[Guest post di Augusto e Matteo di CriticalCity dopo avere utilizzato la consulenza vinta con il Kublai Award]
Sono diversi giorni ormai che noi di CriticalCity siamo rientrati in Italia. Siamo stati accolti da secchiate di pioggia e da una primavera fredda, ma verde. Siamo stati a San Francisco dieci giorni, abbiamo lavorato 8 giorni e mezzo e visitato la città in 1 giorno e mezzo, perdendone una buona parte sul Golden Gate, dove si procedeva a rilento per le vertigini ed i delfini.
In otto giorni abbiamo mangiato in 14 ristoranti di diverse nazionalità, dal marocchino all’indocinese, con alcune isole di salvezza e di eccellenza quando abbiamo mangiato Pizza e Giapponese. Ed in otto giorni abbiamo affrontato quelli che ci sembravano i punti deboli del nostro progetto, per cominciare poi a immaginarci le possibili vie di sviluppo. I temi li affrontavamo in studio, le vie di sviluppo spesso venivano fuori nei pranzi e nelle cene e negli splendidi bar di San Francisco dove, grazie al wi-fi pubblico, le grandi idee prendono forma. Giusto per avere un’idea: un giorno abbiamo lavorato nel bar dove è stato programmato Flickr!
Siamo partiti con l’analizzare cosa non va, abbiamo ascoltato per un giorno le loro opinioni sul nostro sito, sulla dinamica di gioco, sulle missioni, sui giocatori, sul metodo di amministrare il sito, e ancora, sulla presenza della mappa, sulla grafica, sui temi, sulle categorie di gioco, sui tempi, sul linguaggio, sulla struttura dei punteggi, sulla piattaforma web, sull’indicizzazione dei contenuti, sugli eventi, sulle fotografie, sui titoli, sull’helpdesk, sul blog, sul lancio e sulla città.
Poi ancora sulla dinamica di gioco, sulla dinamica di gioco e sulla dinamica di gioco.
Poi abbiamo giocato a ping-pong e abbiamo perso.
Innanzitutto abbiamo ricevuto grandi e sinceri complimenti per quello che abbiamo realizzato: loro dopo un solo anno di attività ancora non avevano raccolto contenuti del nostro livello. Questo primo feedback è stato fondamentale per ricominciare ad avere fiducia nelle nostre capacità. Poi è arrivato il momento dell’analisi critica: CriticalCity, secondo loro, è stato lasciato troppo libero e diversi aspetti non sono stati curati a sufficienza. Innanzitutto è emerso come problema il fatto che non avessimo una chiara visione di cosa volevamo che fosse questo progetto, una forza potente c’era, si intuiva, ma era latente. Quando loro hanno iniziato a sperimentare SFØ avevano in mente un obiettivo chiaro e semplice: cancellare il capitalismo! Quando SFØ arriverà a compimento il capitalismo non ci sarà più. Semplice! Ridono mentre ce lo raccontano. Ma scherzano solo a metà.
Ecco noi non avevamo le idee proprio così chiare e loro su questo ci hanno spinti a farci diverse domande. Riqualificare le città: ma in che senso? Come ci immaginiamo una città in cui CriticalCity ha operato per alcuni anni e ha avuto successo? Abbiamo dedicato più di una giornata solo per rispondere a questa domanda. Una volta resa limpida la visione allora si può scendere di scala e creare un progetto coerente in tutti i suoi aspetti, e cucire il vestito secondo il taglio che interessa. Possono sembrare cose ovvie, ma per noi sono state illuminanti. Poi conoscere i loro early moments, come sono partiti, come hanno diretto il gioco, cosa succedeva all’inizio e che tipo di giocatori hanno incontrato, ci ha rassicurato sul percorso che abbiamo iniziato e ci ha anche aperto gli orizzonti su dove possiamo spingerci e con quali passi.
Poi abbiamo giocato a ping-pong e abbiamo perso ancora.
Dal terzo giorno abbiamo iniziato ad affrontare il futuro. Che evoluzione ci immaginiamo per il progetto a partire dalla bozza con cui siamo arrivati? Giorno dopo giorno, ne abbiamo analizzate tutte le componenti, con un focus sempre puntato sulla dinamica di gioco. Purtroppo non possiamo raccontarvi cosa abbiamo deciso ed in che direzione andremo, nè in che modo cambierà il gioco o quale sarà il premio perchè…non vogliamo rovinarvi la sorpresa!
Il terzo il quarto e il quinto giorno non abbiamo giocato a ping pong.
