Una settimana fa Alberto definiva così il coaching: “un processo attraverso il quale le idee dei creativi della rete vengono temprate, rafforzate, ottimizzate, e diventano progetti: da sogni nel cassetto a piani d’azione realizzabili”.
Per trovare il modo migliore di realizzarlo è stato indispensabile confrontarci con voi e ora, dopo aver selezionato i primi progetti, siamo pronti a partire con il pilota di questa avventura – non prima di aver ringraziato di cuore Criscia, che si è presa l’incarico di coordinare le nostre esigenze per trovare le date ottimali per i partecipanti!
Il coaching pilota, lo ricordo (e potete leggerlo nel documento pubblicato), è però aperto a tutti, non solo a chi ha proposto i progetti selezionati: siamo convinti che possiate dare un contributo prezioso con suggerimenti e idee. Insomma, abbiamo “svuotato i cassetti” e ora si va!
Naturalmente ci si vede al salottino del Porto dei Creativi, come al solito. Ricordate di confermare la vostra presenza nelle apposite pagine sul ning (i link sono qui sopra).
Se volete partecipare ma non avete un avatar per entrare in Second Life leggete qui o scrivete! Vi aspettiamo!!
A partire dalla prossima settimana un gruppo misto creativi/esperti di sviluppo locale del DPS (Dipartimento di politiche per lo sviluppo) del Ministero dello sviluppo economico lavorerà su quattro idee proposte da membri della community di Kublai. Mi sembra un buon momento per lasciare un messaggio di congratulazioni (e un augurio di buon lavoro, visto che ci sarà da lavorare) ai proponenti. I progetti selezionati sono:
Li discuteremo in due riunioni al Porto di Second Life, che saranno aperte a tutta la comunità e a cui ci auguriamo che vogliate partecipare in molti (le sta organizzando Criscia, che a breve ci farà sapere date e orari). Qui sotto trovate un documento di due pagine (anche scaricabile) che spiega cosa succederà esattamente durante l’attività pilota di coaching.
Giovedì siamo stati ospiti del corso che Alberto tiene al master della Sapienza di Roma in Management Marketing e Comunicazione della Musica. I ragazzi hanno presentato i loro progetti musicali e la classe, assieme a noi del futuro gruppo coaching di Kublai, ne ha discusso insieme cercando di definire punti di forza e debolezza generali di ciascuna proposta (diversi di loro si sono già iscritti al Ning di Kublai, come ad esempio Francesca, Andrea ed mFantasy, altri lo faranno presto; nei loro profili potete trovare una breve presentazione dei progetti che presto renderanno disponibili anche in formati più dettagliati).
Dalla discussione sono emerse alcune indicazioni di fondo, poi evidenziate anche da Tito a fine incontro, che cerco di riassumere qui:
un buon progetto, se nasce veramente da un’idea forte, dovrebbe essere comunicabile efficacemente in 100/150 parole, o in una presentazione da 5 minuti e 10 slide; per dirla con un esempio usato di solito in questi casi, dovreste essere in grado di raccontare la vostra idea a un venture capitalist/finanziatore potenziale nel tempo che l’ascensore impiega a raggiungere il piano desiderato (elevator pitch)!
