTakeOff, e anche di altri concorsi.
Giovani e in gamba, abbiamo raccolto la loro testimonianza durante il Kublai Camp del 24 settembre 2011.
Adriana Scuotto e Antonio Scarpati si sono aggiudicati il Kublai Award 2011 assegnato il 24 settembre scorso durante il Camp, con il loro progetto Fund for Culture. Iniziamo con loro la pubblicazione della serie di interviste che abbiamo raccolto quel giorno.
I ragazzi hanno colto pienamente lo spirito di Kublai. Antonio in particolare dice: “Solo se ci uniamo tutti insieme possiamo realizzare qualcosa di importate”, riferendosi alla collaborazione che c’è stata tra i ragazzi finalisti.
Il Kublai Award è l’unica competizione collaborativa italiana per nuove imprese. Ne siamo orgogliosi, soprattutto perché ne sono orgogliosi i partecipanti.
L’esperienza di Adriana e Antonio può essere ripetuta da chiunque abbia una buona idea e voglia mettersi in gioco. Registrati su http://progettokublai.ning.com per partecipare
La parola “innovazione” ci assilla da ormai almeno una decade e credo che non ci lascerà per parecchio tempo. L’innovazione è inserire il gusto di menta peperita nel dentifricio, colorare di verde la pasta con gli spinaci, mappare il genoma umano o permettere ai tuoi amici di seguire i tuoi spostamenti con il telefono.
Dalla Treccani : L’atto, l’opera di innovare, cioè di introdurre nuovi sistemi, nuovi ordinamenti, nuovi metodi di produzione e sim.
Insomma, l’innovazione è buona per tutte le stagioni e per tutte le pietanze a sentire il buon vecchio vocabolario d’italiano.
Ma è effettivamente sempre la stessa cosa? E qui la discussione potrebbe non finire mai, per cui mi guardo bene dal cominciarla.
Mi limito a far notare che l’innovazione fa bene all’economia in termini numerici, qualche volta fa bene anche alla vita dell’uomo. Per capirci, la bomba atomica è stata una grande innovazione di cui non si può che parlare male. L’economia ha gradito, i giapponesi meno. Ma naturalmente c’è anche l’innovazione buona, come quella in campo medico, in campo sociale, in campo culturale e anche tecnologico. Internet è una innovazione tecnologica che ci piace.
Venerdi 25 e sabato 26 novembre, a Roma, Università Roma Tre, si incontrano uomini e donne che credono nella parte benefica dell’innovazione provenienti da tanti settori diversi e riuniti sotto l’egida degli Stati Generali dell’Innovazione.
Ci si incontra per convergere sui significati, sul senso produttivo dell’innovazione e sulle sue ricadute sulla vita delle persone.
Kublai sarà li a raccontare le esperienze che abbiamo vissuto insieme ai 450 innovatori che hanno fatto proposte e ai 3000 creativi che li hanno seguiti e sostenuti negli ultimi 3 anni.
Parlerò dello “share power“, il paradigma che sta dietro al processo di Social Startupping che ho presentato a Milano il 19 settembre scorso in occasione della Social Media Week.
Ci ospita Carlo Infante, più che un uomo, un hub importante nella rete degli innovatori italiani, un personaggio che ha sempre del tempo da investire grauitamente per le iniziative che meritano. Ne parleremo con lui e altri amici dalle 15:30 alle 17:30 durante l’incontro dedicato a “Creatività e condivisione della conoscenza“, uno dei 4 open talk del pomeriggio.
Qui il link per iscriversi e qui il programma della giornata
E’ aperto il bando per la partecipazione alla 2a edizione di Creative Clusters, un percorso di accompagnamento e supporto a nuove imprese innovative.
I dettagli dal sito:
“Creative Clusters è il percorso laboratoriale di informazione ed orientamento a supporto della creazione di imprese innovative, secondo i canoni dell’economia creativa, promosso da Campania Innovazione S. p. A. – Agenzia Regionale per la promozione della Ricerca e dell’Innovazione.
Creatività è capacità di vedere ciò che altri non vedono, pensare ciò che altri non pensano. Soprattutto, è organizzazione metodologica delle proprie conoscenze, per arrivare a produrre qualcosa che sia innovativo, nuovo, utile.
Studenti, imprenditori, laureati, ricercatori e tutti gli under 36 sono invitati a presentare idee imprenditoriali innovative che diventano veri e propri progetti di impresa attraverso la partecipazione ad una serie di workshop mirati.
Nell’ambito di otto laboratori i 30 partecipanti rivisitano, rielaborano ed implementano la propria intuizione, partendo da un’idea per giungere alla formulazione ed alla strutturazione di un progetto creativo.
Terminata l’attività laboratoriale, gli autori delle business idea saranno invitati ad illustrare le loro proposte ad una platea di imprese, investitori ed operatori di mercato al fine di valutarne l’eventuale realizzabilità ed approfondire le modalità secondo le quali verrà strutturato il successivo percorso di affiancamento.
Le migliori 5 idee dei partecipanti, divenute progetti creativi, godranno di un percorso di pre-incubazione all’interno dell’area Spin-Off Nursery del Polo Tecnologico.
Un passaggio che prepara alla possibilità di presentare le business idea ai venture capitalist.
Gli otto laboratori della II edizione
1° Lab: Presentazione, panoramica e warm up
2° Lab: Ispirazione Creativa – Il brodo di coltura dell’innovazione
3° Lab: OrientaMenti creativi – Dal fine al mezzo
4° Lab: OrientaMenti Creativi – Design Thinking e cultura del progetto
5° Lab: OrientaMenti Creativi –Dalla Strategia al mercato
Creative Clusters è una iniziativa pubblica molto interessante. Alla prima edizione ha avuto accesso un progetto cresciuto molto su Kublai e poi vincitore anche del Kublai Award 2011: Fund for Culture. A sentire Antonio e Adriana, i founder, è stata una esperienza molto utile che ha dato loro molto sostegno nella prima fase di vita della loro idea.
Senza dubbio i coordinatori del progetto stanno cercando di interpretare nel migliore dei modi le necessità dei giovani alle prese con una nuova idea di impresa. Prova ne è anche la loro presenza sulla piattaforma Kublai, dove già dalla prima edizione hanno aperto una pagina di progetto per entrare in contatto con il loro target e stare in conversazione.
L’anno scorso, i ragazzi di FFC hanno preparato la documentazione per candidarsi direttamente su Kublai condividendola con la community. Se vuoi farlo anche tu, si parte da qui.