Poi io e Matteo siamo andati a cena da Mo’s, a North Beach. Complice una montagna di patatine, una parete di specchi ed un Western Hamburger – o forse l’atmosfera beat del quartiere – abbiamo avuto la Visione. Abbiamo parlato 4 o 5 ore, rimbalzandoci idee a vicenda, fino a definire una storia ed una ambientazione per il gioco che ci lascia senza fiato! Il giorno dopo - l’ultimo giorno – abbiamo presentato l’idea ai ragazzi: si sono gasati parecchio. Tanto che alla fine Ian ha esclamato: “adesso sono invidioso, voglio anch’io una visione così!”
Era il momento di giocare a ping-pong: abbiamo vinto, fino a pareggiare le sconfitte dei giorni precendenti e…per finire abbiamo vinto anche la bella, portando a casa una vittoria senza precedenti per l’Italia! CriticalCity-Italia 3 SFØ-USA 2! Evviva!
E alla fine cosa ci portiamo a casa da questi 10 giorni? Cosa ci ha insegnato questa straordinaria occasione di lavorare gomito a gomito con i migliori esperti al mondo nel nostro campo?
la visione. E’ fondamentale provare ad immaginarsi il progetto a compimento, una volta raggiunto il successo. Lasciarsi andare, senza paura di esagerare. Non importa se quella visione sia raggiungibile, l’importante è avere una visione. Sarà quella visione, una volta tornati con i piedi per terra, a indicare la direzione del percorso da seguire.
fai la tua cosa (e stai tranquillo). Per il nostro primo anno di attività la preoccupazione in assoluto più grande è stata: accontentare la community, farla crescere più velocemente possibile e “servire” al meglio i nostri giocatori, quasi fossero dei clienti. Sam, Ian e Sean hanno ragionato fin da subito in maniera opposta. Il loro compito era di creare il miglior gioco urbano possibile. Tutto il resto veniva dopo, persino la soddisfazione dei giocatori e della community. Se per il bene del gioco era necessario rischiare di scontentare qualche giocatore…pazienza! La morale è che se realizzi un progetto eccezionale i partecipanti giusti arriverranno, stanne certo. Sam, Ian e Sean, una volta aperto SFØ hanno passato i primi sei mesi a giocare. Da soli. Divertendosi come pazzi. Non so se mi spiego: il primo vero giocatore è arrivato dopo 6 mesi!! Ed erano tranquilli e contenti. Convinti di essere sulla strada giusta e sicuri che i giocatori sarebbero arrivati. E così è stato.
divertiti! Se tu che per primo stai portando avanti il tuo progetto non ti stai divertendo, significa che c’è un problema. Se hai perso parte dell’entusiasmo e il tuo progetto non ti soddisfa più come una volta, vuol dire che…è arrivato il momento di dare una bella sterzata al tuo progetto! Noi con CriticalCity abbiamo passato gli ultimi 8 mesi a progettare il gioco. E‘ arrivato il momento di ricominciare a giocare il progetto. E a divertirci!
non è vero. Non è vero che le persone dall’altra parte del mondo sono diverse. Non è vero che la gente guarda come ti vesti o come parli inglese per giudicarti. Non è vero che chi fa le robe più fighe del mondo se la tira. E non è vero che gli americani non sono interessati al resto del mondo o sono ignoranti.
Il primo giorno, appena arrivati, si è presentato Ian. Che ci ha abbracciato. Bene, con un gesto ecco spiegati filosofia, obiettivo e prassi del loro modo di progettare, che è anche il loro modo di essere.
Grazie Kublai per averci dato fiducia, speriamo di riuscire presto a dimostrarvi che ne è valsa la pena.
Qualche tempo fa avevo segnalato alcune opportunità che forse possono interessare a qualche creativo italiano. In effetti scopro che i ragazzi de Gli Affidabili (su Kublai) stanno partecipando a Startup 2.0. Potete aiutarli ad accedere alla finale votando per loro (come loro stessi ci hanno chiesto: istruzioni qui). Io l’ho già fatto, il progetto è solido e mi piacerebbe avere un kublaiano in finale per cui fare il tifo!
Come preannunciato da Tito, noi del team di CriticalCity abbiamo scelto come impiegare al meglio il budget vinto con Kublai per la consulenza.
Si tratta di Playtime Antiboredom Society, il team che ha sviluppato SFØ, il primo Alternate Reality Game permanente mai realizzato.