un progetto forte “usa” le linee di finanziamento esistenti, non si adatta/appiattisce ad esse (quindi prima deve venire l’idea/progetto, e solo dopo si individua la strada più adatta a trovare un finanziamento per realizzarla);
i progetti devono sempre avere un focus, un’idea centrale che lega tutto il resto; per questo è utile distinguere obiettivi (primari e secondari) e strumenti: non è esclusa la possibilità di perseguire anche diversi obiettivi (anzi, è auspicabile l’incrocio di obiettivi “culturali” con altre priorità del territorio), ma devono essere tutti collegati e “tenersi” a un’idea/obiettivo principale (core). Bene ricordarsi comunque anche che non si può fare “tutto”, è importante saper scegliere e darsi obiettivi chiari e condivisi fin da subito, ed eventualmente lasciare da parte ipotetici obiettivi secondari se non risultano legati in modo forte ai primi;
un buon metodo di procedere nell’analisi è considerare le 10 mosse di Kublai come una checklist da confermare e analizzare punto per punto;
il progetto deve essere centrato sulle persone che lo promuovono (e viceversa): le persone sono uno degli aspetti cruciali (come si diceva anche qui) per valutare se un progetto può funzionare o no, è quindi fondamentale avere sempre risposte chiare a domande come “chi sono io?”, “chi sono i miei soci/alleati?”, “perchè sto/stiamo proponendo proprio questo progetto e non un altro?” qual’è la motivazione che spinge ognuno di noi a voler fare questo progetto?”, “abbiamo la stessa (o perlomeno compatibile) visione di progetto e priorità e siamo la squadra migliore per realizzarla?”, “abbiamo le competenze necessarie?” (NB. ogni progetto ha bisogno di almeno una persona brava nell’organizzazione/gestione, e non solo di creativi che danno buone idee), etc. nel caso in cui non tutte queste domande avessero risposte chiare e affermative è utile ripensare l’idea progettuale per trovare la coerenza di tutte le sue componenti;
(annotazione finale - che dovrebbe in realtà essere premessa - per chi partecipa al coaching) le considerazioni possibili su ogni progetto potrebbero essere suddivise in 3 livelli: (1) un giudizio su innovatività/originalità e “forza” del progetto (spesso soggettivo, quindi interessante solo se se ne raccolgono molti e da persone diverse), (2) considerazioni generali sulle possibilità di funzionamento potenziale, (3) analisi di fattibilità operativa. E’ importante quindi definire ogni volta a che livello di considerazioni ci si sta riferendo.
In questi giorni ho quasi sempre una finestra aperta sul social network di Kublai, anche perché si avvicina il momento del primo incontro al porto dei creativi e sono molto contento di rivedere alcuni vecchi amici e di incontrarne di nuovi. Quindi ho potuto leggere quasi in tempo reale la discussione aperta da Philosofia con i diversi interventi. Dice Philo: io ho in testa un’idea che però coinvolge più territori di diverse regioni, questo è un problema?
La risposta di Tito va citata per la nettezza con la quale individua una direzione di lavoro per tutti i partecipanti alla community creativa:
[…] non è il momento di pensare ai vincoli. Quelli verranno dopo e sono in realtà anche molto minori di quello che si pensa. Ci sono programmi di finanziamento di tutte le scale: nazionali, regionali, e destinati a specifiche aree sub-regionali. Poi c’è il venture capital privato..
Quello che scarseggia veramente sono le idee buone mentre i fondi per il loro sviluppo - pubblici e privati - sono molto disposti ad adattarsi. Le idee buone però, anche questo lo stiamo verificando, sono inscindibili dalle persone disposte ad impegnarsi per portarle avanti.
Queste poche righe esprimono benissimo la nostra visione: le risorse ci sono, sia quelle pubbliche (di cui Tito e i suoi colleghi sono direttamente esperti) sia quelle private (ce ne parlerà presto Gianluca Dettori, imprenditore e seed capitalist). Quello che manca sono le idee, e la conoscenza - mi viene da dire la visione - per generarle. Per la prima volta nella storia del nostro scassatissimo paese, oltretutto, mi pare che ci sia un piccolo nucleo di soggetti che alle idee attribuiscono molta importanza, e che hanno un certo potere; e questo fa venire molta voglia di capire meglio e proporre cose sempre migliori, almeno a me.
Kublai è un progetto pilota promosso dal Laboratorio per le politiche di sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico, ed attuato attraverso Studiare Sviluppo, che si propone di individuare e collegare persone che abbiano idee e progetti in tutti i settori legati alla creatività, sollecitandoli a proporre e realizzare progetti di sviluppo locale. L’obiettivo è quindi la formazione di una rete di creativi che metta in comunicazione persone e idee e che si autosostenga nel tempo.
Useremo molto Second Life come strumento per comunicare e ritrovarci con la nostra comunità. "Kublai - il porto dei creativi" in SL lo trovate
qui. (nuovi in SL? leggete
questo post)