Lug 06 2008
Kublai in due minuti
Cosa è Kublai?
Kublai è un ambiente pensato per i creativi e orientato allo sviluppo locale; è promosso dal Laboratorio per le politiche di sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico.
È pensato per sviluppare e rafforzare progetti creativi che abbiano un impatto in termini di sviluppo locale, e cioè sul territorio nel quale vengono proposti.
Cosa fa Kublai?
- Crea una community di creativi
- Aiuta i creativi a produrre progetti che abbiano impatto sul proprio territorio e ne aiutino lo sviluppo. Per “progetto” si intende un’attività realizzabile in tempi relativamente brevi, con costi realistici e risorse umane individuate; la parola “creativo” si riferisce all’ambito in cui questi progetti operano: arti e cultura, moda, comunicazione, design, software. Sono progetti creativi sia gli eventi (esempio: un festival musicale), che le imprese (esempio: un’attività di organizzazione di eventi internet per l’editoria).
- Offre assistenza alla progettazione da parte di economisti del Dipartimento di Politiche di Sviluppo (DPS), oltre alla possibilità di interagire con altri professionisti che partecipano attivamente alla vita della community, creando collaborazioni utili allo sviluppo del progetto.
- Consiglia gli autori di questi progetti nel reperimento di risorse finanziarie – Kublai non offre risorse finanziarie
Quindi, cosa faremo, e quando?
- Settembre – metà ottobre. Proposte delle idee progettuali e assistenza alla progettazione da parte dello staff di Kublai. A metà ottobre verranno selezionati i dieci progetti migliori (tenendo conto anche dei feedback della community).
- Novembre – metà dicembre. I dieci progetti selezionati verranno discussi nel corso di incontri pubblici in Second Life.
- Metà dicembre – gennaio. Tre progetti verranno selezionati e riceveranno ulteriore assistenza specifica per essere poi presentati ufficialmente in un evento finale a Roma, oltre che nel territorio di riferimento.
Kublai è una forma di mecenatismo?
- No. Kublai non ha risorse proprie, ma può accompagnare i creativi a concorrere alle risorse che altri soggetti publici e privati destinano allo sviluppo locale
- Il mecenate regala denaro ai creativi per essere se stessi e fare cultura. Questo è il ruolo delle moderne politiche culturali. Le politiche di sviluppo, invece, hanno l’obiettivo di fare crescere l’economia e la società, soprattutto quelle dei territori in ritardo come il Mezzogiorno.
- Promuoviamo un’alleanza tra i creativi e le politiche di sviluppo: i primi forniscono idee, passione e competenze per nuove attività economiche, le seconde hanno accesso a risorse finanziarie per lo start up. Ma il mecenatismo qui non c’entra: le politiche di sviluppo si rivolgono a chi può dimostrare di potere avere un impatto economico, non solo culturale, e per accedere alle sue risorse occorre produrre economia attraverso le attività culturali.
Come si fa per partecipare?
Si parte da qui.
(e se avete 30 secondi in più…)
…ah, perché avete scelto il nome Kublai?
Kublai è il nome dell’imperatore Kublai Kan, al quale Marco Polo racconta - ne il Milione, e poi ne Le città invisibili di Calvino - delle sue terre, un impero talmente vasto che mai è riuscito a conoscerlo approfonditamente.
Nella nostra metafora Kublai è il Ministero (in particolare il Laboratorio per le politiche di sviluppo), mentre Marco Polo siamo noi che dovremo raccontare delle province lontane e dei soggetti innovativi e “invisibili”. Marco Polo siete anche voi, i creativi che per la prima volta potranno parlare di sè direttamente al Kublai Kan, utilizzando i nuovi strumenti partecipativi e di comunicazione messi a disposizione da internet.
Questa è la citazione che ha ispirato il nome del progetto.
Rispose Marco Polo a Kublai:
“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui,
l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti:
accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui:
cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno,
e farlo durare, e dargli spazio.”
(Italo Calvino, finale di “Le città invisibili”)




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