Unico problema: sono sì i migliori al mondo in questo campo, ma sono anche dall’altra parte del mondo visto che vivono a San Francisco! Ma per una fortunata serie di eventi noi avevamo giusto due biglietti bonus da utilizzare per gli Stati Uniti che scadevano il 28 aprile. E così abbiamo unito le due cose e…zac!! Da lunedì 6 a giovedì 16 aprile io e Matteo ci trasferiamo a San Francisco per lavorare gomito a gomito con i migliori urban game designer e progettare la versione 2.0 di CriticalCity!
Flashback is a game in which you complete real-world missions with the aim of de- and re-constructing American History and connecting with others to change the world. You begin at level 1 with 0 points. As you complete missions and advance in level you gain the skills and historical knowledge you’ll need to develop strategies for overcoming persistent historical injustices and defeating your class enemies.
Noi di CriticalCity siamo eccitati come bambini il giorno prima di Natale: quale regalo più grande poteva farci Kublai?
Nei prossimi giorni seguiteci sul nostro canale twitter e sul nostro blog: aggiornamenti in tempo reale della nostra missione direttamente da San Francisco!
CriticalCity ha scelto il consulente su cui spendere il piccolo budget vinto con il Kublai Award. Copio (qui sotto) dalla pagina “about” di SF0.
Mi sembra che, come livello della consulenza, ci siamo . Per cui mi accingo a scrivere l’inutile letterina di approvazione ministeriale del fornitore prescelto.
RULES
It is strictly prohibited to:
1. Kill other players, except in designated player killing areas.
2. Steal valuable possessions from the corpses of already dead players.
I venture capitalists sono strani compagni di viaggio per un’autorità come il Dipartimento Politiche di Sviluppo: obiettivi e linguaggi non potrebbero essere più diversi. Eppure Gianluca sta diventando una presenza di rilievo nell’ambiente Kublai. L’incontro di Milano con CriticalCity ha mostrato che il mondo delle startup guarda con vero interesse ai creativi; come facciamo noi, anche i venture capitalists sono dispostissimi a prendere in considerazione le idee che vengono proposte… anche se poi fanno un investimento ogni cento proposte!
Lavorando sui documenti di progetto in Kublai ci siamo resi conto che a volte una stessa idea creativa può essere formattata in più modi: progetto artistico one-shot, servizio pubblico, o perfino impresa startup. Se avete un’idea, e credete che possa diventare un’impresa startup, ecco un po’ di iniziative a cui potete partecipare:
Startup 2.0 è un concorso per imprese europee del web 2.0. Tra i giurati, Tim O’Reilly e Craig Newmark. Scadenza: 14 aprile
Working Capital è un’iniziativa di Telecom. Le idee selezionate diventeranno imprese con Telecom come partner tecnologico, il che vuol dire che potranno fare robe come accedere alle piattaforme media (televisioni comprese) o mandare SMS… L’azienda di Gianluca, Dpixel, fa da advisor.
Techgarage è un’associazione che promuove startup, in cui Gianluca è molto attivo. Stanno organizzando un evento a Roma per il 22 maggio.
Al Kublai Camp avevo notato una tendenza dei kublaiani a portare la loro collaborazione dal terreno del progettare a quello del fare. E voilà! Questa settimana due progetti kublaiani molto diversi mettono in campo una collaborazione concreta.
Con il progetto CITIES, il Comune di Modena e altre città europee si chiedono come utilizzare la forza trasformativa delle imprese creative per intervenire sul territorio urbano. Per mercoledì 1 e giovedì 2 Ludovica e Elisa hanno organizzato un primo seminario, a cui parteciperanno anche i partners europei di CITIES. Su proposta di Marco e mia, hanno coinvolto CriticalCity per trasformare il seminario da workshop in PLAYshop. Si giocherà a squadre (quattro, ciascuna contraddistinta da spillette di colore diverso, in perfetto stile kublaiano), a Modena in presenza ma anche in remoto via Twitter. Quindi siete tutti invitati a partecipare! Oltre alle persone citate e a Augusto e Matteo in rappresentanza di CriticalCity, saranno a Modena vari altri kublaiani, tra cui Jesse, coinvolto come esperto.
L’esperimento mi intriga parecchio, per molte ragioni. La principale è che CITIES è diverso dagli altri progetti kublaiani, perché non è esattamente un progetto creativo: è un’azione volta a generare progetti creativi per le politiche urbane a Modena, una specie di piccola Kublai nella Kublai più grande. Diverse amministrazioni pubbliche (e soggetti privati) ci hanno avvicinato per collaborare con Kublai, e l’esperienza di CITIES potrebbe suggerire alcune forme di collaborazione.
Come sapete la vittoria del Kublai Award portava con sé alcuni premi importanti:
- l’endorsement da parte del DPS del progetto vincitore
- la comunicazione della vittoria attraverso i canali di Kublai
- un budget di 5.000 € da utilizzare per una consulenza di alto profilo nel campo specifico del progetto vincitore
- alcuni giorni in cui Marco, Tito e Alberto si sarebbero “messi l’elmetto” e sarebbero scesi in prima linea alla ricerca di risorse e alleanze per realizzare il progetto.
E Kublai, le promesse, le mantiene! Ecco un resoconto dei due giorni di road show del nostro progetto, CriticalCity, vincitore del Kublai Award 2009.
Primo appuntamento martedì 24, ore 11 Camera di Commercio di Milano.
Il luogo è imponente e sicuramente la sede è la più prestigiosa fra tutte quelle incontrate (siamo a Milano, con le imprese non si scherza)
Alberto nell’atrio nota un particolare importante: una grande statua con scritto “Do ut des”. Fantastica!
Ci accolgono il dirigente di innovazione e credito e il direttore di Innovhub. Nel complesso si sono dimostrati interessati al progetto e hanno dato una prima disponibilità a collaborare con gli eventi sull’innovazione sponsorizzati dalla Camera (in primis Meet The Media Guru).
Secondo appuntamento ore 14:00 Politecnico di Milano presso il Dipartimento di Architettura e Pianificazione. Il prof. Gabriele Pasqui – una persona fantastica – che già avevo incontrato e già aveva mostrato interesse per CriticalCity ha organizzato un incontro con diversi ricercatori e dottorandi che ogni giorno si confrontano – in maniera molto più seria e strutturata – con i temi del nostro progetto.
Come sempre Tito e Marco ci fanno un’ottima introduzione e dopo i miei soliti 20 minuti di presentazione (cominciamo tutti a non poterne più!) apriamo un dibattito interessante. Le cose emerse sono sostanzialmente:
- forse il nostro progetto tratta temi “troppo importanti” per rimanere un gioco (sic!)
- CC ha il pregio di poter uscire dallo schema tradizionale “parto da una codificazione dei bisogni dei cittadini e provo a intervenire”
- è importante collegarsi alle realtà che esistono già
- come rapportarsi alle istituzioni che governano il territorio? Una domanda centrale che resterà aperta in tutti i nostri incontri di questi due giorni
- CC può essere un ottimo stimolo alle politiche degli enti locali
- la definizione di un “giusto” archivio missioni è cruciale
Nel complesso molto interessante anche se ci aspettavamo un approccio meno serioso da parte di giovani ricercatori. Torniamo a casa con la proposta di Tito e di Pasqui per la prima missione di CC per Piacenza: occupa le ex-aree militari!
Appuntamento serale per una splendida cena in un’osteria milanese in cui ci raggiungono anche Nadia, Federica e un amico di Marco.
Terzo appuntamento mercoledì mattina ore 11: Fondazione Cariplo.
Le cose si fanno serie. Ci accolgono due responsabili dell’area “arte, cultura e creatività” e sorpresa: uno dei due è Alessandro Rubini un mio compagno di università! Anche loro si dimostrano interessati al progetto e ci danno indicazioni utili per partecipare ai bandi della fondazione.
Quarto appuntamento: mercoledì pomeriggio ore 14.30 Regione Lombardia.
L’entrata in regione sembra la frontiera fra il Mexico e gli Stati Uniti, badge elettronici, metal detector, tornelli automatici…
Ci accoglie la responsabile dell’area Famiglia e Responsabilità Sociale Marilena La Fratta, insieme a un nutrito numero di altre dirigenti (tutte rigorosamente donne… meno Andrea!). Anche con loro dopo la presentazione si è aperto un bel dibattito al termine del quale abbiamo individuato una strada possibile di collaborazione. Loro possono metterci in contatto con alcuni sindaci dell’hinterland milanese (Cormano, Cologno, Sesto San Giovanni) con cui avviare dei progetti pilota di sperimentazione di CC.
Tito e Alberto cominciano a dare segni evidenti di non poter sopportare più un’ennesima presentazione di CC… come li capisco! A questo punto Marco ci saluta e scappa a prendere la Freccia Rossa.
Quinto appuntamento: mercoledì pomeriggio ore 17.00 Dpixel
Per completare il quadro di interlocutori, concludiamo la due giorni con un fondo di early stage venture capital: Dpixel di Gianluca Dettori. Per fortuna (penso io) qui non c’è da fare presentazioni visto che il progetto lo conosce (ha fatto parte della commissione che ci ha assegnato il Kublai Award)… Ma mi sbaglio! Ha invitato anche Franco Gonella (amministratore delegato).
Qui i tempi sono serratissimi ed è difficile riuscire a raccontare con calma i diversi aspetti di CC. In ogni caso anche qui raccogliamo un buon interesse e ci diamo appuntamento a breve per approfondire le cose.
Stremati e con la testa piena di idee e di opportunità, accompagnamo Tito alla stazione e ci prendiamo una meritata birra per festeggiare… Per Kublai e CriticalCity missione compiuta!
Abbiamo sempre detto che scrivere documenti di progetto solidi è una condizione indispensabile perché i creativi possano comunicare le loro idee al resto del mondo, e cercarvi partners, finanziatori, alleati. La community di Kublai a questa cosa ha creduto, e molti dei nostri progetti hanno prodotto documenti di alto livello. Nel 2009 – come vi avevamo prennunciato al Kublai Camp – abbiamo intenzione di lavorare molto sull’accompagnamento alla realizzazione dei progetti maturi, quelli che hanno superato con successo la fase di progettazione.
Si comincia martedì, da Milano e da CriticalCity. E’ il progetto vincitore del Kublai Award 2009, e dunque ha l’onore e l’onere di essere il primo su cui sperimentare la nostra modalità di accompagnamento; ma, come abbiamo già detto più volte, non sarà certamente l’unico. Per quanto possibile cercheremo di dare endorsement istituzionale a tutti i progetti completi, dotati di un documento solido e validati dalla community. La cosa funziona così:
per prima cosa abbiamo chiesto ai ragazzi di CriticalCity: con chi vorreste parlare? Quali ritenete che siano i vostri interlocutori naturali sul territorio? Loro ci hanno dato una serie di indicazioni. Siccome si sta parlando di Milano, hanno indicato prevalentemente fondazioni bancarie, che hanno molti soldi e finanziano abitualmente progetti.
a questo punto noi abbiamo un po’ rivisto la lista alla luce del fatto che, dopotutto, siamo pur sempre un Ministero, quindi un’istituzione, e vediamo il nostro ruolo anche come catalizzatori di possibili partnerships tra altre istituzioni e i creativi di Kublai. Quindi abbiamo integrato la lista con quelli che secondo noi sono partners potenziali di CC, magari meno ovvi ma con rapporti potenzialmente più strutturali, più di lungo periodo, al di là del finanziamento spot.
Marco e Tito hanno chiamato questi soggetti per organizzare un’agenda di appuntamenti e cercare di individuare (a) l’interlocutore giusto al loro interno e (b) una intersezione tra i loro interessi e le cose che CC sa fare. Martedì 24 e mercoledì 25 caleranno a Milano: insieme ai ragazzi di CriticalCity e a me si faranno tutto il giro degli interlocutori individuati, per presentare il progetto e cercare spazi di collaborazione con loro. Incontreremo Camera di commercio/Innovhub; Politecnico di Milano; Fondazione Cariplo; Regione Lombardia; Dpixel; e, a inizio aprile, MilanoMetropoli.
Insomma, l’endorsement consiste nell’apertura di un canale di comunicazione di qualità alta con gli alleati potenziali del progetto. Aperto il canale, ovviamente, il compito di Kublai è finito: a quel punto tocca ai progettisti e alle loro idee farsi valere! Siamo sicuri che Augusto e Duccio sapranno farsi valere, e auguriamo loro la migliore delle fortune. Aggiungo che siamo molto soddisfatti dell’attenzione prestata a Kublai dai soggetti che abbiamo contattato, e si vede anche dal rango – in genere molto alto nelle rispettive gerarchie interne – delle persone che incontreremo. L’endorsement istituzionale è partito proprio bene!
Qui il sito e qui il gruppo di Facebook di “SalvaConNome – Le parole chiave del’Innovazione”. Grazie a Carlo Infante per l’invito e il servizio, realizzato assieme al nostro buon Marco Magrassi!
Roma, 23 e 24 gennaio 2009. Difficile esprimere con le parole tutta l’energia, le emozioni, le idee, il clima di collaborazione e confronto, i volti delle persone… che hanno dato un’anima a questo Camp. Lasciamo allora spazio alle foto, ai commenti, ai post che già si trovano in rete (in attesa dei video), e stanno lasciando una coda lunga di pensieri e riflessioni, che arricchiscono ancor più il valore condiviso di questa esperienza.